Mangiare spagnolo: elogio delle tapas

Che cosa intendo per “mangiare spagnolo”? Non necessariamente cibo tipico della Spagna, non necessariamente paella o patatas bravas. Oddio, le patas bravas sono sempre un bel ricordo di paprika e birra! Ma non è questo il punto.
Come già scritto nel post sui motivi per cui Barcellona cambierà la tua vita, nella mia questo paese ha aperto un nuovo orizzonte nelle attitudini mangerecce!

photo-1429012178110-d7a734a56176

 

Un viaggio in Spagna, ovunque si vada, sul piano culinario dà tantissime soddisfazioni perché offre una varietà incredibile di cibi locali, appena preparati e gustosi anche nei posti più turistici. Non mi è ancora mai capitato un menu turistico poco convincente in Spagna! Chi è di passaggio qui sembra sacro come una vacca in India.

Ho sposato e fatto mio anche nella mia vita quotidiana l’abitudine del mangiare poco, tutto (quello che le mie scelte vegetariane mi consentono) e bene, grazie alle tapas. Adatte a chi è curioso di assaggiare tutto il possibile ma senza spendere una fortuna e rotolare e soprattutto ideali per chi ama sorseggiare il vino (o la sangria) mentre mangia e assapora più cose contemporaneamente; ho trovato interessanti spunti dalle rambla di Barcellona alle sofisticate terrazze di Maillorca.

Processed with Moldiv
Processed with Moldiv

Il piccante c’è, è nascosto tra le cose, tra un bocadillo e l’altro (bocadillo: panino molto piccolo, via di mezzo tra tapas e finger food). Te lo trovi nascosto tra le tartine in agrodolce e una frittura sfiziosa.
La miglior scuola di avvicinamento al piccante è nelle tapas ispaniche, che consentono anche ai palati meno abituati allo speziato di alternare piccole dosi e goderne senza asfaltarsi la bocca.

Io amo il piccante, complici le mie origini Apulo-lucane, ma prendo atto che anche per godere dei piaceri della vita serve una scuola, come per l’alcol di qualità.

Yummy and unplanned lunch in Timisoara (at 4pm!!). It lasted 2 hours but we got out happy :-)

E qui arriviamo alla sangria e ad alcuni vini spagnoli.
Diffido in genere delle sangrie che prevedono pezzi di pesca in autunno o rotelle d’arancia in estate. la sangria migliore è quella che segue la stagionalità. Quella primaverile, a mio modesto parere, in assoluto la migliore.

 

Adesso potrei perdermi in fiumi di tristezza perché non so quando sarà il mio prossimo (nonché quarto) viaggio in Spagna, ma in verità ti dico che domani sera sarò ospite di La Cantiniera, enoteca che porta pezzi di mondo nel Salento con la rassegna Mangia, Viaggia, Ama.

IMG_9402

Parleremo di Spagna e del suo cibo, nei momenti in cui non saremo impegnati a gustare i piatti preparati da Marcella la Cantiniera.

E niente, a volte servono 400 parole per dire che non vedo l’ora che sia domani!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *