Come aumentare i commenti al blog in 15 mosse

Come aumentare i commenti al blog e ai singoli blog post in modo sano, non manipolativo e realmente utile per il tuo posizionamento e per la tua authority? Lo scopriamo insieme, attraverso questi 15 consigli da mettere in pratica.
Alcuni più semplici, altri più tecnici, altri che prevedono la messa in campo di una buona strategia narrativa ed editoriale.

Se ti va, scrivi nei commenti a questo post se sei soddisfatta del numero dei commenti che ricevi ai tuoi blog post, se hai una tua strategia e, ovviamente, scrivi ogni dubbio o domanda.

La prima ora delle mie giornate lavorative come blogger full time la trascorro proprio a rispondere ai vostri commenti… così inizio la giornata con la giusta carica 😉

Prima di andare ai 15 consigli su come aumentare i commenti al tuo blog e ai tuoi blog post (e il quindicesimo sono certa che non te lo immaginavi), cioè prima di passare al “cosa fare”, ribadiamo il perché.

Perché i commenti ai blog post sono ancora molto importanti?

sabrina con computer e caffè

 

Tra i trend del blogging per il 2024 assistiamo ad un grande ritorno dai tempi delle origini del blogging, cioè torna in auge l’importanza dei commenti. Questo perché a seguito dei Google Update degli ultimi anni, sempre più rilevanza viene data al tempo di permanenza sul tuo blog e al tasso di interazione con i contenuti.

Inoltre, in un’epoca in cui la content economy si è trasformata in creator economy, poter dimostrare che si ha una community di lettori interessati e fedeli per i quali si è un riferimento nel proprio segmento narrativo è un fattore determinante per creare collaborazioni con brand e aziende interessate al tuo target clusterizzato.

Quindi,

aumentare i commenti ai propri blog post è importante per la SEO

  • aumento tempo di permanenza
  • aumento tasso di interattività

aumentare i commenti ai propri blog post è importante per le collaborazioni e per le possibilità di monetizzare il blog

Ora che abbiamo ribadito il perché, passiamo al come aumentare i commenti al blog.

mano su computer - fare seo

1. Attiva la sezione commenti

Partiamo dalle basi, senza paura di ribadire l’ovvio.
Quando apriamo un blog possiamo decidere se avere e rendere attiva l’area commenti oppure no. Ovviamente se non la attiviamo stiamo comunicando che questa interazione con i lettori e le lettrici non ci interessa, cosa che va del tutto contro alla logica con cui sono nati i blog stessi.

Meglio avere la sezione commenti aperta e nessun commento che avere la sezione commenti del tutto chiusa.

Come attivare la sezione commenti nel blog? 

Basta andare in impostazioni, cercare la voce “discussione” e selezionare la casella che dice “rendi possibile i commenti da parte degli utenti”.

Questa opzione, quando crei un blog, è attiva di default, perché come detto i blog nascono proprio per l’interazione.

2. Invita i lettori a commentare

Tra gli Inviti all’azione strategici da inserire in ogni articolo, il primo (o al massimo il secondo) deve essere quello di interagire con il contenuto, soprattutto se l’aumento dei commenti deve far parte della nostra strategia per la crescita organica.

L’ho fatto anche io all’inizio di questo articolo, ad esempio, e puoi trarre spunto serenamente.

sabrina barbante con una rivista e un computer

3. Metti questo invito in posizioni strategiche

Ovviamente questo invito all’azione di commentare, deve essere visibile, deve essere incontrato da più lettori possibile.
Per questo, inserire questa call to action alla fine dell’articolo, come fanno in molti, non è tanto saggio.

Per un processo logico naturale, sono pochi i lettori che arrivano fino all’ultima frase dei nostri blog post, e se è solo alla fine che scriviamo, timidamente “Se ti va, commenta”, è ovvio che in pochissimi leggeranno questo invito.

Le posizioni strategiche per questo invito all’azione sono

  • nel primo paragrafo
  • in un paragrafo particolarmente importante per l’argomentazione
  • alla fine (se ti va di ribadire l’invito)

4. Fai domande dirette ma semplici

sabrina al computer con un calice di vino in primo piano

 

La frase “commenta, se ti va”, indipendentemente dalla posizione in cui la inserisci, è un gancio molto debole. 

