Cosa vedere a Brindisi, città che sta ri-scoprendosi nelle sue peculiarità, unicità e spirito dinamico.

Città per viaggiatori di un giorno, ma anche per nomadi digitali che cercano nidi per tempi più lunghi (leggi gli ultimi paragrafi per approfondire questo punto).
Città per lunghe passeggiate sulle banchine e drink al porto, ma anche città di teatri moderni, aree commerciali chic il cui paesaggio non teme la presenza di un’area industriale che si incontra e si scontra con la bellezza di un castello che fluttua sul mare.

Una città sul mare, che esce dalle logiche già viste e sentite delle città di mare.

Ecco il mio itinerario suggerito per voi, conosciuto anche con l’aiuto di Yes Puglia che mi ha accompagnata a scoprire angoli e chicche che altrimenti da sola non avrei potuto conoscere.

1. Lungomare Regina Margherita

Partendo dalla Piazza-Giardino dedicata a Vittorio Emanuele II e procedendo verso sinistra, si percorre la banchina di recente rifacimento del Lungomare Regina Margherita.

Un lungo percorso fatto di baretti e ristoranti sul mare, panchine, spazi ampi e palme di fronte ad alberi a foglie caduche che segnano il passare delle stagioni.

Da qui si passa davanti alla scalinata Virgiliana (dove torniamo tra un attimo, al punto 6), al palazzo della prefettura e pian piano ci si avvicina al porto, dove altri locali fronteggiano l’attracco delle barche e le attività di marinai e pescatori.

Siediti sulle banchine e guarda, leggi, aspetta, osserva. Dedicati e dedicale del tempo.

Un applauso a chi si è occupato anche del green design e agli architetti paesaggisti che hanno lavorato alla nuova promenade.

Spesso quando viaggiamo sottovalutiamo questo aspetto: tutto quello che vediamo in una città è frutto di una pianificazione, di concetti creati da professionisti che lavorano nell’ombra.

Se un luogo ti dà ispirazione, dipende anche dall’urbanistica e dalla scelta di comunicare qualcosa attraverso i paesaggi.

lungomare regina amrgherita - cosa vedere a Brindisi

2. Villaggio dei Pescatori

Sulla banchina del lungomare non c’è la fermata del tram ma la fermata della barca che porta da una sponda all’altra dell’insenatura.
Infatti Brindisi, a differenza, ad esempio, di Bari o Taranto, non dà sul mare aperto, bensì su un’insenatura.

Più che una città di mare è una città di porto, con tutto il fascino e le peculiarità che ciò comporta nel rapporto civico con l’elemento acqua.

Dicevo, dalla banchina puoi prendere una navetta che ti porta in pochi minuti e con un euro di biglietto, dall’altro lato dell’insenatura.

Qui si trova il villaggio dei pescatori, l’altro lato del mare, con uno spirito e una storia di periferia che la differenzia dal “centro”.

Come Buda e Pest, questi due spazi separati da poche centinaia di metri di mare e pochi minuti di navetta raccontano storie molto diverse ma interessanti.

A case basse di edilizia popolare e destinate a chi si occupava di pesca si alternano ville con enormi giardini affacciati sul mare.

brindisi dal villaggio dei pescatori - cosa vedere a Brindisi
Vista del lungomare Regina Margherita dal Villaggio dei Pescatori

3. Monumento al Marinaio d’Italia

Su questo lato dell’insenatura, troviamo il Monumento al Marinaio d’Italia.

Come a Taranto, della quale ti ho parlato in questo post, anche Brindisi porta con sé parte della retorica fascista che attraverso l’architettura ha voluto valorizzare e motivare diverse città strategiche del Sud, durante il ventennio.

Uno dei monumenti di quest’epoca è il Monumento al Marinaio d’Italia, che imita un timone con una grande torre di cemento armato rivestito.

Dietro al monumento c’è Il Parco del Casale, in pratica la macchia di verde intenso che si vede dall’altra sponda, sotto il monumento. La sera la passeggiata è molto suggestiva, soprattutto la sera e al tramonto, anche perché da qui si vede il Lungomare Regina Margherita illuminato.

La visita al suo interno è possibile su prenotazione (ed è molto economica), come sarà interessante salire in cima al monumento.

cosa vedere a Brindisi - monumento marinaio d'italia

4. Panorama dalla cime del monumento al marinaio

In cima al monumento si arriva tramite ascensore o tramite una scalinata a chiocciola.
Il panorama è bellissimo e permette di vedere le diverse anime della città dall’alto.

