Ci sono delle regole, nel blogging come nella creator economy.
Imparare le regole è importante, sempre. Perché è il modo migliore per infrangerle con cognizione di causa quando serve.
Oggi ti do proprio delle indicazioni su come e quando infrangere delle regole del blogging perché fa bene al tuo blog, al tuo posizionamento, alla tua SEO, ma anche al tuo equilibrio come autrice o autore.
Perché in qualche modo, è necessario mettere d’accordo la nostra integrità creativa e il capitalismo.
Non scrivere per qualche settimana
Qualche giorno fa, una mia corsista mi ha mandato una mail in cui mi chiedeva se, per qualche settimana, nel processo di riposizionamento del suo blog, poteva dedicarsi esclusivamente all’aggiornamento di vecchi articolo e non alla pubblicazione di nuovi contenuti.
Ho risposto a lei quello che adesso dico a te:
Sì, puoi. Soprattutto se hai un blog con molti articoli già scritti e posizionati, soprattutto se il progetto ha molti anni di vita, fermare per qualche settimana le pubblicazioni di nuovi post può addirittura servire come SEO reset.
A maggior ragione se si dedica un po’ di tempo alla saggia attività di aggiornamento di vecchi articoli.
Ovviamente, il consiglio non si applica
- a blog appena nati
- a blog ancora non posizionati e con pochi articoli
Non essere ovunque
Per un po’ i digital strategist hanno diffuso la falsa idea secondo cui “bisogna essere ovunque”, cioè che fosse necessario declinare il proprio progetto online su ogni social e su ogni piattaforma di infotainment.
In realtà questo consiglio va contro gli interessi del tuo blog
- perché non tutte le piattaforme hanno uno specifico (cioè linguaggio e caratteristiche tecniche) adatte al tuo progetto
- perché i tuoi lettori ideali non sono ovunque
- perché non tutte le piattaforme portano traffico (utile)
- perché le tue energie non sono infinite
- perché sei un creator, non una media agency.
Come e dove portare una parte del tuo progetto online è una scelta da ponderare e in cui prendere in considerazione molte cose (tanto da dedicare uno o due moduli interi del percorso Full Blogger). Una volta che scegli dove portare i tuoi contenuti, è necessario “starci dietro”, diventa un ramo del tuo blog.
Non dire troppo in un solo articolo
Altro grande rischio che corriamo, soprattutto quando siamo davvero competenti sul nostro segmento narrativo e siamo mosse dalla mission di alfabetizzare più persone sui nostri temi: dire troppo in un solo articolo.
La scelta è anti strategica, per tanti motivi
- perché le persone tendono ad abbandonare la lettura dopo circa 500-600 parole
- perché rischiamo di dare temi ai nostri competitor e rendere troppo facile per l’AI dare tutte le risposte che invece dobbiamo dare noi,
- perché dire troppo, a volte, è come dire troppo poco (se cerchiamo di approfondire troppi sotto temi dello stesso argomento, dedichiamo a tutti troppo poco spazio)
Invece è molto più utile, sia per la SEO e la GEO, sia per il tuo posizionamento e per il tuo profilo autore
Non scrivere solo SEO
Non di sole regole SEO vive un blog, non di soli articoli informazionali vive il tuo posizionamento.
Il tuo posizionamento e il tuo profilo autore online sono anche legati ai tuoi
Sono dei pezzi che comunicano non solo agli algoritmi ma anche e soprattutto alle persone, che non solo sei tecnicamente competente nel tuo settore, ma hai anche gli strumenti per avere opinioni o fare analisi inedite in materia.
Quindi, che almeno un articolo su quattro non abbia la parole chiave e la SEO come principale parametro di scrittura.
Non usare pop up per la newsletter
La newsletter è importantissima sia per avere traffico indipendente dai motori di ricerca e dalle sorgenti di traffico legate ad algoritmi che non controlli, sia per tenerti vicini i lettori fedelissimi, la tua comunità di lettori.
Ciò detto, portare nuovi iscritti non deve diventare un pericolo per il tuo blog, per la sua navigabilità, per i suoi parametri E-E-A-T.
Pensa a quanto tu stesso sei infastidito dai pop-up, le finestre che sbucano fuori all’improvviso per convincerti a fare qualcosa. Soprattutto alla luce dei fatto che navighi prettamente da mobile e trovare quella “X” per eliminare la finestra e tornare a leggere è difficilissimo.
Dunque, se vuoi invitare le persone ad uscriversi alla tua newsletter, inserisci dei banner non disturbanti nei punti più strategici dell’articolo, e non associare l’invito ad una bestemmia del tuo lettore.
Se ti ho convinta, iscriviti alla mia newsletter (la mando una volta al mese, e ti do tanti consigli gratuiti, ispirazione e di tanto in tanto anche un regalo, a partire da questo)





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