Meglio di Netflix e divano: perché andare a teatro rilassa e rende felici

In principio era Hygge: lo stile abitativo danese che inneggia al gusto e al piacere di stare a casa con i propri cari o da soli, con una bevanda calda e un plaid sulle gambe. Senza uscire. 

Poi arrivò la risposta finlandese del kalsarikännit:  restare a casa, sul divano in mutande e bere. Senza uscire. 

Entrambi, per anni, hanno preso a rimbalzare su riviste e blog come scelte di lifestyle; questa diffusione di termini impronunciabili e stili di vita idonei a paesi che stanno per nove mesi l’anno sotto lo zero, è stata la più riuscita operazione di cripto marketing del secolo.

Rinunciare alla vita culturale e sociale delle proprie città dal clima temperato per guardare la TV o, ancora meglio, le serie televisive di canali a pagamento è finalmente diventata una cosa accettata, promossa, sostenuta. Una cosa “Cool”.

Io, che – diciamolo senza vergogna – sono tra quelle persone che pur di evitare l’uscita del sabato sera son disposte a raccogliere germi nei peggiori focolai di influenza stagionale, sono però giunta alla conclusione che esiste una cosa più cool del restare a casa sul divano e che rende giustificabile e gradevole persino l’attesa dell’uscita serale. 

Ed ha un nome pronunciabile e facile da ricordare: “Andare a teatro”.

Ed ecco dunque i risultati di una ricerca scientifica fatta da me, basata su attendibilissimi dati empirici, accreditati quasi quanto il mio generatore automatico di percentuali, in cui spiego perché nell’andare a teatro c’è la ricetta del buon vivere. 

Un posto pubblico, intimo come una casa. 

Andate a tetro. Soprattutto se occupati. Soprattutto se accessibili. Pisa, teatro Rossi aperto. Il teatro più antico di Pisa.

Sei mai stato nel palchetto di primo o secondo ordine di un teatro? (è il mio posto preferito in assoluto da sempre). 

Ti senti protetto in uno spazio piccolo, spettatore non notato, quasi nascosto, di una scena che si apre davanti ai tuoi occhi. 

Il buio e il silenzio condiviso ti rendono parte di una comunità, lo spazio di un teatro sancisce il senso di appartenenza anche senza doversi inventare qualcosa da dire, senza ansia da prestazione (se non per gli attori, ovvio)! . 

Meglio che commentare le serie televisive o Sanremo su Twitter (e lo dico perché è una cosa che io faccio e amo fare)!

Rapporto con gli attori, regressione all’infanzia

cool teatro segnato LIS accessibilityiscool

A teatro, tra attori e spettatori c’è un accordo. È uno dei cardini dello specifico teatrale, una sorta di dinamica del “facciamo che io ero” che tutti noi ricordiamo della nostra infanzia, quell’epoca meravigliosa e lontana in cui tutto era possibile. 

Lo spettatore accetta che quella parete nera è un castello, che quel fascio di luce è una divinità, che quel disegno stilizzato è una casa. Tutto torna possibile e vero, basta accoglierlo e accettarlo. Ed è facile farlo, per una volta.

Chi ha assistito almeno una volta nella vita ad uno spettacolo teatrale sa bene che accettare la finzione è semplice e normale, come è semplice usare la capacità di astrazione che ha portato il genere umano a sopravvivere fino ad oggi… nonostante tutto.

Insegna l’arte delle relazioni non tossiche

perchè andare a teatro è la ricetta della felicità
ph. Katarina Sikuljak, unsplash

Il teatro ti rapisce e poi ti lascia andare. 
Ogni storia chiude i suoi cerchi nell’arco di, al massimo, un paio d’ore, senza il bisogno o la volontà di creare dipendenze come nelle serie telvisive e nelle soap. Insomma, quella con il teatro è una relazione “NON tossica”.
Una performance sa di avere solo due ore di tempo per darti qualcosa, poi sarà un addio. E la bellezza dell’addio è una cosa che fatichiamo, purtroppo, ad imparare.

Seguimi a teatro. 

perchè il teatro fa bene
Teatro Apollo, Lecce, ospita una delle più belle stagioni di Prosa di Teatro Pubblico Pugliese

Lasciatevi convincere ad andare a teatro seguendomi sui miei canali social, soprattutto adesso che sono parte di “storytellme”, il progetto che affida a chi va a teatro l’onere e l’onore di raccontarne le emozioni, secondo un format ideato da Teatro Pubblico Pugliese. 

Ad ogni spettacolo di ogni cartellone sparso per il territorio pugliese, i narratori e le narratrici di #storytellme raccontano a loro modo le emozioni di ogni evento. 

Seguite l’hashtag su facebook e su instagram, Andate a Teatro (anche l’hashtag #AndiamoATeatro per noi non è nuovo, vero?)
Ci vediamo lì, ci conto. 

