Informazioni utili per te, se vuoi diventare blogger full time, che sarebbero state utili a me, per riuscirci prima

Ci sono cose della vita e anche del mondo del lavoro, che scopri solo dopo averle esperite e pensi a quanto sarebbe stato più semplice il percorso se le avessi sapute prima.

Vale per tutto e per tutti, in ogni aspetto del vivere e del sapere, oltre che del lavoro in sé, ed è per questo che avere, di tanto in tanto, dei punti di riferimento, delle persone che ci sono passate e che possono svelarti dei segreti, è utile e ci fa sentire meno soli.

Le connessioni umane, in fondo, esistono anche per questo e per questo sono fantastiche.
Oggi vorrei essere per te la tua “connessione umana” con questo universo del blogging, che per altro è anche una professione creativa digitale, e come tale in costante e continuo divenire.

Ecco quello che avrei voluto sapere una decina di anni fa, quando ho deciso di buttarmi in questa professione della quale si sapeva ancora poco e niente qui in Italia.

Ciao, sono Sabrina,

  • blogger full time e SEO strategist da molti anni,
  • la tua blogging coach da ora.

Sì, è possibile essere blogger full time

Ma si può davvero lavorare come blogger?
Me lo chiedevo spesso, anche mentre aprivo la partita iva e frequentavo corsi di blogger americane, o quando facevo le prime collaborazioni con blogger degli USA e degli UK (i primi anni il mio blog era completamente in doppia lingua, mentre adesso per i lettori internazionali ho un piano editoriale a parte, nella sezione in ENG).

La risposta era palesemente “Sì”, e lo è tutt’ora, ma è necessario capire come funziona il sistema, come e da dove possono provenire i guadagni, dove intercettare partner e investitori, da dove entrano i “soldi veri” e dove, invece, si arrotonda e basta.

Soprattutto, dopo aver capito come funziona il sistema per lavorare come blogger, sarà solo lì che potrai capire se è quello che realmente vuoi.

Nelle mie coaching c’è ad esempio un prodotto, la consulenza ONE SHOT, in cui si approfondisce proprio questo punto che è nella mia esperienza e punto di vista fondamentale, per non perdere tempo ed energie:

  1. Capire cosa vorresti raggiungere dal tuo blog,
  2. Capire insieme come raggiungere questo obiettivo,
  3. Capire se, alla luce del punto 2, il punto 1 è ancora quello che vuoi.
Da qui, inizi a capire.

Per essere blogger di lavoro, non si può stare sempre e solo davanti ad un computer

Come tutti i lavori creativi, come tutti i lavori da freelance, anche il blogger ha bisogno di connessioni, reti, conoscenze che vanno oltre il digitale.

Per iniziare a lavorare bene e di più bisogna “uscire” di casa, spegnere il computer e anche il cellulare.

I migliori contatti professionali della mia carriera fino ad ora si sono concretizzati prettamente dopo aver conosciuto di persona, o almeno a voce, quei contatti presi solo preliminarmente online.

L’online, anche per chi lavora online, è solo un canale iniziale: il fattore umano e reale è il vero catalizzatore delle collaborazioni.

La scrittura equivale al 30% dell’attività

sabrina barbante - oltre la seo

Ebbene sì; se come blogger per hobby, puoi dedicare anche il 100% del tempo alla scrittura, magari togliendo un 10% risicato da dedicare alla ricerca o produzione iconografica, come blogger di professione bisogna dedicare anche tempo a

  • pianificazione (delle attività e degli investimenti)
  • creazione format e progetti
  • studio (SEO, parole chiave, evoluzioni di Google e dei suoi algoritmi, analisi nuovi social sul mercato ecc. ecc.)
  • produzione contenuti collaterali (foto, video e/o podcast)
  • crossmedialità (social, aggregatori, video e/o podcast)
  • rendicontazione e contabilità.

Per altro, per diventare blogger per hobby serve zero tempo dal momento stesso in cui crei il tuo blog, mentre per farlo diventare una professione serve una pianificazione strategica di breve, medio e lungo termine, da mettere in calendario con tanto di scadenze da rispettare (ed è anche questa una cosa che possiamo costruire nel percorso Full Blogger)

Quello che impari oggi, sarà obsoleto tra due anni

La SEO di oggi non è la SEO di due anni fa.
Il blogger che guadagna oggi, non lo fa come lo si faceva 5 anni fa.

Questo è ad esempio il motivo per cui è importante imparare a “stare dietro” alla tua professione e attività, nel momento in cui decidi di farla diventare tale.

E questo è anche il motivo per cui, grazie ad un gruppo privato, seguo le corsiste dando tutti i nuovi aggiornamenti anche dopo la fine ufficiale dei percorsi.

Il guadagno non dipende dal traffico

viaggi costosi a basso costo_come fare
reperto dal mio primo blogtour, nel lontano 2016

All’inizio pensavo che un blogger di successo fosse solo un blogger con livelli altissimi di traffico.
Come chiunque faccia questa professione, adesso so che è una visione incredibilmente distorta e soprattuto diversissima da chi, ad esempio, fa comunicazione e crea contenuti solo sui social.

Ad un blogger serve traffico di qualità, serve traffico verticale, serve traffico il cui intento di ricerca viene realmente accontentato da chi scrive.

Il lavoro di blogger non dipende dai social

A dirla tutta è il caso di specificare che quando io ho iniziato a fare la blogger, i social erano davvero agli inizi della loro storia; Facebook e Linkedin erano degli ottimi potenziatori di traffico, le attività del blog si integravano con questi primi social.

Poi è arrivato Instagram, non fatto per portare traffico fuori da sé ma per catalizzare emozioni, attenzioni, tensioni, creare dipendenza (non scherzo e non esagero, Instagram è programmato per creare dipendenza).

Tuttavia questa è un’informazione che potrebbe interessare chi si affaccia all’idea di creare un blog e si chiede, plausibilmente, se e in che misura sia davvero possibile essere blogger senza avere numeri alti e vanity metrics importanti sui social.

Beh, confermo: sono due mondi separati, che si possono integrare ma che non sono affatto interdipendenti.

Ti racconto perché ha ancora senso creare un blog nell’epoca dei social, e poi, se ti va, ti dico anche due parole su come scegliere su quale social vale la pena di stare.

Avrai momenti di burnout… proprio quando sarai vicina ai tuoi obiettivi

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Il burnout del blogger sopraggiunge, paradossalmente, proprio quando le cose iniziano ad andare bene, quando iniziano ad ingranare.

Mi capita spesso di fare coaching aggiuntive alle mie corsiste Full, in cui mi raccontano che le cose stanno andando nella direzione sperata (quando partono collaborazioni, arrivano risultati, arrivano riconoscimenti e il traffico aumenta sempre di più) e ciò nonostante iniziano a sentirsi demotivate.

Strano ma vero, e la cosa è dovuta al fatto che per arrivare ai risultati, che sia nel giro di qualche mese o di un paio di anni, si impiega energia, intensità, motivazione, come lavorare e lottare per un sogno.

Ma sognare piace sempre, piace a tutti, mentre il risveglio fa paura.
Quando questo sogno diventa realtà, non sempre e non subito siamo in grado di accettarlo: far entrare un sogno nella vita vera comporta l’assunzione di responsabilità e, altra cosa che è sempre utile ricordare, care e cari wanna-be blogger e digital freelance.

Per realizzare i sogni, bisogna svegliarsi

diventare blogger full time cose da sapere

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