Helpful Content Update di Google, spiegato facile (ma bene)

Scopriamo insieme, in modo chiaro e pratico, in cosa consiste l’Helpful Content Update di Google e cosa fare per non perdere posizioni o meglio, come riconsiderare tutto il tuo progetto online (SPOILER: io AMO questo aggiornamento, credo che sarà di grande valore nel mondo del blog content).

Ogni volta che Google annuncia, tramite articoli e tweet ufficiali, un nuovo aggiornamento, noi content creator, soprattutto professionisti, iniziamo a chiederci quante lauree in ingegneria e psicologia applicata ci serviranno per capirli. Ma tranquilli, vi “spiego facile” anche questo aggiornamento.

Questa volta, è la volta del Helpful Content Update, letteralmente “aggiornamento (a favore dei) contenuti utili”, rilasciato negli USA e per i contenuti in lingua inglese a metà agosto 2022; come sempre, dopo aver fatto la sua solita sperimentazione di due settimane e relativi aggiustamenti, anche l’Helpful Content Update inizierà a scorrere nelle vene e arterie del world wide web in tutta le lingue.

In questo articolo spiegherò

  • in che cosa consiste questo nuovo aggiornamento e come funziona;
  • Chi rischia di essere penalizzato;
  • Cosa fare per non essere penalizzato (e per trarre beneficio da queste novità);
  • Come e perché è in linea con gli ultimi update (Google Spam Update e Roll out del passage ranking, insieme alle principali novità di fine 2021).

Ciao, io sono Sabrina, blogger e SEO contente strategist a tempo pieno da 10 anni.

Se vuoi, da oggi sarò anche la tua
Blogging Coach.

In che cosa consiste il Google helpful content update

L’Helpful Content Update è uno degli aggiornamenti periodici del principale motore di ricerca, lanciato ad agosto 2022 allo scopo di valutare il livello di utilità effettiva dei contenuti online e dunque posizionarli nella SERP in base al loro effettivo valore aggiunto per i lettori.

In pratica Google Search ha perfezionato i suoi algoritmi e i suoi “spider” a tal punto da consentire loro, in modo automatico, di capire se un contenuto è scritto realmente allo scopo di dare informazioni utili pensando al lettore, se è stato scritto da una persona vera o da un bot, se è stato scritto solo per la SEO (e non per le persone), se è stato scritto pensando realmente all’intento di ricerca del lettore tipo o se è stato scritto solo in base al volume di traffico medio della parola chiave scelta.

In teoria, nulla di nuovo, dal momento che da anni siamo qui a dire “content is the king”; in realtà e a conti fatti, si tratta di una piccola rivoluzione per molti aspetti dal momento che, con questo nuovo aggiornamento, il contenuto smetterà di essere “il re” per lasciare scettro e corona al lettore.

Update Google

Come funzionerà l’algoritmo con questo nuovo aggiornamento?

Ovviamente Google non sta certo a dare dettagli su come realmente funziona questo nuovo avanzamento della sua intelligenza artificiale, ma c’è da dire che i suoi portavoce non sono stati criptici in merito ai principi base del meccanismo:

Il nuovo algoritmo valuterà in modo automatico diversi livelli di utilità di un contenuto, per un dato intento di ricerca, e lo incasellerà nell’ardine di

  • basso valore aggiunto
  • medio valore aggiunto
  • alto valore aggiunto
  • nessun valore aggiunto.

L’intelligenza artificiale sarà dunque in grado di capire, quando verrà a scansionare i nostri contenuti, se abbiamo attinto ad altri siti web e rimescolato le informazioni lette online oppure se è tutta (o quasi tutta) farina del nostro sacco, e lo capirà anche valutando la verticalità dei nostri contenuti in generale.
Ad esempio, dal momento che io, blogger, ho scritto in passato altri articoli specifici sugli update di Google non appena gli aggiornamenti sono stati rilasciati, e dal momento che mi occupo di SEO, è probabile che questo articolo si possa indicizzare bene perché dà dei contenuti “non scopiazzati”, ma fonte del mio studio da esperta del settore.

Diverso sarebbe se mi limitassi a tradurre l’articolo della release ufficiale di Google, invece di spiegartela in termini pratici.

temi wordpress per blog

Ma sei anche tu, lettore/lettrice, che darai ai bot di Google delle indicazioni sul livello di valore del mio articolo: se nella lettura non arrivi neanche a metà, il bot penserà che questa volta ho tappato, e che non do particolare valore aggiunto nelle informazioni.
Se arrivi fino alla fine e non fai altre ricerche e non leggi altri articoli su questo intento, mi classificherà come “alto valore informativo” e probabilmente finirò in prima pagina e tra le prime posizioni.

Si aggiunge, come elemento valutativo, il livello di “umanità” dei nostri contenuti.

Il motore di ricerca tenderà dunque a penalizzare i contenuti che “puzzano di seo” in cui ad esempio una parola chiave a coda lunga viene ripetuta troppe volte nel testo (insomma, Mr G. lo aveva già detto in un passato aggiornamento che la SEO manipolativa sarebbe stata penalizzata, ora il progetto è definitivamente operativo).

Chi rischia di essere penalizzato dal Helpful Content Update di Google?

I primi obiettivi delle penalizzazioni saranno i siti web “generalisti”, non specifici su un argomento (o più argomenti) specifici, ma che hanno nel piano editoriale molti titoli di tematiche varie ed eventuali, magari con titoli che rasentano il clickbait, ma che non rispondono a quello che promettono nel titolo e nella scelta delle parole chiave.

Ad esempio, pensiamo ai tanti blog che parlano di serie e programmi TV e che promettono nei titoli (e nella SEO) un po’ di spoiler e informazioni… che poi nei fatti non danno, limitandosi ad illazioni. In teoria, se il nuovo aggiornamento funziona bene, questi siti web vivranno tempi difficili.

Oppure pensiamo ai tanti blog che promettono nei titoli come ricevere bonus statali, come pagare meno luce e gas e altre cose mainstream in un dato periodo, ma che poi di fatto ripetono quello che è scritto su altri siti ufficiali, senza aggiungere spiegazioni più chiare, senza aggiungere più dettagli, senza rendere più facile la vita del lettore (portando il lettore, per forza di cose, a proseguire nella sua ricerca).
Fino ad oggi moltissimi blogger o anche intere agenzie di comunicazione acquistavano domini su domini, blog su blog, per creare contenuti di questo tipo e fare soldi con il clickbait; in teoria da oggi dovrebbero avere vita più difficile.

Come trarre beneficio da questo nuovo update di Google

sabrina barbante - oltre la seo

Se i tuoi contenuti non appartengono alle macro categorie su citate, delle quali il web è stracolmo, sei già parzialmente fuori pericolo.
Tuttavia questo aggiornamento può essere una grande opportunità per aumentare il tuo traffico, il tuo ranking e la tua autorevolezza.

Dunque, per non correre rischi e, anzi, cavalcare la rivoluzione come piace fare a tutti quelli che seguono i consigli della zia Sabri, ecco alcune cose che ti consiglio di fare:

  • Rendi il tuo blog il più “verticale” possibile, sugli argomenti (massimo 2-3) sui quali sei molto ferrata e sui quali puoi dare un reale valore aggiunto;
  • Usa una strategia narrativa che “umanizzi” i tuoi contenuti, usando la SEO ma andando oltre la SEO (il manuale OLTRE LA SEO è stato pioniere di indicazioni in tal senso, quindi è il momento giusto per
    pretendere la tua copia).
  • Quando crei i tuoi contenuti studia bene l’intento di ricerca dei tuoi possibili lettori (un intero modulo del percorso Full Blogger è incentrato su questo elemento chiave).

Ultima importante novità: alcuni articoli non vanno aggiornati, ma cancellati!

Un passaggio chiave dell’articolo relativo al Helpful Content Update di Google, su Google Developers, dà un’indicazione che è una piccola ma importante rivoluzione per noi content creator: “removing unhelpful content could help the rankings of your other content.
Cioè “Rimuovere contenuti non utili può aiutare l’indicizzazione degli altri contenuti (del tuo blog/sito web)”.

Spiegato ancora più chiaramente, in alcuni casi cancellare vecchi articoli è più utile che aggiornarli, laddove questi articoli non siano un reale valore aggiunto rispetto ai tuoi competitor organici per lo stesso intento di ricerca.
Ci si riferisce soprattutto agli articoli che non corrispondono realmente alla tua area di expertise e che non sono realmente validi rispetto a quanto già scritto da altri e già indicizzato.

Spero di averti dato informazioni chiare! Se hai domande, falle pure nei commenti: rispondo più velocemente qui che su Instagram 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *