In quali paesi andare se non parli l’inglese?

Da viaggiatrice che parla 5 lingue (non tutte bene bene bene, ma tutte abbastanza bene da non darmi fuoco per la disperazione in terra straniera), non ci avevo mai pensato fino in fondo, empaticamente intendo, alla paura di viaggiare che molte persone hanno a causa delle barriere linguistiche.

Ancora di più per quel che riguarda i viaggi in solitaria, che invito sempre tutte e tutti a fare almeno una volta nella vita se non una volta l’anno.




Ma ultimamente faccio molto caso e do molto peso alle parole delle persone che viaggiano meno di quanto vorrebbero e ho notato che l’ostacolo linguistico è un grande deterrente o elemento di paura.

Inutile suggerire di studiare l’inglese perché capisco che non tutti hanno la passione per le lingue, men che mai il tempo per studiarne una nuova.
Magari parlerò in separata sede dei modi per utilizzare al meglio il poco inglese che tutti abbiamo studiato a scuola, ma adesso cercherò di risolvere il problema parzialmente, indicandoti alcune destinazioni estere in cui non dovrai avere paura della barriera linguistica perché tutti, o quasi, parlano o capiscono l’italiano, oppure perché la lingua è molto simile alla nostra e le persone sono così socievoli ed espansive da trovare un modo per aiutarti e farsi capire.

Intanto leggi anche
Metodi per imparare una lingua PRIMA di andare all’estero e senza alzarti dal tuo divano

Costa Azzurra

yoann boyer unsplash

Partiamo subito radendo al suolo un luogo comune, come piace fare a me. Ebbene sì, vai in Francia, perché la Francia non è Parigi (per fortuna, aggiungerei).

La Costa Azzurra è popolata da moltissimi italiani; i non italiani hanno un legame particolare con l’Italia e le persone sono socievoli e solari e facilmente ti aiuteranno e metteranno a proprio agio.

Ovvio, gli stronzi sono dappertutto, ma qui ho trovato un livello di accoglienza più radicato che altrove.

Portogallo 

Una delle principali esperienze di #Oporto è bere il #Porto. Questo #vino, divenuto famoso grazie all’ampio uso e importazione fatta in Inghilterra in tempi di magra e conflitti, raggiunge a mio avviso il massimo della sua espressione se bevuto sul lungofiume (#Douro) nel quartiere #Ribeira, patrimonio #UNESCO, ma il migliore si trova nelle cantine della sponda opposta, nel comune di #VilaNovadeGaia, porto vinicolo nato nel 1834 dalla fusione di Vila Nova e Vila Gaia. 🇬🇧🇬🇧 One of the main aspects of Porto experience is drinking Porto #wine. This wine has become famous thanks to widespread use and import made in #England in conflict imes; in my opinion it reaches its maximum expression when served on the riverside (Douro) in the Ribeira district, a UNESCO heritage site, but I’ve read that the best one is sold in the wineries of the opposite bank, in the municipality of Vila Nova de Gaia, port born in 1834 from the merger of Vila Nova and Vila Gaia..

Un post condiviso da sabrina (@sabrina_barbante) in data:

Sei vai a Porto a bere un po’d i buon Porto e provi a parlare in inglese, molti ti chiederanno cortesemente di parlare italiano perché lo preferiscono e lo capiscono meglio.

Poi loro potrebbero rispondere in portoghese, con molta tranquillità come se stessero parlando la tua lingua. In tal caso, sforzati a capirli come loro hanno fatto con te.

Albania 

I Love Tirana

Inutile che ti dica che in Albania l’Italiano è parlato da una grandissima fetta di popolazione.
Moltissimi sono i gestori di hotel, bar, ristoranti, che hanno studiato o vissuto per un po’ in Italia e anche le generazioni più grandi hanno discreta padronanza grazie alle trasmissioni italiane che un’intera generazione ha visto di nascosto negli ultimi anni di regime.

Da Tirana alle zone periferiche della bellissima costa, la lingua difficilmente sarà un problema, quindi parti senza paura.




Malta

E voi mi direte: “Ma come, a Malta la lingua ufficiale è l’inglese! Perché tu la consigli a chi con la lingua di Albione proprio non va d’accordo?”

Semplice. Prima di tutto perché l’inglese non è la lingua ufficiale ma la seconda lingua ufficiale.
La prima è il maltese, idioma interessantissimo sotto tanti punti di vista.
Consiglio Malta a chiunque sia interessato alle lingue in genere, perchè il maltese è un crogiolo di contaminazioni linguistiche (praticamente una lingua per ognuna delle otto punte della croce maltese).
Si tratta di una lingua semitica, cioè di base un dialetto arabo, contaminato in seguito dalle lingue romanze.

Leggendo le indicazioni in maltese sparse per strada ti sembrerà di leggere un cartelli in qualche dialetto del sud Italia o in un’inflessione disglossica della nostra lingua.

(Nel 2018 Valletta è anche capitale Europea della Cultura, quindi un motivo in più per andare. Ma dei motivi per visitare Malta, tra cui i suoi mercatini e il suo street food, te ne parlerò in uno dei prossimi post).

Svizzera, Canton Ticino

Più che un dialetto italiano, la lingua del Canton Ticino è molto simile ad una versione leggermente arcaica e nobile del nostro idioma.

Se posso permettermi di consigliarti una destinazione in particolare (ma certo che posso, altrimenti che cosa sto qui a fare?) vai a Lavertezzo, in Val di Fassa, un vero paradiso, una vera sorpresa di bellezza inattesa.

Spagna e Barcellona 

Madrid - che cosa vedere per godersela in due giorni

Se credi che lo spagnolo sia tutto sommato simile all’italiano, aspetta di leggere o ascoltare il catalano, e ti sembrerà di essere a Bari.
Decidi tu se questa caratteristica sarebbe di aiuto o meno 😉 .
Tuttavia, attenzione all’eccesso di leggerezza! Lo spagnolo è una lingua neolatina come l’italiano ma non sono così simili come molti pensano! Diciamo che la facilità in Spagna si trova più nella locale propensione a voler comprendere ed essere compresi, perchè parte di un retaggio culturale locale.




Aiutami a motivare chi non viaggia quanto vorrebbe per paura delle barriere linguistiche! Quale destinazione aggiungeresti?

20 pensieri riguardo “In quali paesi andare se non parli l’inglese?

  • Febbraio 25, 2018 in 11:01 am
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    Sono posti utili per chi non sa bene la lingua ahaha, ma penso che le cose basilari almeno per tutti bisognerebbe impararle. Ecco un’altra città dove trovi maggiormente italiani è proprio Monaco, ovunque ti giri trovi italiani che lavarono in bar o ristoranti e forse per disperazione o felicità può essere utile ma non troppo.

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  • Febbraio 23, 2018 in 11:51 am
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    Concordo pienamente con i suggerimenti che dai in questo post! Nel gioco l’ho, mi manca, – io sono una di quelle donne di mezza età che con l’inglese ha da sempre un rapporto odio amore- Malta è nel mirino da almeno un paio di anni!

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  • Febbraio 21, 2018 in 11:50 am
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    No, vabbè, mi hai fatto venire in mente quella volta che a londra mi son persa… e ho perso anche l’aereo del rientro. Tutto per uno sciopero dei mezzi e per delle indicazioni capite male, e sono andata in panico, la cosa peggiore e da non fare. Improvvisamente non mi capiva nessuno e per fortuna mi ha dato retta una dolce vecchietta che mi ha portato dalla figlia che mi ha aiutato.

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    • Febbraio 23, 2018 in 8:35 pm
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      Guarda, di Londra ricordo che forse non sapranno comunicare in lingue che non siano il londinese, ma una vecchietta/studente/trans/punk/emo che ti dà un’indicazione o che ti porta nei posti lo trovi sempre

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  • Febbraio 20, 2018 in 6:37 pm
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    Concordo tantissimo sul fatto che non è così facile come si pensa capire e parlare spagnolo per noi italiani. Io ho vissuto per alcuni mesi a Barcellona, e nonostante sapessi molto bene lo spagnolo (l’ho studiato 5 anni all’università) spesso non capivo un tubo, soprattutto col catalano!! 😀 Ho trovato però in questa città tantissimi baristi, ristoratori, gestori di negozi italiani, o che comunque lo masticavano abbastanza bene.
    Per altri paesi in si può andare senza sapere l’inglese mi viene in mente l’Istria! Quasi tutti sanno un pochino di italiano, per cui è molto facile rapportarsi!

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  • Febbraio 20, 2018 in 8:43 am
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    Io l’inglese lo parlo molto bene quindi non ho mai avuto problemi in viaggio ma con questo post mi hai fatto tornare in mente uno dei 1000 viaggi che ho nella mente ovvero un road trip in costa azzurra. Quando si ha il tempo si scelgono sempre mete lontane mentre se hai poco tempo prendi un ryanair e via… e quel viaggio è ancora nel cassetto… magari quest’anno 😀

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    • Febbraio 20, 2018 in 9:11 am
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      La Costa Azzurra in auto o in treno è uno spettacolo inimmaginabile! Ottima scelta! Di Antibes ti innamorerai perdutamente per sempre, come anche di Marsiglia. Se lo fai, fammi sapere quale città amerai di più !

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  • Febbraio 19, 2018 in 11:20 pm
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    Vero anch’io non ho fatto caso a questo punto di vista facendo part di una generazione in cui praticamente ti obbligavano ad almeno sapere l’inglese! Quindi molto interessante questo post in cui si suggeriscono dei posti senza bisogno dell inglese. Alcuni li conoscevo, ma per esempio non sapevo che si poteva andare i Portogallo con semplicità!!

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  • Febbraio 19, 2018 in 9:42 pm
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    Concordo, in Spagna e Barcellona sono più gli italiani che gli spagnoli. Sono stata anche in Costa Azzurra e non ho avuto nessun problema con la lingua. Ps. per fortuna l’inglese è molto importante, ma non ancora indispensabile 🙂

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  • Febbraio 19, 2018 in 4:31 pm
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    In Giappone la situazione a mio parere è un po’ complessa, perché a volte non capiscono bene l’inglese nemmeno in albergo (altre invece sono più bravi di te), ma grazie a qualche parola, ai fogli stampati con dati e informazioni e l’aiuto di Google Maps già riesci a cavartela decentemente.

    E poi, per chi cerca luoghi dove si parla italiano be’, c’è Londra: io sono rimasta leggermente traumatizzata dal fatto che camminando per strada o visitando i negozi sentivo parlare in continuazione un misto di italiano (in vari dialetti) e inglese (non scherzo, in tantisismi negozi c’era almeno un commesso italiano!).

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  • Febbraio 19, 2018 in 3:53 pm
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    Io sono tra quelli che all’estero evita gli italiani il più possibile, preferisco dedicarmi alla gente del posto e anche dove mi arrangio con la lingua sentire che parlano italiano mi piace. Concordo sul fatto che lo spagnolo non è così scontato, io l’ho studiato e quindi parlarlo bene non è così facile. Mi sentirei di aggiungere Slovenia e Croazia, per ovvie ragioni l’italiano è molto parlato, in Croazia più dagli anziani.

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  • Febbraio 19, 2018 in 1:20 pm
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    Io sono stata a Barcellona e devo dire che ogni due passi incontravo un italiano! Anche nei ristoranti/bar c’era sempre il ragazzo o la ragazza italiana di turno a lavorare!

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    • Febbraio 19, 2018 in 2:18 pm
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      eh sì, questo è un altro aspetto da considerare, hai ragione: il numero di italiani che anche solo per brevi periodi lavorano nei luoghi più frequentati dai viaggiatori italiani

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  • Febbraio 19, 2018 in 9:10 am
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    Vero concordo.
    Io abito a Vienna da quasi 11 anni e vedo molto italiani che non si sforzano a parlare inglese, ma pretendono che gli altri capiscano.
    Però purtroppo se non si è portati per imparare una lingua son del idea che: o si sta a casa propria o si va nei paesi in cui l’italiano viene capito e parlato.

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    • Febbraio 19, 2018 in 2:24 pm
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      Oddio, io non sono di questo avviso (non potrei, dal momento che il mio lavoro sta nel motivare a viaggiare chiunque).
      Il punto è che non ci sono solo i viaggiatori under 30 o under 40 che non parlano inglese per pigrizia o per chiusura mentale. L’Italia è piena di persone terza età che vorrebbero viaggiare perchè le tasche e la salute lo consentono, magari dopo che i figli si sono finalmente tolti dalle balle, ma non hanno mai potuto o dovuto studiare l’inglese. Oppure tante persone giovani completamente devastate dal modo tremendo con cui si insegnano le lingue, cioè un metodo basato sul giudizio che non tiene minimamente in conto il fatto che una linga è comunicazione è il giudizio tarpa le ali e castra ogni velleità comunicativa.
      Diciamo che consiglio a chi non ha capacità/fortuna di parlare più lingue di partire da questi paesi per “sciogliersi un po'”. Così da avere meno paura e pian piano provare a comunicare ovunque in qualunque modo possibile.

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  • Febbraio 15, 2018 in 8:38 pm
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    Sicuramente Romania, dove moltissime persone conoscono l’italiano alla perfezione, specialmente ora che tanti servizi sono stati delocalizzati là

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