5. Castello sul Mare (Castello Aragonese di Brindisi)

Castello Alfonsino, Castel Rosso, Castello di Mare… I nomi comunemente usati per il Castello Aragonese di Brindisi sono molti e tutti ne descrivono una connotazione reale.

Ha un colore rosaceo in alcune ore del giorno (soprattutto nella golden hour, cioè al tramonto) per effetto dei conci di carparo, tufo locale, usato nella costruzione; sembra galleggiare sul mare per la sua posizione sull’isolotto di Sant’Andrea.

Nasconde e custodisce al suo interno un altro piccolo e suggestivo porticciolo.

Il nome “ufficiale” è ovviamente legato al committente (Ferdinando d’Aragona) e il suo realizzatore, suo figlio illegittimo Alfonso d’Aragona (secondo marito di Lucrezia Borgia, giusto per aggiungere un po’ si sano gossip e far rimanere gli aneddoti più impressi).

Si può visitare con guida autorizzata, per soli 5 euro, previa prenotazione.

6. Colonna Romana e scalinata

Scalinata Virgiliana e Colonna Romana Wikimedia Commons
Wikimedia Commons

Camminando sulla promenade brindisina, ci si imbatte nella Scalinata Virgiliana e si può vedere, in cima, la “colonna romana”.

In prossimità di questa scalinata, sorgeva la casa di Publio Virgilio Carone, per gli amici e per la storia dei secoli a seguire, “Virgilio”. Sì, proprio il Virgilio poeta e guida di Dante nell’Inferno e Purgatorio, proprio lui. Ecco, veniva da Brindisi e aveva casa qui.

La scalinata dalla cima dona una bellissima visuale di questo piccolo angolo di banchina.

Sulla scalinata si erge una colonna di epoca romana, resto di un’antichissimo complesso momumentale del quale non è rimasto nulla se non, appunto, due colonne (una delle quali donata, nel 1600, alla città di Lecce, per ergerci la statua di Sant’Oronzo, molto caro in quell’epoca a tutto il Salento). Oggi alcuni pezzi del complesso e delle colonne possono essere visti da vicino nel posto di cui ti parlo al punto 11.

7. Tempio di San Giovanni al Sepolcro

Molto suggestivo, questo piccolo tempio a pianta circolare è la copia in piccolo del Santo Sepolcro a Gerusalemme; negli anni delle Crociate gli ordini di cavalieri andavano e venivano (quando gli andava bene) dalla Terra Santa.

Questo luogo era dunque ricordo per il pellegrino che era andato e tornato ma anche possibile visita “alternativa” per chi non ci era mai stato e mai sarebbe potuto andare.

8. Centro Storico

brindisi Centro storico

Chi mi segue nei viaggi nelle città d’Italia e d’Europa sa che per me la passeggiata senza mappa e senza cartina nei vicoli delle aree antiche delle città è parte della conoscenza di un luogo o, per lo meno, un binario indispensabile per interiorizzare un’esperienza locale del tutto personale.

Nessuno guarda un centro storico con gli stessi occhi di un altro.

I vicoletti di Brindisi sono tortuosi e labirintici come in tutte le città della Puglia.

9. Castello Svevo

Altro castello, altra ampia scelta di nomi con il quale identificarlo.
Castello di Terra, Castello Svevo o Castello Federiciano (questa è facile: è uno dei forti difensivi realizzati in tutto il Sud Italia da Federico II di Svevia), il castello è ovviamente stato usato in varie epoche storiche a vari fini (fu persino residenza reale durante la guerra).

Anche l’interno della fortificazione è molto interessante da vedere, ovviamente; qui ai piedi del Castello di Terra vedrai anche Porta Mesagne e Porta Lecce, le due porte rimaste intatte nel sistema di porte e bastioni per entrare, uscire e difendere la fortezza.

NB: se il “Castello a mare” lo intravedi dal lato del lungomare vicino a Piazza Vittorio Emanuele, il Castello di terra lo intravedi camminando in direzione opposta, sul lato opposto della promenade.

castello brindisi

10. Piazza della Cattedrale

piazza duomo brindisi

Camminando per il centro storico ti imbatterai nell’ampia, imponente e luminosa Piazza della Cattedrale.

