Le nuove regole SEO sono un cambio di paradigma, anzi di diversi paradigmi, nel nostro modo di scrivere articoli per essere trovati online, per essere letti e per legare il maggior numero possibile di utenti a noi.
Di tutti questi “nuovi paradigmi” parlo nel dettaglio nel webinar di un’ora
LA NUOVA SEO, che ti invito a seguire se scrivi online, in qualunque segmento narrativo.
Detto questo, ogni segmento narrativo deve adeguarsi in modo leggermente diverso, proprio perché leggermente (o pesantemente) diverse sono le modalità di ricerca delle persone che vogliono informazioni online.
Oggi parlo del settore che conosco meglio, essendo travel blogger professionista da molti anni.
L’urgenza di scrivere per voi, colleghi e colleghe travel story teller, mi è venuta quando qualche settimana fa ho cercato su un motore di ricerca:
hotel con spa vista mare in Puglia
Una ricerca long tail, di certo. Una ricerca abbastanza simile a quella che fanno i nostri utenti ideali, prima di atterrare sulle ota o sui nostri travel blog, vero?
Ma come già immaginavo e come ormai già sanno molte di voi, la prima cosa apparsa non sono stati i risultati in serp, ma la sintesi dell’AI Overview.
E questa sintesi mi ha rimandata non alle OTA, non ai blog, ma direttamente ai siti delle strutture e, per la prima volta dopo molti anni, per me è stato più facile prenotare direttamente da un sito della struttura che da Booking.com e simili.
Primo passaggio per capire i cambiamenti in atto: ricordare sempre che è importante trovare un punto di incontro tra quello che è vantaggioso per chi naviga (i nostri lettori) e per chi crea (cioè noi).
Da qui, ho raccolto tutte le principali cose che, con il nuovo paradigma SEO e GEO, cambia per il mondo del travel blogging.
Ma prima, ripetiamo le basi:
Cosa si intende per NUOVA SEO

Con NUOVA SEO si intende il nuovo paradigma di scrittura online per il posizionamento dei nostri contenuti. Se fino a qualche tempo fa scrivere SEO significava scrivere per essere intercettati dai motori di ricerca e di conseguenza posizionati bene in maniera tale da arrivare prima ad un pubblico più ampio di lettori, oggi vuol dire scrivere anche per essere intercettati dai chatbot di IA e ella AI Overview.
Oggi si scrive SEO (o come si dice in modo più moderno, GEO – generative experience optimization) vuol dire
- pensare alle query
- strutturare l’articolo
- rispondere agli intenti di ricerca emotivi
In maniera tale da usare l’IA come fonte possibile di traffico e, ovviamente, posizionarci sui motori di ricerca… ma per nuove query.
Veniamo adesso al topic dell’articolo: come la nuova SEO cambia il mondo del travel blogging e travel storytelling?
Le AI Overview possono scavalcare le OTA

Breakfast in Lecce at Pollicastro
Una delle novità più interessanti è proprio quello che ho riportato nell’esempio di prima e riguarda il modo in cui Google sintetizza le informazioni attraverso le AI Overview.
In molti casi, a fronte delle query conversazionali (delle quali parlo tra un attimo) invece di mostrare subito le grandi piattaforme di prenotazione (OTA), i motori di ricerca stanno iniziando a:
- sintetizzare le informazioni
- individuare le strutture più pertinenti
- rimandare direttamente ai siti ufficiali
- rimandare a blog e siti web che invece di parlare dei “migliori hotel a…” fanno dei confronti circostanziati tra strutture, a seconda di esigenze specifiche.
Questo è un grande vantaggio per le strutture ricettive (e in generale per tutti i siti web che hanno un e-commerce integrato).
Consiglio per travel blogger
D’ora in poi, invece di fare programmi di affiliazione su Booking, può essere molto più utile e conveniente creare partnership e proporre affiliazioni direttamente ad alcune strutture, magari particolarmente in linea con il nostro taglio editoriale, con la nostra etica del viaggio e con il nostro target ideale.
Tornano utili anche gli articoli legati a eventi brevi

Per molti anni chi lavorava con la SEO ha evitato articoli legati a eventi molto specifici nel tempo, come mostre temporanee, festival, manifestazioni e, in genere, uso di date di eventi nei nostri articoli.
Il motivo era semplice: questi contenuti diventavano rapidamente obsoleti, e l’obsolescenza non aiutava il posizionamento.
Oggi però il contesto è leggermente diverso.
Le AI generative hanno bisogno di informazioni aggiornate e molto specifiche, e spesso queste informazioni non sono presenti nei loro grandi database di programmazione.
Per recuperarle utilizzano la componente RAG, cioè vanno a cercare informazioni fresche nei contenuti disponibili sul web.
Consiglio per travel blogger
Questo (ri)apre uno spazio interessante soprattutto per i travel blogger locali: scrivere articoli su eventi specifici, legati a una città o a una regione, può tornare a essere un modo efficace per intercettare ricerche molto mirate.
Leggi anche
Local travel blogger: strategie per crescere e collaborare
Le nuove query per posizionare i travel blog
Il cambiamento più interessante riguarda il tipo di query sulle quali lavorare e su cui costruire l’impianto narrativo dei nostri articoli.
Per anni gran parte del travel blogging si è basato su ricerche come:
- cosa vedere a
- cosa fare a
- itinerario a
- cose low cost da fare a
- 10 cose da vedere a
Queste query continueranno a esistere, ma stanno diventando sempre più competitive e sempre più intercettate da grandi portali.
Per questo oggi può essere interessante lavorare anche su ricerche più specifiche e più profonde.
Entrano anche nel nostro lavoro di travel blogger le così dette ricerche conversazionali; domande che gli utenti fanno (a Motori di ricerca o a IA) come se stessero conversando, con forme sintattiche ben strutturate.
Passiamo dunque dal costruire articolo intorno alla parola chiave “cosa vedere a Milano” a query come “Cosa posso fare a Milano quando piove?”.
Capisci il cambio di paradigma? Non più (solo) consigli generici, ma risposta ad esigenze
- specifiche
- guidate da una frizione emotiva
- guidate da una situazione specifica in cui si trovano i nostri possibili lettori
Leggi anche Quali query entrano in RAG?
Lo studio dell’intento di ricerca emotivo

Collegato al precedente paragrafo c’è un necessario approfondimento sul così detto “studio dell’intento di ricerca emotivo”.
Le nuove dinamiche SEO ci mettono nella condizione di pensare in maniera più profondamente umana, proprio nel tempo della generazione dei contenuti fatta da “non umani”.
Interessante come nuova prospettiva, vero?
La vecchia SEO per qualche anno, diciamocelo, ci ha resi tutte e tutti un po’ meccanici.
Pensavamo alla parola chiave migliore, short tail o long tail, la ripetevamo cinque o sei volte nell’articolo (spesso anche inficiando la fluidità del testo), contavamo più le parole ripetute che le necessità realmente accontentate dei nostri lettori.
Abbiamo incamerato l’idea secondo cui tutti i viaggiatori, alla fine, vogliono solo un itinerario o le 10 cose da vedere, senza pensare alla frammentazione e varietà dei tipi di viaggiatori.
Invece adesso, grazie allo spazio che la nuova SEO dà alle ricerche conversazionali e alla frizione emotiva, possiamo dare spazio a domande (e risposte) come
- qual è il salario medio a… ?
- la tal destinazione è sicura per una donna sola?
- perchè i palazzi delle periferie di Belgrado sono brutalisti?
- perchè molti giovani serbi sono nostalgici dei tempi di Tito?
- come mai Zagabria ha così tanti spazi verdi?
Questo periodo di cambiamenti, è vero, ha portato cali di traffico importanti a molti blog, travel inclusi.
Ma in questi nuovi cambiamenti portano delle nuove dinamiche da cavalcare, con potenziale di trasformarsi in utilissima occasione per riconnetterci davvero con i nostri lettori e lettrici. E soprattutto, con i territori.
Questo cambiamento è un’utile occasione per ricordarci che se il viaggio è un bene di consumo come un altro, un territorio no, non lo è.

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