I social sono utilissimi al tuo personal brand, al tuo business online e anche altro blog (se serve, tra un attimo ribadisco il perché).
Ma sono fatti in modo tale da creare dipendenza, succhiare energie, imporre un costante confronto con le performance di altri.

Spesso per i blogger, la gestione e le performance sui social è tra i principali fattori scatenanti del Blogger’s Burnout, come vedremo tra un attimo.

Per questo, della “gestione ecologica dei social” ne parlo spesso con i miei corsisti e corsiste, nelle live settimanali, nelle coaching individuali e di gruppo.

In questo articolo riassumo in modo il più chiaro possibile come gestire i social in modo tale da non risentirne nella nostra attività di blogger e usarli realmente per

  • aumentare il nostro traffico
  • aumentare il nostro potenziale nelle collaborazioni
  • farli diventare parte (e non elemento esclusivo) della nostra attività di content creator online
  • usare i social senza ammalarci di social

Ho anche scritto “Perché creare un blog nell’epoca dei social?”

Cosa intendo per Gestione Ecologica dei social?

Chi mi segue e conosce sa che la parola “ecologia” per me ha un significato importante, non solo per le mie scelte di consumo. L’approccio ecologico diventa parte delle nostre scelte di consumo solo quando diventa parte della gestione delle nostre risorse mentali, emotive e biografiche.

Avendo a che fare con content creator principalmente concentrate sull’attività di blogging, spesso i canali social sono un canale parallelo che entra a gamba tesa nella quotidianità del blogger, togliendo tempo ed energie a quello che possiamo definire “core business”, cioè i nostri contenuti sul blog.

Nelle mie coaching, quando parlo di “gestione ecologica dei social” (ai social è dedicato un intero modulo del percorso Full Blogger) cerco di trasmettere delle buone pratiche per bilanciare l’attività pur importante sui social network con l’attività fondamentale del blogger, cioè la creazione di contenuti in grado di portare traffico e autorevolezza (e vendite e conversioni, prima che numeri).

Gestire i social creando contenuti satellite rispetto al blog è, ad esempio, uno dei primi metodi per integrare realmente le due attività, dimezzando il tempo di permanenza sui social (anche più che dimezzando) ma portando comunque risultati utili.

Altra cosa fondamentale è capire quali sono per te, per ogni singolo progetto online, i risultati utili.

Se vuoi avere 10k o 50k senza sapere il motivo per cui li vuoi avere, avrai soprattuto forte stress, ansia da prestazione, ansia da confronto con le metriche altrui.

Se pensi di dover stare dietro, ad esempio, ad Instagram solo perché è il social più celebre in questo momento storico, beh, anche questa non è una vera vision e una vera strategia funzionale al tuo business online.

Qui approfondisco come scegliere su quali social essere attivi.

I social sono i principali responsabili del Blogger’s Burnout

gestione social - sabrina

Ho parlato già in modo più approfondito di che cosa sia il blogger’s burnout, parola inglese per dire “esaurimento del blogger”.

Delle mie corsiste più attive, almeno la metà ha già vissuto una o più fasi di burnout (che abbiamo “curato” insieme) e per tutte, uno dei fattori scatenanti era proprio il senso di stanchezza, appesantimento, stress vero e proprio derivante dalle performance sui social.

Il burnout non gestito può portare all’abbandono di progetti online anche incredibilmente validi.

Veniamo alla parte dei consigli, dopo le premesse generali utili: come fare per iniziare ad avere un rapporto più equilibrato con i social, non tanto nel nostro rapporto come utenti ma come creatrici di contenuti.

Soprattutto, per noi blogger, il focus è come far sì che i social, pur al netto della loro importanza, non prendano spazio e tempo al nostro core business.

Parti dal contenuto del blog e da lì crea contenuti per i social

Primo consiglio: fai il piano editoriale per il tuo blog e declina quei contenuti per i social.
Pubblichi una volta a settimana? Bene, da quell’articolo fai in modo che vengano fuori due o tre contenuti per il/i tuoi social di riferimento di modo che tu possa declinare le tue competenze su varie fonti, ma anche far sì che i social si comportino da fonti di traffico alternative ai motori di ricerca.

Ricorda che un tipo di articolo particolarmente utile per portare traffico da social sono gli “articoli di opinione” dei quali ti parlo in questo approfondimento.

Spesso investiamo tantissime energie nel creare contenuti ex novo perché, ad esempio, vediamo i trend su TikTok e Instagram e sentiamo il dovere di adeguarci. Questo non comporta solo un importante dispendio di tempo ma anche di energie mentali, dovute alla iper performatività imposta da alcuni social in particolare.

Chiedi alla tua community quali nuovi contenuti creare sul blog

Le esperte del mondo della comunicazione su Instagram dicono, da sempre e giustamente, che per fare aumentare i social bisogna interagire con la community, dando un vero senso a questa parola.
Io seguo il consiglio ma aggiungo per i blogger il suggerimento di ampliare il raggio e la tipologia di interazione che facciamo con i nostri lettori-follower.
Invece di usare l’adesivo domande con “chiedimi quello che vuoi” (salvo poi rimproverare i tuoi follower quando ti chiedono qualcosa che non ti piace) chiedi tu, a loro, qualcosa che è utile al tuo progetto.

Chiedi di quale contenuto avrebbero bisogno, ad esempio.

Chiedi se hanno mai letto il tuo blog. Chiedi loro se cambierebbero qualcosa nel tuo blog, chiedi in un sondaggio se pubblicare prima il post su un’argomento o su un altro (anche per capire, su un piano di orientamento e interessi, quanto coincida il tuo traffico organico con i gusti dei tuoi follower).

Infine, usa il blog per far crescere le community social

Cambia prospettiva:

intento di ricerca

Inizia a vedere i tuoi social come appendice del tuo blog

Il tuo blog è un progetto narrativo crossmediale, che parte dal blog, hub centrale, e si declina su varie altre piattaforme, che possono essere Instagram, TikTok, Facebook ma anche Podcast o canali YouTube (qui ti spiego come e perché creare un podcast utile al tuo progetto).

I social sono per un blogger una fonte di traffico alternativa

Prima di pensare al tuo canale social come un luogo di numeri, vanity metrics, il luogo per essere contattati dai brand e promuovere prodotti, pensiamo che i social sono, per noi blogger, una fonte di traffico alternativa ai motori di ricerca.

Soprattutto nelle fasi di lancio, quando l’indicizzazione SEO non è ancora la tua arma più forte, gli sforzi dovrebbero essere orientati il più possibile a movimentare questo traffico proveniente dai social. Dunque, dedichiamo qualche minuto in meno ad un reel (anche se i reel ci fanno fare tanti bei numeri alti nelle views) e sprechiamo qualche minuto in più nella condivisione e ricondivisione dei post su Linkedin, Facebook e social atti a portare più traffico, facciamo più call to action affinché le persone vadano nel link in bio, mettiamo link nelle storie e usiamo il più possibile gli strumenti (pochi) che i social ci danno per portare traffico.

Confronta i tuoi dati

Se proprio ci piace parlare di numeri, facciamo questo esercizio/gioco.

Quante visualizzazioni uniche mensili hai avuto questo mese sul blog? (lo vedi dalle Google Analytics).
E quanti nuovi follower hai avuto su Instagram, Facebook, TikTok?

Non serve che ti dica io che gli stessi numeri sono decisamente a vantaggio del blog (se lavori bene di SEO e di Piano Editoriale Strategico, ovviamente), quindi è lì che devi puntare le tue energie (almeno se vuoi ancora fare il blogger).

E no, non mi venire a dire che “con i Reel però faccio numeri più alti di visualizzazioni che con il blog, da organico”.
Perché chi ti legge grazie alla ricerca organica su un motore di ricerca si ferma una media di un minuto, che sul web è tanto, a casa tua.
E lo fa perché ha cercato qualcosa di cui ha bisogno e che tu hai saputo dare.
Chi vede i tuoi reel lo ha fatto per una casualità, di certo anche per merito della qualità del tuo contenuto, ma soprattutto per via di un algoritmo che non mette assolutamente in connessione i bisogni dell’utente con il tuo valore aggiunto.

I social sono un bellissimo e utile paradiso artificiale: usiamolo con consapevolezza e criterio, non perdiamo di vista il nostro focus e soprattutto non perdiamo di vista noi stesse.

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