Più che dire “cosa fare”, ai nostri lettori, è importante dare un perché.
Dunque fai una domanda diretta, alla quale è semplice rispondere; le domande aperte richiedono molto più tempo di riflessione e concetto, e il blog, per quanto è un luogo di “slow content”, si colloca in un contesto di content economy molto veloce e dinamico.

Un altro modo per incentivare e incoraggiare i commenti è “chiedere aiuto”, chiedere consigli.
Noi creator siamo sempre qui a dire alle persone “come fare cosa”, ma le persone amano anche dare il proprio contributo; quindi prendi in considerazione anche la richiesta di un valore aggiunto da parte del lettore per completare il tuo contenuto.
Ad esempio, in un articolo travel sulle cose più belle da vedere a Budapest, puoi chiedere ai tuoi lettori di inserirne delle altre, che tu hai trascurato.
In un post sui metodi per meditare quando si ha poco tempo, chiedi ai tuoi lettori di suggerire a te e agli altri anche altri metodi e così via.

5. Rispondi sempre

Rispondi sempre ai commenti, e fallo il prima possibile.
In genere i lettori ricevono via e-mail le tue risposte, e una risposta entro le 24 ore li tiene legati al tema, e può portarli ad interagire nuovamente.

Questo avviene soprattutto se…

6. Rispondi con una domanda

Quanto costa un Guest Post Post sponsorizzato

Se il mondo di Instagram mi ha insegnato qualcosa è che per aumentare il tasso di interazione e coinvolgimento con i propri post, rispondere con una domanda porta il lettore/follower a rispondere nuovamente.
Bene, facciamo tesoro di questa pratica anche sul blog, di modo da aumentare le chance che il lettore torni sull’articolo per continuare ad interagire con te.

7. Usa un indirizzo che non finisca in spam

Altro aspetto tecnico: quando creiamo un blog e attiviamo la sezione commenti, indichiamo un indirizzo e-mail.
Io eviterei di usare indirizzi che iniziano con info@, perché è questa la parte che le caselle di posta (tipo Gmail) in genere leggono e riportano nelle caselle di posta di chi riceve una risposta da un blog.

Una mail di un mittente ancora sconosciuto, che inizia con info@ (o comunque senza un nome di sito o di persona) tende a finire nello spam.

Questo consiglio vale anche per le newsletter.

8. Accertati che commentare sia facile

Restiamo sul tecnico. A volte commentare i nostri blog è difficile come entrare nel sito dell’Inps, e i nostri lettori hanno già vite digitali molto complesse.
Rendiamo loro facile e gradevole almeno interagire con noi, ad esempio:

a. Evitare la registrazione al blog

è meglio se i lettori possono commentare anche senza registrarsi, solo inserendo ogni volta un nome e un indirizzo. I nostri lettori hanno già troppe password da ricordare.

b. No alle autenticazioni challange response

Hai presente quando provi a compiere un’azione semplice online, ma ti si chiede di indicare i ponti, i motorini e le auto o i semafori presenti in un collage di foto?
Oppure, hai presente quando provi a compiere un’azione semplice online ma devi riscrivere un numero che ti appare con una calligrafia strana e ripetere l’azione più volte?

 

Queste sono le misure di sicurezza nota come autenticazione Challenge/Response, o  Il CAPTCHA , acronimo che sta per Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart (test automatico per distinguere un computer da un umano).

Almeno noi blogger, cerchiamo di non mettere i nostri lettori nell’esima posizione di dover dimostrare a dei robot di non essere robot;
per evitare i commenti spam, installiamo un buon filtro anti spam nel nostro blog.

9. Gruppi commenti pilotati: (sì, ma…)

I blogger più navigati, che hanno usato molto in passato anche i gruppi Facebook, sanno che esistono dei gruppi di blogger che si supportano con varie attività, tra cui gli scambi commenti.

Ogni gruppo ha le sue regole: c’è chi invita a commentare solo gli articoli di interesse per ognuno senza reciprocazione, e ci sono poi quelli in cui la regola è “tutti devono commentare tutti, con commenti di almeno 15 parole”.

Ora, inutile dire che questi gruppi sono sempre e solo cattivi e deleteri: io stessa in passato grazie a questi thread ho creato relazioni web con colleghe blogger con le quali sono ancora in contatto e con le quali ho collaborato.

