Aspettative sbagliate e false promesse della tua attività di blogger

L’attività di blogging è bellissima.
Lo penso davvero, amando il blogging come genere letterario (sì, lo è). 
Il blogging è stata la prima forma di libera espressione dal basso, che ha permesso a persone non legate a grandi gruppi editoriali di esprimere se stesse, le proprie idee, le proprie esperienze, usando le grandi potenzialità del web.

E resta, ad oggi, una forma di espressione che per certi aspetti usa il potenziale del web eludendone le tossicità moderne. 
Atterrare su un blog non vuol dire finire in una bolla algorimica di vendita continua, come in tutte le altre piattaforme.
Scrivere su un blog non vuol dire essere immediatamente soggetto ai cicli dopaminergici alterati dai like e dalle reaction immediate.

E il blogging è anche una possibile fonte di guadagno, il blogger è o può essere un lavoro, come lo è per me, da molti anni.

Detto questo, negli anni, anche il mondo del blogging è stato soggetto di sceneggiature fiabesche: crea il tuo prodotto digitale e guadagna mentre dormi, scrivi SEO e diventi una star, fino al più recente “creo un blog, tanto con chat GPT che ci vuole?”.

Oggi parliamo proprio di questo.
Aspettative fuorvianti che è meglio ponderare, fosse anche solo per non perdere sprint e motivazione al momento del risveglio.

Creare un prodotto digitale = guadagno (passivo e scalabile)

lavorare come blogger

No, non basta un prodotto digitale o un servizio per rendere il tuo blog un progetto remunerativo. 
E’ vero che esistono moltissimi modi doversi per guadagnare con un blog? Sì, è verissimo.
Argomento così vero e così articolato che ho dedicato fino a due moduli del mio percorso Full Blogger, (per un totale di 2 ore e mezza) solo a questo tema.
E una delle cose che i miei corsisti capiscono in questi moduli è che per guadagnare con un blog serve:

  • L’idea più adatta a te
  • Lo sviluppo dell’idea
  • La creazione di un funnel
  • La strategia editoriale affinché funzioni
  • La strategia crossmediale affinché funzioni

Tradotto in poche e semplici parole, non basta mettere online una guida o un servizio digitale per guadagnare. Quando hai il tuo prodotto pronto, alla strategia editoriale si unisce la strategia di marketing; le due devono camminare insieme, ma non sono la stessa cosa.

Altra cosa, che mi va di tradurre in frasi semplici e dirette: il così detto “guadagno passivo” non esiste; l’idea che il blog fatturi per te mentre dormi è una romanticizzazione di quello che avviene realmente.
Se è vero che i prodotti sono venduti mentre tu fai altro, è anche vero che quei prodotti, per arrivare a vendere, hanno bisogno del tuo lavoro di strategia e di costruzione e direzionamento del funnel.

(E, sempre bene ricordarlo, nel momento in cui vendi un prodotto o un servizio sul tuo blog servono partita iva e alcuni documenti legali necessari sul tuo blog). 

L’IA rende l’attività più veloce

L’ingresso delle IA nelle nostre vite ha convinto molti creator attivi da tempo su altre piattaforme a creare finalmente il loro blog.
Perché?
Perché hanno pensato che finalmente avrebbero potuto lavorare anche con i contenuti long form, ma in pochi click e in poco tempo. 
Lo dico con la crudeltà che ho le mattine in cui scrivo dopo aver dormito pochissimo (come questa mattina): chi ha creato un blog con questi presupposti, poteva tranquillamente restare solo su Instagram.
Dei motivi per cui farsi scrivere un intero articolo dall’IA non è una buona idea né per la SEO, né per il traffico, né per la web reputation ne ho parlato in così tanti contesti che non mi va di ripetermi qui.

I tool di intelligenza artificiale possono essere un enorme supporto per la nostra attività di blogging, ma non come scorciatoia.

L’IA serve a

  • rendere il prodotto content migliore e più approfondito
  • migliorare la SEO
  • migliorare l’attività di link building
  • migliorare la tua authorship
  • persino migliorare i tuo guadagni
  • migliorare la strategia editoriale

ma non come scorciatoia per riempire i nostri blog di tantissimi articoli generati con un prompt e trenta secondi di attesa.

Se vuoi, ho scritto una guida su
come usare l’IA per migliorare la tua attività di blogger
.

Ha un costo davvero basso perché, come appassionata del blogging come genere letterario, voglio che questi concetti siano davvero accessibili a tutti.

Blog e intelligenza artificiale - 50 prompt

 

Tanto traffico = guadagno (o successo)

Avere molto traffico non è reale sinonimo di successo di un blog. 
Perché?
Semplice: perché ogni blog è diverso dagli altri, ogni progetto nasce con obiettivi e presupposti diversi, dunque, anche con idee diverse di cosa sia il reale successo.

Alcuni blog nascono con l’obiettivo di diffondere un’idea, come think tank digitale.
Alcuni blog nascono per portare autorevolezza alla persona che sta dietro, come professionista.
Alcuni blog nascono per portare soldi. 

Alcuni blog nascono con uno di questi obiettivi, salvo poi evolversi e volerne raggiungere altri.
Ogni progetto di blogging è un laboratorio che segue le esigenze e le evoluzioni della persona o del gruppo di persone che ci stanno dietro.

Avere ampio traffico è di certo un obiettivo comune a tutti questi progetti, ma non esiste un concetto univoco di “ampio traffico”.
Una traffic milestone per un blog travel o lifestyle è molto diversa dalla traffic milestone di un blog che parla di politica caucasica o di tecnologia ecologica o di intelligenza artificiale.

Soprattutto, il volume del tuo traffico è quanto di più distaccato esista dal guadagno che puoi avere dal tuo blog. E questa, in fondo, è anche una buona notizia.

Ho analizzato meglio la questione e dato molti (ma molti molti) consigli nella

Guida al successo di un blog piccolo. 

Guida al successo di un blog piccolo - e book

Se faccio “tutto bene”, i risultati arrivano

Se scrivo SEO e ne rispetto tutte le regole, arriverà traffico e quindi raggiungerò i miei obiettivi.

Questa frase è vera solo a metà.
Se rispetti le regole SEO, che ti ricordo non hanno a che fare solo con come scrivi i singoli articoli ma comprendono anche

  • parametri E-E-A-T
  • piano editoriale con cluster strategici
  • lavoro sull’authorship
  • costanza e verticalità

allora sì, avrai più traffico. 

Da qui, però, devi capire cosa ne vuoi davvero fare di questo traffico. 
Capisci lo scarto tra le due cose?
Se fai le cose per bene, il traffico arriva, parola di blogger professionista da moltissimi anni che ha portato traffico a decine di blog, tra personali e aziendali.
Ma poi devi capire, in base agli obiettivi del tuo progetto,

  • cosa far fare a queste persone (perché sì, il traffico sul tuo blog è fatto da persone)
  • sulla base di cosa innescare una relazione
  • che progetti hai per queste persone

Il punto è che, sì, in un certo senso “se fai tutto bene, i risultati arrivano”, ma il fare tutto bene non è univoco e universale.
Le regole del “fare tutto bene” del tuo blog sono diverse dal mio ed è per questo che è necessario lavorare su qual è il tuo punto di partenza, quale vuoi che sia il tuo punto di arrivo, e creare una road map che porti da uno all’altro.

(è una cosa così importante che non a caso è da dove si parte per
il percorso Full Blogger.
Se hai tempo e ti va, oltre a capire in cosa consiste, leggi tutte le recensioni)

sabrina barbante - oltre la seo

 

Sono certa che, leggendomi, avrai capito che non voglio suggerirti di non avere aspettative, bensì di sceglierle e coltivarle con cura. 

Quando apriamo un blog è normale aspettarsi che qualcosa accada:
che qualcuno ci legga, che il traffico cresca, che chi ci legge si affezioni a noi, che arrivino clienti o collaborazioni. Il problema nasce quando siamo indotti a credere che esistano scorciatoie capaci di sostituire il tempo, l’esperienza e la costruzione di relazioni.

La cattiva notizia è che vengono smentite dalla realtà.
La buona notizia è che vengono smentite dalla realtà.

Perché un blog può crescere, un prodotto digitale può vendere, l’intelligenza artificiale può migliorare il nostro lavoro e i contenuti possono generare traffico e opportunità. Ma quasi mai accade nei tempi, nei modi e con la semplicità che ci vengono promessi e in modo automatico.

Nel complesso e molto articolato mondo della creator economy, il blogging resta l’arte di continuare a costruire anche quando ci accorgiamo che le scorciatoie non esistono.

 

 

 

 

 

 

 

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