Cosa vedere a Termoli, tra borgo antico e area moderna: preparati a scoprire la magia di questa Città Adriatica.

Ed eccomi qui, a scrivere della seconda tappa del progetto Travel #CittÀdriatiche, in cui parlo di cosa fare e vedere nelle più belle città italiane affacciate sull’adriatico e del loro rapporto con il loro pezzo di mare.

(la prima tappa è stata Brindisi: leggi cosa fare e vedere di bello in questa città… di porto più che di mare).

Oggi ti parlo di Termoli, unico porto del Molise, centro di pesca e turismo, con spiagge enormi, luoghi panoramici e, caratteristica portante, tanti colori nell’architettura del borgo, che sembra esser fatto per creare un effetto “wow” ad ogni angolo.

Ecco un elenco di cose da vedere e cui far caso a Termoli, nel tuo viaggio.

Seguimi anche su Instagram per rivedere tutte le tappe nelle storie in Evidenza e per chiacchierare insieme di viaggi, scrittura online e geopolitica.

Castello Svevo

Non c’è città adriatica senza un castello messo come avamposto di protezione e potere territoriale da Federico II di Svevia, che nel XII secolo creò un sistema di fortificazioni dell’Italia centro-meridionale, fino alla Sicilia.

Ne abbiamo visto uno a Brindisi, uno a Bari, adesso anche a Termoli (e c’è da scommettere che ne troveremo altri nel nostro cammino).

All’ingresso del borgo antico, le caratteristiche del castello Svevo di Termoli partono prima di tutto dal fatto che… è antecedente al periodo federiciano: il nucleo principale infatti era pre-esistente, del primo periodo della discesa Normanna. Federico II lo fece solo “rinforzare” a seguito delle invasioni guidate da papa Gregorio IX, suo nemico su più fronti.

Ti invito caldamente ad approfondire i motivi per i quali i due non si stavano simpatici, partendo da qui. Diventerai anche tu una fan di Federico II.
Per visitare il Castello Svevo di Termoli anche all’interno, su prenotazione e richiesta chamando il numero +39 0875 712381

Borgo antico di Termoli

Proprio dal castello e dalle mura, si entra nel borgo di Termoli, un insieme di stradine, vicoli strettissimi e case colorate che si aprono all’improvviso su pizzette piene di fiori e su scorci improvvisi sul mare.

Si cammina e si sente odore di torte, di stufato, di arrosto e di pane che proviene dalle case (fantastico! Termoli è un borgo meta turistica a ancora abitato tutto l’anno da locali: molisani, vi prego, fate in modo che tutto questo non finisca, come è accaduto a Otranto! Fatelo per voi stessi e per noi).

termoli borgo vecchio

Tra i vicoli e gli scorci, dove la gente che ti vede fare le foto ancora ti sorride in segno di ringraziamento, puoi imbatterti nel…

Il vicolo più stretto d’Europa, o quasi.

Detto in dialetto locale il rejecalle, pare sia con i suoi 34 centimetri il vicolo più stretto d’Europa, anche se rivendicano il primato anche ad Ascoli e Città della Pieve a Perugia.
Il solo modo per sciogliere il mistero è andarli a misurare tutti.

Cattedrale di Termoli: tra messaggi sacri e messaggi politici

duomo termoli

La Cattedrale di Termoli, dedicata a Santa Maria della Purificazione, fu edificata nel 1037 sul complesso precedente di un tempio pagano.

Ma sai che io sarei davvero curiosa di vedere come erano tutti i tempi pagani sui quali si sono costruite le odierne cattedrali?
By the way, proseguiamo con il parlare della Cattedrale di Termoli.

Nei lavori di restauro a seguito di un terremoto si trovarono sotto la cattedrale i resti di San Timoteo, al ché oggi la città di fregia di essere città Timoteana (San Timoteo era il principale discepolo di San Paolo).

Al suo interno si possono vedere mosaici allegorici e la facciata maestosa riporta bellissime sculture, la cui identità diventa un’interessante

Come dice sul suo blog lo studioso Franco Valente, le tre figure sulla facciata sono Una Regina, un Uomo anziano barbuto, un Giovane senza barba.

Potrebbero rappresentare il Federico stesso da giovane, sua madre Costanza d’Altavilla e il suo precettore Concio Savelli (poi divenuto papa Onorio III), l’ultimo papa con il quale Federico ha avuto buoni rapporti, l’unico che, in questa trilogia scultorea, comunica di riconoscere come vera autorità, religiosa, morale e spirituale.


“Papa Gregò… tiè, incarta e porta a casa”.

Altra chicca: ai lati della facciata ci sono dei “metri” intagliati, per misurare la lunghezza delle stoffe. Federico aveva autorizzato il mercato nella piazza antistante la cattedrale e quei metri erano un modo per far sì che i mercanti non mentissero sulle merci, davanti a Dio.

Passeggiata dei trabucchi

Alcune città di mare hanno un lungomare tipo “Promenade” per passeggiare, come a Bari, ad esempio.
Termoli no, ha una passeggiata che costeggia la parte bassa delle mura fortificate che va dal porto al castello.

Lungo questa passeggiata, che non è un rettilineo, si passa accanto ai trabucchi, antiche macchine da pesca che hanno un che di solitario e romantico tanto da diventare uno dei simboli visivi di Termoli.