18 pensieri riguardo “Meglio di Netflix e divano: perché andare a teatro rilassa e rende felici

  • Marzo 8, 2019 in 5:09 pm
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    adoro andare a teatro, soprattutto quando in programma ci sono delle opere liriche o di musica classica. Mia nonna ha l’abbonamento e, quando posso, vado con lei. é veramente magnifico andarci

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  • Marzo 6, 2019 in 7:29 am
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    io penso sinceramente che non ci sia proprio un confronto tra le due cose…. netflix e Teatro…… Teatro è arte ….. Netflix non saprei proprio…. 😀

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  • Marzo 3, 2019 in 11:56 pm
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    A me piace molto andare a teatro. Cerco sempre di andarci quando c’è qualcosa di interessante in cartellone. E poi amo la dimensione intima di alcuni teatri, dove la platea è quasi a ridosso del palco e degli attori si sentono persino i respiri…

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  • Marzo 3, 2019 in 7:51 pm
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    Anche io non amo troppo uscire con il freddo invernale, così molto spesso le mie serate sono film/netflix/copertina. Però ogni tanto mi piace viziarmi con uno spettacolo a teatro, cinema o delle serate un po’ particolari… Altrimenti come fa a passare questo lungo inverno???

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  • Marzo 1, 2019 in 8:21 pm
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    Anche a me piace il teatro, pur uscendo spesso. Non solo mi piacciono le pièces teatrali, le commedie brillanti, i comici, ma anche l’opera. L’opera è molto suggestiva sopratutto nelle scenografie, e abitando a Milano ho la fortuna di poter andare alla Scala, che regala emozioni anche col palcoscenico vuoto. Ah, mi piacciono anche i balletti, magari con Roberto Bolle…

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  • Marzo 1, 2019 in 7:52 pm
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    Da qundo sono tornta a vivere in italia vado pochissimo a teatro, nel piccolo paese in cui vivo manca persino il cinema quindi per adare a teatro devo spostarmi di molto. Andare a teatro è un emozionante

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  • Marzo 1, 2019 in 6:34 pm
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    Per quanto ultimamente sia diventata un’estimatrice del divano, non posso non rinunciare alla bellezza del teatro. Quando posso approfitto delle occasioni e vedo qualche commedia o monologo teatrali.
    Maria Domenica

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  • Marzo 1, 2019 in 4:46 pm
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    non ho mai frequentato il teatro ma immagino che sia una bellissima esperienza!

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  • Marzo 1, 2019 in 2:30 pm
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    Anche io non amo uscire il sabato sera e in generale dalle 17.00 ad oltranza mi metto a scrivere, il mio compagno esce perché lavora e io ho casa libera, mi godo il focolare domestico in totale relax. Film, libri, candele, musica, ecc.
    Ma il tuo è un ottimo suggerimento, una vita che non vado a teatro, e tra l’altro posso andarci anche da sola e godermi lo spettacolo.

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  • Febbraio 28, 2019 in 3:30 pm
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    Ma che bello questo progetto. Sono certa che sarà un’esperienza indimenticabile. Io amo Netflix ma sono una che ama anche andare a teatro 🙂

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  • Febbraio 28, 2019 in 10:48 am
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    Hai ragione il teatro è davvero sottovalutato. Io sono tendenzialmente iperattiva, e al contrario di te mi invento qulasiasi cosa pur di non essere a casa sul divano, a parte casi di stanchezza disperata, eppure non prendo in considerazione il teatro se non una o due volte l’anno. Dovrei sicuramente rimetterlo nella lista delle uscite serali!

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  • Febbraio 28, 2019 in 9:20 am
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    L’idea di uscire la sera, nel weekend soprattutto, mi terrorizza e quindi lo stile hygge o dalnomeimpronunciabile è perfetto per me soprattutto d’inverno quando le temperature sono davvero basse. Eppure il teatro è una cosa che mi piace molto, anche se purtroppo non vado spesso come vorrei. L’ultima volta credo sia stato due anni fa a vedere Wicked al West End ed è stata un’emozione incredibile.

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  • Febbraio 28, 2019 in 7:56 am
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    Io come te rientro nel gruppo di persone che pur di non uscire la sera troverebbe qualsiasi scusa. In inverno soprattutto, l’idea di uscire al freddo e di allontanarmi dal mio amato camino mi crea ansia. Preparasi e uscire al freddo quando invece in casa c’è un camino che ti scalda fin dentro le ossa. Ma perché mai farlo? Probabilmente se avessi un teatro nel mio paese o a breve distanza da me, potrei riuscire ad abbandonare il tepore di casa. Hai perfettamente ragione quando dici che crea relazioni non tossiche, le serie Tv ( che amo troppo) creano attaccamento. Voglia di sapere come si evolvono le situazioni e in certi casi diventano per davvero tossiche fin quando non si giunge alla fine della stagione o della serie tv in generale. Il teatro invece riesce a creare una momentanea dipendenza non tossica che poi ti libera, proprio come dici tu. Manco da troppo tempo e dovrei assolutamente ritornarci!

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  • Febbraio 27, 2019 in 8:51 pm
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    Amo anche io il teatro e purtroppo ho poche occasioni di andare… mi è piaciuto particolarmente il punto delle “relazioni non tossiche”, non ci avrei mai ragionato!
    Grazie! 🙂

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    • Marzo 1, 2019 in 4:51 pm
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      Quest’inverno ho attraversato diverse fasi e non mi sono fatta mancare nulla. Uscite nei locali, poi soppiantate da serie e film su Netflix! Eh si, anche il teatro! Il suo fascino d’altri tempi é sempre attuale.

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  • Febbraio 27, 2019 in 7:46 pm
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    Adoro il teatro! Unico inconveniente il costo, non proprio alla portata di tutti, almeno nei grandi teatri. Però che meraviglia i costumi, che emozione il sipario che si apre e la musica dal vivo!

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