Si apre alla vista come parte di una scenografia dai vicoli laterali e per capirne la bellezza devi per forza andarci in mezzo.

Sulla piazza si affacciano la Cattedrale, il Seminario, la loggia del palazzo Balsamo, l’Istituto San Vincenzo e il Museo Archeologico Provinciale, tutti complessi di enorme valore artistico e architettonico.

11. Palazzo Granafei-Nervegna

Palazzo di un’antica famiglia poi acquisito dal comune, oggi Palazzo Granafei-Nervegna accoglie una caffetteria sede di moltissimi eventi culturali (e dove fanno un ottimo Gin Tonic, mi sembra giusto dirtelo).

Dall’ingresso al cortile del palazzo si accede anche alla Sala della Colonna, nell’ex Corte d’Assise; qui puoi vedere da vicini dei dettagli del complesso monumentale di epoca romana di cui al punto 6.

12. Nuovo Teatro Verdi

Teatro_Verdi_(Brindisi)
Wikimedia Commons

Ancora controversa e discussa è, tra i cittadini di Brindisi, la scelta di demolire il “Vecchio Teatro Verdi” per edificare quello nuovo, che vedrai oggi.

La struttura originaria fu costruita agli inizi del 900 secondo i canoni architettonici teatrali dell’epoca.

Poi fu danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, divenne inagibile, poi ristrutturato e usato come cinema.

Si decise infine, a fine anni Sessanta, di renderlo più adatto alle esigenze di un grande teatro cittadino, al passo con la modernità e quello che vedete oggi è il risultato.

13. Le 13 piazze di Brindisi

C’è qualcosa di quasi cabalistico nelle 13 piazze di Brindisi.
La città, nella parte storica, è attraversata da ben 13 piazze, piazzette e larghi, che raccontano lo spaccato di vita e visione civica di Brindisi.

Ogni piazza ha mille storie alle spalle. Ad esempio, Piazza Vittoria, dove si trova la tettoia del mercato coperto, era un tempo chiamata piazza di basso o piazza inferiore, piazza dei commestibili e della plebe. I suoi nomi la distinguevano dalla piazza superiore (che ore è Piazza del Sedile), area dei nobili. Due piazze vicine, due mondi solo apparentemtene paralleli ma in cui l’uno si nutriva di parte dell’altro.

Poi c’è Piazza Cairoli, lungo Corso Umberto I, con la Fontana delle Ancore, che agli inizi del 900 era un largo sul quale si affacciavano caffè concerto, cinema e teatri.

Le piazze nelle quali ti imbatterai andando dal porto a Corso Umberto I, attraverso il centro storico:
Piazza delle Anime, piazza del Popolo, piazza Vittoria, piazza del Mercato, Sedile, piazza Matteotti, piazza Duomo, piazza Cairoli, piazza San Teodoro, piazza Santa Teresa, Piazza Dante, larghi S. Paolo e S. Benedetto.

14. Area archeologica di San Pietro degli Schiavoni

Proprio davanti al teatro alcuni scavi portano alla luce un pezzo di storia medievale in passato nascosta dal lavoro delle ruspe e della nuova edilizia.

15. Corso Umberto I

corso umberti I brindisi - cosa vedere a Brindisi

L’elegante Corso Umberto I è il lungo viale commerciale, che unisce la stazione al centro storico che, a sua volta, accompagna all’area del porto e del Lungomare.

Alte palme accompagnano il passeggio, illuminato sotto natale da romantiche lucine e da musica che esce dai locali all’aperto nella lunga bella stagione.

Ora che siamo arrivati nell’area più moderna, è di tempi moderni che ti vorrei parlare.

Brindisi è una delle città che in Italia sta più puntando sull’incoming non solo di turisti ma anche di lavoratori smart di tutte le età.

A breve, dunque, nel mio approfondimento sulle città del Sud che incentivano l’accoglienza di lavoratori da ogni parte del mondo al quale sto lavorando da alcune settimane, ritroveremo di certo anche Brindisi.

Non perdiamoci di vista!

Chiacchieriamo ancora di
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Questo articolo è parte del progetto Travel #CittÀdriatiche, in cui parlo di cosa fare e vedere nelle più belle città italiane affacciate sull’adriatico e del loro rapporto con il loro pezzo di mare.

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