Lavorare in viaggio: quando diventa un’abitudine tossica

Per i (soprattutto neo) nomadi digitali, lavorare in viaggio viene percepito come un privilegio, una possibilità in più di gestire dovere e piacere insieme, in modo organico, auto determinato, autonomo.

E in effetti, per alcuni aspetti e sotto alcuni punti di vista, lo è.
Potersi portare dietro, solo attraverso un laptop, alcune urgenze lavorative cui rimediare anche quando siamo in viaggio senza dover giustificare assenze o garantire presenze è uno dei privilegi di alcuni tipi di lavori, laddove oggi il principale privilegio è anche avercelo, il lavoro.

Ciò detto, ci sono dei limiti labili e difficili da decifrare tra etica del lavoro, possibilità di gestire i propri task da remoto e… incapacità di chiudere la saracinesca e non portare il lavoro sempre e comunque in spalla.

Perché per quando nomade, per quanto digitale, per quando flessibile, il lavoro è pur sempre lavoro e aggiunge ai nostri passi un peso specifico.

Quindi, quando lavorare in viaggio diventa un’abitudine tossica e come fare per ovviare?

sabrina al computer in aeroporto al lavoro

Ecco alcuni modi per capire se e in che misura il nostro camminare con il laptop sempre in valigia smette di essere un valore aggiunto alla nostra vita di lavoratori e diventa invece qualcosa di persino più stressante e deleterio di un lavoro 9-18.

Intanto, puoi anche leggere la mia opinione in merito alla NON utilità del mollare il lavoro full time per viaggiare. 

1 – Controlla i ritmi del sonno 

Ognuno di noi ha una diversa gestione dell’ansia e della pressione. Tuttavia per tutte e tutti un campanello di allarme è la qualità del sonno.

Tra le cose che maggiormente inficiano la serenità del sonno e la sua irregolarità ci sono le cattive abitudini alimentari e quelle lavorative; ci sono degli orari durante i quali è preferibile non controllare più le mail e i dispositivi elettronici, cioè nelle due o tre ore che precedono l’orario in cui ci mettiamo a letto.

Quando inizi a dormire meno bene e ad essere stanca durante il giorno perché, ad esempio, hai un lungo periodo di dormiveglia e ricordi tutti i sogni come se fossero stati reali, vuol dire che ci sono fattori di stress da gestire meglio.

Leggi anche come è possibile recuperare un buon ritmo del sonno, pur essendo una freelance iperattiva. 

lavorare in viaggio - zaino laptop e letto

2 – Cambio repentino dei livelli di appetito 

Anche la fame non è la stessa per tutti noi. C’è chi in viaggio ha sempre fame e vuole assaggiare tutto, preso da una curiosità bulimica di tutto, cibo incluso, e c’è chi mangia meno e cerca solo determinati tipi di alimenti, just like me, che punto sul veg a km zero ma, diciamolo, non sono una dallo stomaco largo.

Tuttavia è bene che ognuno di noi capisca quando i propri livelli di fame aumentano o diminuiscono all’improvviso e da un giorno all’altro. Anche questo può essere sintomatico del fatto che la testa è sempre altrove, su qualcosa che ci mette pressione.

3 – Variazioni nelle interazioni sociali e cambi d’umore

I cambi di umore possono dipendere da tantissime cose; dai normali cambi ormonali del mese in una donna, che ci portano ad essere super esplosive e ottimiste nella prima decade del ciclo e più abbacchiate o nervose nell’ultima settimana, o dai picchi testosteroni negli uomini. E’ importante conoscere le proprie reazioni ai comuni cicli ormonali così da ricondurre momenti di “down” alle giuste cause.
Se ti è finito il ciclo una settimana fa e sei comunque spossata e tesa, sappi che il tuo ciclo mestruale non c’entra e ci stai mettendo un carico da novanta di cattive abitudini.

sabrina al computer mentre lavora a bordi piscina

Rimedi e consigli

Ma allora che cosa si fa? Non si viaggia o non si lavora più?
Tranquille, non è necessario MAI rinunciare ad alcun piacere della vita, basta semplicemente riequilibrarli in modo tale da non rovinare né le prestazioni sul lavoro né la qualità del viaggio.

Se viaggi per lunghi periodi, saltando da co-working a co-working e da hotel a ostello, cerca di lavorare sempre negli stessi orari.
Che sia 9-18, 10-15, 16-20 a seconda dei tuoi migliori ritmi circadiani, fai sì che il cervello e il corpo abbiano una certa regolarità in questo.

Lascia almeno un giorno libero a settimana 

Il fatto che tu abbia il privilegio di lavorare ovunque tu voglia non vuol dire che il tuo karma abbia un debito con il mondo e che tu non abbia diritto di godere neanche di un giorno a settimana di totale relax.

All’inizio di ogni settimana decidi quale sarà il giorno libero e quel giorno fai in modo di non aver nulla da fare se non goderti viaggio e riposo.

Leggi anche Vita da digital nomad: come (ri)trovare il tuo equilibrio…
usando i social network 

paesi in cui lavorare come freelance

Decidi in anticipo questo giorno di riposo

Non lasciare che il giorno di riposo arrivi a caso sulla base di quante consegne hai negli altri giorni.
Anche l’attesa del giorno di riposo è un modo per preparare il corpo e la mente al relax e goderselo meglio quando arriva ed è anche un modo per organizzare in modo più intelligente il proprio lavoro in settimana.

