Istantanee da Sarajevo (che cosa fare in poco tempo)

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A Sarajevo ho lasciato due cose molto importanti per me, indispensabili in ogni viaggio.
Il Poste Pay e la Voglia di Tornare.

Risolto per il primo dei due, per la faccenda del tornare potrebbe volerci un po’.

Sarajevo è uno di quei posti che lasci con l’idea di non essere mai stata abbastanza, che si tratti di un giorno, una settimana o qualche anno.
Troppe le possibili narrazioni della sua storia, troppe le voci che la descrivono, troppi gli scorci da vedere in troppe fasi del giorno con sfumature e intensità differenti.

Troppe le storie etnico culturali da poter assimilare, a meno che tu non sia bosniaca (come diceva l’uomo del ponte di Mostar, “Voi alla faccenda della convivenza ci siete arrivati adesso. Noi ci abbiamo a che fare da oltre 400 anni”).

Troppi gli snodi di storia medievale, moderna e contemporanea in cui la Bosnia e in particolare Sarajevo sono protagoniste.

Allora andiamo per ordine con la sola narrazione che il mio provincialismo mi consente di fare.

(piccolo video di 15  secondi di un bazar del quartiere storico turco) 

#live, #sarajevo, #bosnia. Old #turkish district.

Un video pubblicato da sabrina (@in_my_suitcase) in data:

Come ci sono arrivata?

A Sarajevo intendo tornarci, nonostante le oggettive difficoltà partendo dalla Puglia:
come dicevo nel post “Volare con Mistral Air: a me è andata così”, in Bosnia dalla Puglia puoi volare con Mistral Air (voli a costi relativamente bassi ma un po’ epici per i motivi spiegati nell’articolo menzionato) con atterraggio a Mostar.
Oppure puoi arrivare direttamente a Sarajevo con volo Alitalia, se e solo se sei disposta a impiegarci dalle 7 alle 9 ore fra scali e attese in aeroporto per la modica cifra di 600-700 euro AR.
Oppure puoi fare come ho fatto io: atterri a Mostar e prendi un bus locale.

Ce ne sono tutti i giorni, tutto il giorno, con frequenza oraria.
Quindi devi fare tre ore di tornanti nei boschi in altura (Sarajevo è molto più in alto rispetto a Mostar, con conseguente cambio di microclima).
Non bere troppo perché il bus fa una pausa di 5 minuti, insufficienti per far fare la pipì a tutti.

Il mio consiglio è atterrare a Mostar, fermarti uno o due giorni e poi spostarti a Sarajevo per qualche giorno. Dai sette ai novanta, come gap minimo.

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mostar consigli di viaggio

Sarajevo è ricca di storia e di tradizioni di culture diverse, ma è anche una città con interessanti esempi di architettura post moderna che richiama le antiche linee di moschee e minareti.
Mentre io e Nadia la Rossa eravamo in tram dirette dalla stazione al centro, abbiamo chiesto ad un passeggero “Siamo vicini al centro?” e lui, incurante del provincilismo che mi lega al concetto di “centro” ha risposto
“Quale centro? Ce ne sono diversi”. (la mamma del passeggero era intenta a notare quanto fossero belli gli occhi neri di Nadia La Rossa e ha chiesto al figlio di tradurre la cosa in inglese).

Il famigerato “centro” può essere il quartiere turco, il ponte latino e la biblioteca nazionale, l’area più commerciale, il lungofiume, la zona (o le zone) dei locali più moderni e per Iggiovani.

Io te la suggerisco così: con il tram che parte dalla stazione (il numero 1 e il numero 3), fermati in prossimità del ponte latino (una fermata dopo un ponte moderno a forma di nastro, molto carino, sul fiume Maljiacka).

bridge sarajevo

Quartiere turco (Barscarsija) 

Puoi addentrarti subito nel quartiere turco, nei vicoli alla sinistra del fiume.

Allora, se hai fame, fai attenzione ad un dettaglio: il cibo tipico locale è prettamente carnivoro e trattandosi di quartiere turco molti locali potrebbero non servire alcol.
Noi avevamo molta fame e abbiamo avuto la leggerezza di chiedere al primo locale con omino ai tavoli se servissero cibi tipici e ovviamente l’omino ha detto sì.
Il cibo tipico era la tipica carne col tipico pane. Ovviamente alla richiesta “ah ok, scusi allora solo due birre” abbiamo avuto la risposta “we don’t serve alcol”.
Visteci in difficoltà e imbarazzate per la nostra stessa idiozia, l’omino è stato così gentile da portarci (acquistandolo nel locale accanto) un altro cibo tipico locale, la pita pie, fatta di pasta fillo e ripieno di uova e patate (esiste anche la versione con formaggio, spinaci, zucca o vuota ed è un piato tipico delle mamme/nonne bosniache).
Dire che è stato più gentile del dovuto è poco, ma questa nel nostro caso è stata una costante, anche in luoghi non turistici. Burberi/e e gentili.

bosnian pie in my suitcase sabriabarbante

Le stradine con i negozi di artigianato in rame, i vialetti con bazar pieni di tintinnini e incensi ti porteranno in Piazza Sebilj, con una fontana in stile pseudo-ottomano in legno (è del 1750 ma è stata ricollocata in questa piazza nel 1891).

Proseguendo sulla strada Sarači incontrerai sulla sinistra Gazi Husrev-Begova dzamija, la più importante moschea in Bosnia. Non siamo entrate perché c’erano molti fedeli all’interno e all’esterno. Né io né la Rossa siamo religiose, ma consideriamo sacri gli spazi intimi e devotivi degli altri, quindi niente, questa moschea la vediamo da fuori e a posto così.
Però ho scoperto che in Bosnia, fuori dalle moschee ci sono bellissime fontane. Oddio, le fontane per tutti i riti purificativi fuori dalle moschee sono un po’ ovunque.
Ma qui ho notato che fanno parte dell’architettura complessiva del luogo di culto. Sono tutte davvero belle e ovviamente questa è tra le più belle.

Gazi Husrev-Begova dzamija sarajevo in my suitcase

Nel quartiere turco troverai anche La Cattedrale ortodossa, La Sinagoga, La Cattedrale cattolica del Sacro Cuore. A proposito della faccenda dei 400 anni di vantaggio in merito alla convivenza multi religiosa che oggi ci vogliono spacciare come un inconciliabile scontro di civiltà.
Eh, sì, ricordi bene, avevo parlato di una situazione simile anche a Sofia.

bosnian pie in my suitcase sabriabarbante

Lungo il fiume Miljacka

Torniamo al fiume e a tutto ciò che esso racconta. Lungo il fiume Mijiaca, dopo il ponte postmoderno vicino al quale scendere per andare nel quartiere turco, c’è il ben già noto Ponte Latino (quanti ricordano che proprio qui avvenne l’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando per mano di Gravilo Princip con tutte le dovute conseguenze?).
Altra cosa interessante sul lato sinistro del fiume è la biblioteca Vijecnica, in stile moro, uno dei simboli della città.
Sempre seguendo il fiume, percorso consigliato verso le prime luci del tramonto e fino a sera:

biblioteca Vijecnica Sarajevo In My suitcase

  • Edificio delle Poste Centrali,  il più importante edificio dell’era austro-ungarica, che venne completamente distrutto all’inizio della guerra nel 1992 e ricostruito nel 2001.
  • Likovna Akademija, accademia di belle arti,
  • la sinagoga Ashkneazy, terza più grande in Europa.

Deviazione dal lungo fiume: la Veliki Alifakova è una  strada che si trova alla destra del ristorante Inat Kuća, tipico nell’arredo e nei piatti, tra i più famosi a Sarajevo. Su questa salita fatta di pietre tonde (che di certo hanno un nome che io ignoro), arriverai ad uno dei numerosi cimiteri di Sarajevo.
Tutta la mia avventura serba mi ha portata a constatare l’incredibile numero di cimiteri, con stele nuove, bianche, non intaccate dal tempo.
Tal candore è dovuto alla giovane età dell’oltre 70% delle lapidi e dei cimiteri in genere, datate tra il 1993 e 1997.
Altro non dirò in merito, come poco amano dire gli autoctoni a chi è di passaggio, e mi perdonerete se non vedrete foto di questi posti su questo blog. Ne ho visti diversi (impossibile che ciò non avvenga), anche soffermandomi qualche tempo. Ma foto non ne ho fatte. Come ho scritto nel post Perché andare  nei Balcani, leggere non basta a volte. Bisogna andare.

Ma posso dire che da qui, dalla parte più alta di questa strada c’è, al crepuscolo e la sera, una delle visuali più belle della città di Sarajevo.

sarajevo dal cimitero - in my suitcase

 

5 pensieri riguardo “

Istantanee da Sarajevo (che cosa fare in poco tempo)

  • Novembre 6, 2016 in 9:32 am
    Permalink

    Le tue guide viaggio mi fanno sempre innamorare di posti nuovi, ora la mia wish list è diventata immensa!

    Risposta
  • Novembre 2, 2016 in 4:56 pm
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    Non credevo che Sarajevo fosse così bella, mi piacciono tutte le foto, sopratutto la foto con un ponte moderno a forma di nastro, 🙂 Adoro il tuo video! Ti è piaciuta la pita pie?

    Risposta
  • Novembre 1, 2016 in 9:39 am
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    Non siamo mai stati a Sarajevo ma sicuramente dobbiamo andarci. La vista dal ponte sembra spettacolare e di notte poi…
    Le stradine con i negozi meritano almeno una visita 🙂

    Risposta

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