Cosa rende un blog meno credibile, meno professionale, meno positivamente impattante, al netto della qualità dei contenuti e delle tue competenze diffuse attraverso il blog?
Negli anni di attività di blogger, di lettrice di blog che ama questo specifico narrativo e soprattutto come blogging coach, ho raccolto una serie di impressioni e consigli in merito.
Ci sono infatti alcune pratiche diffuse o piccole grandi disattenzioni tra blogger che rendono i blog meno credibile non tanto agli occhi del motore di ricerca, bensì dei lettori.
E ti ricordo che sono i lettori che fanno l’80% del tuo posizionamento, grazie alle loro azioni, permanenza e gradimento dei tuoi articoli.
Ecco a te un elenco ragionato di piccoli grandi errori che rendono il tuo blog meno credibile, meno professionale e autorevole, dunque meno convincente quando si tratta di
- convincere le persone a seguirti assiduamente
- convincere i lettori ad iscriversi alla tua newsletter
- convincere i lettori a scegliere i tuoi prodotti e servizi
Usare male simboli e interpunzioni
Do assolutamente per scontato che una persona che si è presa la briga di creare un blog e magari anche di studiare la scrittura SEO, una tecnica di scrittura per il web, conosca molto bene la lingua in cui scrive e le sue regole.
Tuttavia mi imbatto molto spesso, anche nei testi di persone che hanno una proprietà di linguaggio ineccepibile, nell’uso sbagliato di interpunzioni e simboli grafici.
Facciamo un breve ripasso:
- Le virgolette servono per fare citazioni e, solo in pochissimi casi estremi, per enfatizzare una frase o una parola.
Esempio 1:
“la strategia narrativa è più importante della SEO”, come dice sempre la blogging coach Sabrina Barbante.
è un uso corretto.
Al contrario, negli esempi 2 e 3 che seguono, c’è qualcosa che non va:
2 – La “strategia narrativa” è più importante della SEO, come dice sempre la blogging coach Sabrina Barbante.
oppure
3 – La strategia narrativa è più importante della SEO, come dice sempre la “blogging coach” Sabrina Barbante.
Negli esempi 2 e 3 le virgolette o non sono collegate ad un vero messaggio o trasmettono messaggi in modo confuso. - Il corsivo si usa per i prestiti linguistici, come gli inglesismi o i latinismi.
- I puntini di sospensione sono solo 3, non uno di più.
… (è corretto), …….. (non è corretto e ti toglie credibilità). - Dopo etc. o ecc. non vanno puntini di sospensione.
Cattiva formattazione
Diamo ordine a formattazione e impaginazione, imparando poche utili regole: una formattazione caotica (muri di testo, assenza di sottotitoli, uso eccessivo di grassetto) trasmette poca professionalità e riduce la leggibilità.
Il grassetto serve per evidenziare i punti chiave dell’articolo.
In pratica un lettore, leggendo solo i grassetti, dovrebbe poter capire il punto di partenza e di arrivo dell’articolo.
Altra vecchia regola della scrittura online (valida anche per lo studio dei manuali universitari): evidenziare troppo corrisponde a non evidenziare niente.
CTA aggressive e invadenti
Molti e molte di noi usano il blog, giustamente e saggiamente, anche per “convertire”, cioè convincere i lettori a fare cose, come iscriversi ad una newsletter o a un gruppo Telegram, acquistare un prodotto o servizio.
Farlo attraverso pop-up invadenti o troppi banner, o attraverso inviti all’azione che tendono al terrorismo psicologico ci fanno apparire un po’ markettari all’americana o, peggio, disperati.
Soprattuto, diamo l’idea che il blog sia più interessato a vendere che a offrire valore. Un equilibrio tra monetizzazione e qualità del contenuto è essenziale.
(le assidue lettrici di questo blog e dei miei contenuti sul web, sapranno di certo che questi elementi inficiano anche i Core Web Vitals).
Usare immagini "brutte"
Non smetterò mai di dirlo: la strategia visual è parte integrante della nostra strategia editoriale. Scrivere testi belli, associati ad immagini brutte, non è una buona strategia e rischia di impoverire anche la nostra scrittura.
Ci sono diversi siti dai quali puoi scaricare immagini free, solo citando l’autore/autrice in didascalia, utilissime come foto da corredo del tuo blog.
Usa immagini di qualità (non per forza fatte da te)
Imparare a fare immagini di buona qualità, con buona luce e buona capacità di trasferire un concetto, un sentimento, è in fondo un modo per migliorare la nostra scrittura, facendola passare anche attraverso le immagini.
Tra gli investimenti utili che ti consiglio, ci metto:
- corsi di fotografia amatoriale proprio per i contenuti online,
- abbonamento a Canva Pro (puoi usare foto di qualità a buona risoluzione)
- corsi di prompt design per generare immagini con IA.
Genera con IA immagini di corredo
Indica sempre quando usi un’immagine generata con IA e che siano immagini di corredo e ispirazione e non illustrative.
Per intenderci, se hai un travel blog, via libera alla creazione di immagini realistiche per gli articoli ispirazionali (ad esempio, una foto di un generico tramonto con una valigia in primo piano), ma non generiamo immagini di luoghi per gli articoli in cui parliamo di destinazioni (cioè foto illustrative).
Non usare tuoi ritratti creati dall'IA
Ultimamente sta girando molto tra le sponsorizzate di Instagram, una App che prende delle foto (che tu stessa dai alla App) e ti crea set di immagini di vario tipo, in cui tu sei la modella.
Tipo questa, in cui ho molti anni in meno e un dito in più, entrambi favori che non ho assolutamente chiesto all’Ia che l’ha generata.
Vedo in questo periodo fior di professioniste usare quelle foto per i propri social e blog.
Ragazze, amiche, sconsiglio fortemente questa pratica, davvero! La loro provenienza dall’IA e da quall’App specifica è riconoscibilissima perché sono foto tutte simili tra loro, il web è pieno di altre foto come questa che ho usato come esempio, con facce diverse su questo stesso corpo. That’s so cringe!
Non cediamo alla lusinga di quella pelle levigata, piuttosto chiediamo ad una fotografa di farci delle foto facendo uscire la parte migliore di noi.
La tua paura di esporti
In ultimo, torniamo allo stile di scrittura e storytelling:
per quanto sia apprezzabile la voglia di molti di noi di non assumere toni troppo perentori o non voler apparire cattedratiche, ricordiamo sempre che il blog è il luogo in cui, in un modo o in un altro, ci esponiamo, perché sappiamo di avere qualcosa da dire su un argomento.
Riempire il nostro articolo di locuzioni come “a mio personalissimo avviso”, “il mio modesto parere”, “secondo me…” ci toglie dal perimetro dell’autorevolezza, ci espone ad una critica che parte da noi, prima che dagli altri.
Sii autorevole senza chiedere scusa né permesso, credi nel tuo punto di vista e nei tuoi anni di esperienza nel tuo settore.
Se poi da quel che scrivi parte un educato dibattito da chi ha posizioni diverse, non è che un nuovo traguardo!

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