Orari di lavoro: quali evitare e quali prediligere 

Se puoi, evita di lavorare la sera, prima di andare a letto; infatti la concentrazione celebrale e lo stress da lavoro aumentano i livelli i cortisolo (ormone dello stress) e non aiutano a dormire.

Inoltre, se lavori da dispositivi elettronici, gli schermi ritardano la secrezione di melatonina, utile per un riposo completo e rigenerante.

Allora dai, momento verità: quante delle su elencate pessime abitudini e sintomi da stress hai? E quali altre pratiche mi puoi suggerire per evitare di far tue pessime abitudini?

24 pensieri riguardo “Lavorare in viaggio: quando diventa un’abitudine tossica

  • maggio 16, 2018 in 8:27 pm
    Permalink

    ottimo articolo, con ottimi consigli. da libero professionista mi accorgo che sono problemi comuni a tutti noi.

    Risposta
  • maggio 16, 2018 in 6:13 pm
    Permalink

    Sono più che certa che la mia perenne stanchezza dipenda da tutte le ore passate davanti allo schermo per computer e ho notato che basta staccare la spina per un giorno per ricominciare a respirare. Solo che è davvero difficile riuscire a dire basta e a prendersi del tempo per se stessi quando le scadenze incombono micacciose.

    Risposta
  • maggio 14, 2018 in 1:17 pm
    Permalink

    E l’ansia di non aver fatto davvero tutto!! io lavoro anche quando dormo… e mi rendo conto di quanto è sbagliato!

    Risposta
  • maggio 13, 2018 in 2:05 pm
    Permalink

    Consigli davvero utili! A volte non ci si rende conto di certi segnali che ci manda il nostro fisico, e non siamo capaci di darci dei limiti di tempo e di orari per il lavoro. Dobbiamo imparare ad autoregolarci e ad ascoltarci di più!

    Risposta
  • maggio 13, 2018 in 10:09 am
    Permalink

    Utile e interessante. Tutto sta nell’imparare a gestirsi e ad organizzarsi. Brava!

    Risposta
  • maggio 11, 2018 in 9:02 pm
    Permalink

    Naaaa io dormo Come un sasso anche se uso l’iPhone a letto. Altro che storie. Se ho sonno ho sonno. Nulla mi ferma

    Risposta
  • maggio 11, 2018 in 7:34 pm
    Permalink

    Davvero ottimo consigli per i nomadi digitali. Io lavoro a casa come freelance e sono rari i viaggi di lavoro, ma avendo un blog di viaggi anche quelli di piacere spesso diventano un lavoro. Prendere appunti, fare foto, scrivere i propri pensieri ecc…

    Risposta
  • maggio 11, 2018 in 8:33 am
    Permalink

    Come hai scritto nei commenti, questi consigli sono utili anche quando non si è in viaggio. In questo periodo sono a casa, tornata da un lungo viaggio, e mi sono accorta di stare troppo tempo al pc e muovermi poco. Ho ripreso a fare yoga e movimento e mi sento molto meglio! Non solo fisicamente ma anche l’umore è cambiato e mi sento più carica in generale.

    Risposta
    • maggio 11, 2018 in 1:03 pm
      Permalink

      vero, sono anche io sempre dell’idea che le buone abitudini in viaggio debbano essere anche intraprese nei momenti stanziali e viceversa

      Risposta
  • maggio 10, 2018 in 4:27 pm
    Permalink

    In affetti non dev’essere facile gestire i ritmi di un lavoro indipendente e… nomade. E’ un’esperienza che non mi è capitato di vivere in prima persona, ma mi basta vedere molti “liberi” professionisti quanto poco tempo… libero si concedono!

    Risposta
  • maggio 9, 2018 in 9:23 pm
    Permalink

    I miei ritmi del sonno sono sballati anche quando sono a casa. I cambi repentini dei livelli di appetito pure. Va beh mi fermo qui. Dottore….

    Risposta
  • maggio 9, 2018 in 5:49 pm
    Permalink

    Ottimi consigli. Il fatto di lavorare dal pc a volte porta a esagerare, a non finir mai e si ha sempre la sensazione di batter la fiacca! Tremendo!

    Risposta
    • maggio 10, 2018 in 3:33 pm
      Permalink

      A tal proposito, io consiglio sempre a tutti i lavoratori autonomi di segnare su un’agenda le effettive ore di lavoro. Aiuta a capire quando davvero si sta lavorando poco e quando invece stiamo esagerando 🙂

      Risposta
  • maggio 9, 2018 in 4:20 pm
    Permalink

    Avendo lavorato come free-lance conosco bene la situazione: a volte si ha l’impressione di non far nulla e altre volte non si fa davvero nulla. Nella maggior parte dei casi, invece, ci uccidiamo di lavoro e “speriamo basti”. Post interessantissimo e ASSOLUTAMENTE da condividere!

    Risposta
  • maggio 9, 2018 in 4:14 pm
    Permalink

    Molto interessante e utile. Sono diventata una freelance da poco e dopo il primo momento iniziale di “abbuffata da tempo libero”, sono rientrata nel vortice dell’iperconnessione. Ora sto cercando di mettere dei paletti, ma non è sempre facile.

    Risposta
    • maggio 10, 2018 in 3:34 pm
      Permalink

      Ecco… sappi fin da ora che mettere i paletti sarà SEMPRE la cosa più difficile ma con la quale dovrai interfacciarti sempre.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *