Un nuovo articolo non è ciò che serve al tuo blog

Tra i tantissimi parametri cambiati negli ultimi mesi nel mondo del blogging (e per restare aggiornata su tutti, non perdermi di vista), c’è la ritmica di pubblicazione.
In breve, se un tempo per il posizionamento era essenziale pubblicare con costanza e verticalità almeno una volta a settimana e far sì che almeno il 50% del monte-articoli fossero di tipo informazionale,

nel panorama attuale del blogging è importante

pubblicare anche solo due volte al mese, con costanza ma soprattutto verticalità, articoli che siano non sostituibili e che portino una visione unica nel suo genere, sul tuo topic di riferimento.

In questa fase storica, il tuo blog, per portare risultati sperati, non ha bisogno di nuovi articoli ma di una nuova e unica versione del tuo storytelling.

Per poterci lavorare, però, serve partire da una domanda. so ancora cosa voglio dal mio blog?

Perché possiamo avere un calendario editoriale sufficientemente buono, una discreta dimestichezza con la SEO e anche degli articoli ben scritti, senza avere una risposta chiara.

E pubblicare il prossimo contenuto, in quel caso, potrebbe non essere la prima cosa da fare.

Più che un nuovo articolo ti serve una direzione

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ph. maranda-vandergriff | unsplash

Scrivere un articolo è un’attività riconoscibile. Ha un inizio, una fine e, quando premiamo “pubblica”, ci restituisce la sensazione di aver portato avanti qualcosa.

Decidere che direzione dare a un progetto è meno gratificante nell’immediato.
Significa anche rinunciare a delle possibilità, scegliere un pubblico, ammettere che alcuni obiettivi non sono più i nostri.

Così può succedere di continuare a produrre per non affrontare queste domande.

Un piano editoriale dovrebbe tradurre delle scelte. Se le scelte mancano, rischia di diventare un elenco di cose da scrivere.

E gli elenchi di cose da fare, generalmente, non ci mancano.

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Cosa vuoi davvero dal tuo blog?

“Vorrei che il mio blog funzionasse” è un desiderio comprensibile.

Guida al successo di un blog piccolo - e book

Funzionare potrebbe significare ricevere richieste di consulenza, oppure farsi conoscere da redazioni e aziende con cui vorremmo collaborare, portare lettori verso una newsletter o sui tuoi canali social, vendere un prodotto.
Oggi, poi, avere un blog che faccia bene il suo lavoro, può significare soprattutto costruire un archivio riconoscibile della nostra ricerca e del nostro lavoro, in un universo del content incredibilmente frammentato e aleatorio. 

Queste possibilità possono convivere, ma non richiedono tutte le stesse azioni e non hanno necessariamente gli stessi tempi.

Non serve un nuovo articolo, ma un nuovo progetto per il lettore

Non sarò certo io a dirti che la visibilità sui motori di ricerca o sulle AI overview non serve.
Ti direi però di osservare anche quello che le persone trovano dopo essere arrivate sul tuo blog.

Capiscono chi sei?
Individuano altri contenuti pertinenti?
Trovano un motivo per ricordarsi di te o un modo per continuare a seguirti?
Se offri qualcosa, è chiaro a chi serve e perché?

Una persona può leggere una risposta utile, chiudere la pagina e non avere alcuna idea del progetto che c’è dietro.

Questo non rende inutile quell’articolo. Ma se il tuo obiettivo era costruire una relazione con il lettore, c’è un passaggio da progettare.

Quello che hai fatto finora, può essere un ottimo punto di partenza

consigli per blogger - sincerely-media-unsplash

ph- sincerely-media-unsplash

Capisco (anzi so), che il calo di traffico dovuto all’IA e ai nuovi parametri dei motori di ricerca, che posizionano anche i social, può far pensare molto facilmente

“basta, mollo tutto, non ne vale più la pena”.

E il paradosso è che chi pensa questa cosa è soprattutto chi, da quei centomila lettori di un tempo, non ha mai davvero ottenuto niente.
Non più soldi, non più fama, non più fidelizzazione e iscritti alla newlsetter. 
Al massimo una vanity metric più lusinghiera da mettere sul media kit, che magari non ha di per sé neanche mai portato grandi collaborazioni.

Oggi, però, quel calo numerico ci fa pensare che non c’è più spazio o speranza per il nostro progetto di comunicazione indipendente online.

Rivedere un progetto significa anche riconoscere il valore di quello che hai costruito, non soltanto cercare errori da correggere.

A volte un cambiamento profondo serve davvero, ma prima di metterci mano distinguerei ciò che è un problema di contenuti, ciò che riguarda la struttura e ciò che dipende dalla direzione del progetto.

Potresti anche scoprire che una parte del blog non ti interessa più. Si può decidere che ruolo darle senza considerare sbagliato tutto il lavoro precedente.

Nelle consulenze ONE SHOT possiamo fare proprio questo: capire, strategicamente, cosa puoi fare del tuo blog per portarlo ad un livello successivo, ad un risultato sperato (e ti stupirai di come pochissime volte questo risultato dipende davvero dal traffico che viene dai motori di ricerca).

La nuova direzione deve essere sostenibile nella tua vita

Qui arriva una parte che nei consigli sul blogging trovo spesso trattata come una questione secondaria: quanto tempo ed energia puoi dedicare davvero al progetto?

Non quanto ne avresti in una settimana ideale, senza imprevisti, altri lavori, persone di cui occuparti e necessità di assecondare le tue funzioni biologiche.

Quanto ne hai, davvero, nella tua nalla tua finestra di umana commedia.

Se la strategia richiede una disponibilità che non possiedi, andrà rivista, altrimenti rischia di trasformarsi in una macchina che produce arretrati e senso di inadeguatezza.

Anche gli obiettivi economici devono entrare nel ragionamento; se hai bisogno che il blog contribuisca alle tue entrate, non è una debolezza del progetto e non è una cosa di cui vergognarti.

Significa chiederti quali opportunità vuoi costruire, con quali risorse e in quanto tempo. E distinguere gli esperimenti su cui puoi investire dai lavori che devono essere retribuiti.

La sostenibilità economica è una condizione che permette a un progetto di continuare a esistere. Merita più spazio di una nota a margine.

Da dove partire, allora?

reputazione editoriale blogger

Immagine generata con IA. Prompt design Sabrina Barbante

Prima del prossimo articolo, proverei a completare questa frase:

Nei prossimi sei mesi vorrei che il mio blog mi aiutasse a…

Poi sceglierei un obiettivo prioritario e guarderei il progetto a partire da lì: che cosa lo sostiene già? Che cosa manca? Quali attività stanno occupando tempo senza avere più una funzione chiara?

Da questa analisi può nascere un piano editoriale più utile e soprattutto una nuova visione.
Ma anche la decisione di aggiornare alcune pagine, rendere più comprensibile un servizio o dare maggiore diffusione a un contenuto che hai già scritto.

Se senti di aver bisogno di un confronto per fare queste scelte, nella mia One Shot lavoriamo per 90 minuti sul tuo progetto, sui tuoi obiettivi e sulle priorità da cui partire, per definire una direzione e una mappa d’azione realistica.

Scopri in cosa consiste esattamente la ONE SHOT (e se hai domane, scrivimele nei commenti o dal tasto che trovi sotto la ONE SHOT)

Il prossimo passo del tuo blog potrebbe non essere un nuovo articolo, ma una decisione che aspetta da un po’, e che un nuovo articolo non può prendere al posto tuo.

 

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