Rosa dei Venti

Una cosa che non tutti sanno di Termoli è che qui si incontrano il 42° parallelo Nord e il 15° meridiano Est, cioè il meridiano del fuso orario Europa centro-occidentale che ne determina l’ora (chiamato infatti l’ora di Termoli-Etna). Ciò fa di Termoli la Greenwich dell’Adriatico.

Diversi angoli celebrano questo snodo, e uno in particolare, proprio davanti all’edificio rosso marsala che si vede dalle mura del bordo guardando verso la città nuova.

Qui, una pietra miliare indica il meridiano e una rosa dei venti “spiega” i venti. Una vera chicca per me che, proveniendo dal Salento, ho un rapporto particolare con la rosa dei venti.

Qui, dei bassorilievi bronzei personificano tutti i venti della rosa e li trovo davvero una bellissima installazione.

bassorilievo venti termoli

Lungomare e spiagge

Da qui, inizia il lungo litorale di spiagge pienissime e pullulanti nella bella stagione con gente, ombrelloni, locali, ciringuiti e ovviamente la schematica organizzazione dei “bagni”.

Tutto l’anno, è luogo dove i locali fanno passeggiate a passo svelto benefiche lungo il mare.

Via Nazionale

L’arteria pedonale che unisce il borgo vecchio alla parte più nuova è Via Nazionale; via di mezzo tra l’antico e il moderno, luogo di negozi (dove ovviamente ho comprato cose), locali per aperitivi, luogo frequentatissimo per lo struscio collettivo.

Statue di bronzo lungo Via Nazionale

Lungo via Nazionale troverai tre persone sedute su delle panchine. Sono in realtà statue di bronzo dedicate a tre personaggi molisani del ‘900 (Benito Jacovitti, fumettista, Carlo Cappella, poeta e pittore, Gennaro Perrotta, filologo) cari alla popolazione locale, che lo scultore e l’amministrazione hanno voluto far vivere per sempre in mezzo alla gente e al via vai locale.

Non so voi, ma io adoro il concept delle statue che non sono sui piedistalli.
Lo scultore delle statue di Termoli lungo via Nazionale è Michele Carafa.

Piazza Vittorio Veneto e Monumento ai Caduti

monumento ai caduti piazza Termoli

Se dal Borgo percorriamo Via Nazionale arriviamo in Piazza Vittorio Veneto, crocevia di panchine, palme, persone e locali affacciati sulla piazza, al centro della quale è infraintendibile il monumento ai caduti.

Pizza san’Antonio e la sua Fontana

belvedere fontana di termoli

Un’altra piazza da vedere assolutamente, perché è anche il belvedere di Termoli, tornando indietro, è piazza Sant’Antonio.

La fontana con statuta che apre lo scenario prospettico su Borgo Antico e Litorale Nord, è stata realizzata negli anni Quaranta dallo scultore Renato Beretta.
Una curiosità sulla fontana: la statua non fu realizzata appositamente su commissione ma acquistata dall’amministrazione dalla bottega dello scultore, che la vendette a costo scontato perché ha un difetto nelle proporzioni muscolari del braccio che regge il grosso pesce.

In questa piazza, fino al secondo conflitto mondiale, c’era un bellissimo parco; alcune foto d’epoca dimostrano che era davvero un splendore di verde mediterraneo con vista mare, simile al giardino pensile di Valletta.
Sarebbe bello se qualcosa di simile fosse realizzata, qui, nuovamente.

Parco comunale di Termoli

Allontaniamoci dal centro e andiamo, dove Termoli custodisce una piccola oasi verde.
Bellissimo il folliage tipico del centro Italia in autunno, questo luogo è uno spettacolo di colori in primavera e posto di fresco e pace in estate.
Tanti attrezzi per chi vuole fare un po’ di sport, sentieri per chi ama passeggiare e per chi vuole correre, un laghetto e giostrine per bambini, davvero un bel posto, per altro a pochissima distanza dai lidi fashion amati particolarmente dagli abitanti del posto, nella bella stagione.

Museo di Arte Contemporanea Macte

Poco distante dal parco comunale, in via Giappone, troviamo un interessante museo di arte contemporanea, il MACTE.

Val bene una visita soprattutto per chi si ferma per più di un paio di giorni e nel caso in cui il clima non fosse favorevole alle lunghe passeggiate sul porto, nel centro e nel parco.

Scalinata del folklore e Monumento alle donne vittime di violenza

scalinata teatrale termoli

La scalinata del folklore, che dà sull’arco di ingresso nel borgo antico, è un teatro architettonico: infatti non a caso qui, nella bella stagione, si tengono performance di teatro all’aperto.

E’ adiacente a palazzo Crema, abbandonato e fatiscente, ma anche legato a strane leggende locali. Diciamo che, fantasmi a parte, sarebbe il caso di un recupero edilizio dal momento che è a tratti pericolante ed è un peccato tenerlo così.

In cima alla scalinata, un’area pedonale con una scultura in marmo dedicata alle donne vittime di violenza.

Io a Termoli, dal mio profondo Salento, ci sono arrivata in tre ore di treno: la posizione della città è tale che consente l’arrivo con facilità da molte regioni e città di centro e sud Italia.

Prendila in considerazione per un city-escape romantico, per una passeggiata da sola in un posto nuovo, per una tappa intermedia nel tuo viaggio tra le città affacciate sull’Adriatico.

Ti potrebbe piacere:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *