Un blog non è solo un posto in cui portare conoscenza e nozioni.
Non lo è mai stato, e non lo è adesso, men che mai.
Sappiamo che un blog è anche il luogo in cui condividere le tue esperienze, il tuo punto di vista, la tua vision e mission, tutti elementi fondamentali per usare un blog in modo strategico.
Avere delle strategie per rendere il proprio blog un motore di relazioni è uno dei modi per rendere i propri contenuti non sostituibili dalle risposte generate dall’IA, oltre che per avere un vantaggio competitivo sui tuoi competitor.
Se vuoi, puoi unirti ai miei webinar sul mondo del blogging, che terrò nelle prossime settimane.
Parleremo delle novità in arrivo nei prossimi anni, di come cambiano i modi di lavorare e far “funzionare” il tuo blog, di come non restare indietro ma anche come non farci inglobare male nei meccanismi più crudeli della creator economy.
Relazione blogger - lettori
Per molti anni abbiamo considerato come KPI di riferimento di un blog, come fattore di merito e successo, il numero delle visualizzazioni e al massimo il così detto indice di rimbalzo.
Ma chi mi segue da più anni, sa bene che nelle mie sessioni di formazione per blogger, ho sempre dato molto più peso al traffico di ritorno, e alla forbice tra nuovi lettori e vecchi lettori affezionati.
Perché se un lettore torna vuol dire che la tua strategia narrativa sta funzionando e che dal motore di ricerca sei finita nel cuore e nella mente di chi legge.
Questo è il primo step per costruire una community di lettori costante, disposta anche ad iscriversi alla tua newsletter o ai tuoi canali collaterali.
Questa relazione è ciò che porta, ad esempio, il tuo blog a farti crescere anche sui tuoi canali social.
Oggi la cura di questa relazione è importantissima, perché in tempi in cui il traffico da organico è variabile e aleatorio, soggetto a molte più variabili rispetto a qualche anno fa, la cura della relazione con i lettori è elemento di vantaggio sul quale puntare moltissimo.
Un lettore di ritorno non è ancora, necessariamente, parte di una community, ma ha già compiuto un passaggio fondamentale: non vuole più solo una risposta, vuole che sia tu a dargliela.
Come curare la relazione con i lettori e lettrici
- Crea una newsletter e lavora alle CTA per incentivare chi legge ad iscriversi.
(scopri come creare una newsletter che arrivi al cuore dei lettori) - Incentiva i commenti e rispondi a tutti;
- Non dire solo come fare cosa, racconta anche la tua esperienza e invoglia chi legge a fare altrettanto;
- Non relegare tutto questo (CTA, inviti ai commenti e alla condivisione) alla fine dell’articolo. Fai diventare questa relazione parte integrante del testo
- Usa immagini di te: il visual aiuta nella relazione digitale. Mostra il tuo volto, il tuo sorriso, i tuoi tratti caratterizzanti: insomma, fai di tutto per ricordare che dietro al tuo testo c’è un’identità umana e riconoscibile, cosa che oggi non si può più dare per scontata.
Relazione blogger - stakeholder
Il tuo blog può essere anche un canale di relazione con clienti, editor, aziende, giornalisti, organizzatori di eventi, potenziali partner e stakeholder.
Persino con possibili finanziatori del tuo progetto online.
Il tuo blog è, tra le altre cose, un enorme archivio pubblico del tuo pensiero e delle tue competenze e queste possono essere un perno fondante delle tue relazioni online e off lline.
Come creare relazioni con stakeholder
- Parla anche a loro, scrivi articoli pensati non solo per i lettori generici che cercano un’informazione, ma inserisci nel tuo piano editoriale strategico anche approfondimenti rivolti al tipo di stakeholder che vuoi attirare;
- Coinvolgili nella creazione del tuo articolo: quando un tuo articolo tocca il lavoro, la ricerca, l’esperienza di un possibile partner, puoi contattarlo per chiedere un dato, un’opinione o un punto di vista, una breve testimonianza.
Esempio: ti occupi di beauty, vuoi scrivere un articolo sulle difficoltà dei brand green e con piccola distribuzione, ne scegli tre o quattro (con i quali non ti dispiacerebbe collaborare) e chiedi loro un piccolo virgolettato da inserire nel tuo post.
Voilà, la relazione è nata, sanno che esisti, sanno chi sei… ricondivideranno il tuo articolo. - Crea un buon format di articoli interviste, come ti suggerisco in questo approfondimento.
Relazione blogger - ecosistemi
La SEO contemporanea premia sempre meno l’idea di un sito come universo autosufficiente.
Fonti, citazioni, link, dati originali e riconoscibilità dell’autore contribuiscono a inserire un contenuto dentro un ecosistema informativo più ampio.
Ma costruire relazioni con altri ecosistemi digitali non è soltanto una strategia SEO: è una strategia di posizionamento professionale.
Come creare relazione blogger - ecosistemi
- Entra nelle conversazioni che esistono già. Leggi e cita altri blogger, newsletter, podcast, ricerche e pubblicazioni del tuo settore;
linka le fonti che hanno contribuito al tuo ragionamento e, quando hai qualcosa da aggiungere, fallo esplicitamente.
Un blog autorevole non deve comportarsi come se fosse un’isola: può diventare un nodo di una conversazione più ampia, capace di ricevere e generare collegamenti. - Costruisci contenuti che possano essere utilizzati anche dagli altri.
Dati raccolti direttamente, piccoli studi, case history, guide molto verticali, mappe, framework, esperienze sul campo, opinioni ben argomentate: più produci qualcosa di difficile da trovare altrove, più dai agli altri membri dell’ecosistema un motivo per citarti, linkarti, consigliarti o utilizzare il tuo lavoro come fonte. La relazione, in questo caso, nasce anche dalla reciprocità del valore. Questo è anche un aspetto fondamentale nelle regole della nuova SEO: - Fai circolare il tuo lavoro fuori dal tuo spazio proprietario.
Non aspettare che sia sempre l’ecosistema a trovare il tuo blog: porta i tuoi approfondimenti nelle community pertinenti, nelle newsletter altrui, nei commenti sui social, negli eventi, nei social e negli spazi professionali in cui quelle conversazioni stanno già avvenendo.
il valore di un blog non è più limitato alla diffusione di concetti
Possiamo continuare a misurare visualizzazioni, sessioni, posizionamenti e conversioni: sono dati importanti e continueranno ad esserlo.
Ma una parte del valore generato da un blog è molto più difficile da leggere dentro una dashboard.
È nella persona che arriva da Google per cercare una risposta e, mesi dopo, continua a tornare perché vuole leggere la tua risposta.
È nell’azienda che ti contatta perché ha trovato tre tuoi articoli e ha capito come lavori.
È nel giornalista che comincia a considerarti una fonte.
È nel professionista che cita una tua ricerca.
È nella conversazione nata intorno a un articolo e diventata, magari molto tempo dopo, una collaborazione.
Ed è probabilmente proprio questa una delle caratteristiche che renderanno i blog ancora interessanti nei prossimi anni.
Perché possiamo automatizzare una parte della produzione dei contenuti, possiamo ottenere una risposta senza visitare un sito e possiamo delegare alle IA una quantità crescente della ricerca di informazioni.
Ma non possiamo automatizzare il fatto che qualcuno scelga di tornare proprio da noi.
Per questo credo che il futuro del blogging non si giocherà soltanto sulla capacità di essere trovati. Si giocherà sempre di più sulla capacità di essere ricordati, riconosciuti e scelti.
Ed è una delle questioni sulle quali lavoreremo il 5 ottobre durante il live webinar
Blogging 2027–2030 – Il blog cambia ancora [e anche noi, per fortuna].

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