Ma ci sono delle raccomandazioni fondamentali che come blogging coach e seo strategist non posso non fare:

a. Non farlo ogni settimana

partecipa ogni tanto, non sempre, se no “Google se ne accorge”, la legge come pratica manipolativa. E ti penalizza.

b. Non far aprire il link da Facebook

partecipa a gruppi la cui regola prevede di non aprire il link dal gruppi Facebook, perché quel link viene letto da Google, che la legge come pratica manipolativa. E ti penalizza.

c. Non far commentare con ulr ma solo con nome e cognome e e-mail

Chiedi agli altri blogger di non commentare inserendo nel form anche l’indirizzo del loro blog, altrimenti i motori di ricerca (Google in primis) intercettano una iper presenza di blogger tra i commenti, la legge come pratica manipolativa. E ti penalizza.

d. Non reciprocare con la tua url ma solo con nome, cognome e e-mail

Quando commenti a tua volta, non inserire la tua url, tanto come pratica di link building i commenti ad altri blog non sono più rilevanti.

10. Invita anche le tue community esterne

aggregatori per blogger

Ricorda che per una cosa importante come l’interazione, non possiamo e non dobbiamo puntare solo al traffico proveniente da organico, soprattutto se abbiamo community di lettori già fidelizzati.

Invita a commentare un blog post anche nelle fonti di traffico alternative, come la tua newsletter e i tuoi canali social.

 

 

 

 

 

 

11. Migliora la posizione del form commenti

Se il lettore trova il tuo form per commentare prima di tutti gli altri commenti, potrai evitargli altri scroll per arrivare al modulo commenti.
Tuttavia questo consiglio è vero solo in alcuni casi, perché anche leggere o scorrere gli altri commenti può essere un incentivo all’interazione, o direttamente con te o con altri lettori.

12. Studia quali post ricevono più commenti

come si diventa una blogger

Se nella storia del tuo blog ci sono dei blog post che hanno più fortuna nelle interazioni, studia questo modello di contenuto e applicalo anche ad altri articoli.
Prendi i post che hanno mosso più commenti e chiediti quali sono le caratteristiche che differenziano questo post da tutti gli altri.

Studia, ad esempio

  • posizione delle cta
  • tipologia delle cta
  • argomento e tipo di titolo
  • gancio / primo paragrafo
  • chiusura / ultimo paragrafo

13. Autorizza anche i commenti negativi e rispondi

A volte possiamo ricevere commenti polemici, passivi aggressivi, negativi.
La cosa bella del blog è che, a differenza dei social, possiamo realmente moderare e decidere a chi dar voce e a chi no.

Tuttavia io sono dell’avviso che, salvo casi di linguaggio violento o inaccettabile, siano da approvare anche i commenti negativi.

E anche a questi, a nostro modo e a seconda dei casi, serva dare risposta.

14. Scrivi (anche) articoli di opinione

 

Non di sola SEO vive un blog.
Se abbiamo community provenienti da social o newsletter che ci seguono fedelmente, sappi che a loro interessa anche la tua opinione su argomenti legati al tuo segmento narrativo, quindi esprimile anche nei tuoi blog post.

Sarà più facile invitare i tuoi lettori fedeli a parlare con te di un argomento che ti sta a cuore.
Ed è proprio così che gli articoli di opinione possono avere una chance di posizionamento interessante, anche se non sono scritti in ottica SEO.

Qui ti do dei consigli su come scrivere articoli di opinione utili per il tuo blog.

15. Usa le giuste foto

oltre la seo manuale su seo e bloggingChi mi segue (saggiamente) da un po’ lo sa: oltre la SEO esiste la strategia narrativa, cioè quella serie di elementi di scrittura che non parlano più al motore di ricerca ma al cuore delle persone, sollecitando valori, pensieri profondi, fiducia.

La strategia visual fa parte della Strategia Narrativa (concetto che ho illustrato anche nel  mi manuale OLTRE LA SEO – padroneggiare la SEO e superarla costruendo la tua Strategia Narrativa).

In base alle regole della Strategia Narrativa e psicologia del lettore, è più facile interagire con contenuti collegabili ad una persona in carne ed ossa.

Dunque nel tuo articolo inserisci almeno una foto che ti ritragga, possibilmente non distante dall’invito all’azione per incentivare il commento.

Se vuoi, leggi un approfondimento sulla strategia visual per un blog, ma solo dopo avermi scritto nei commenti se usi a sufficienza foto che ti ritraggono nei tuoi blog post!

 

 

 

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