Un tempo la SEO era una questione di formule (quasi) matematiche: keyword giuste, densità calcolata, backlink, immagini ottimizzate.
Per quanto oggi questo sia ancora parzialmente valido, questo paradigma così freddo ha finito il suo corso.
Non basta più posizionarsi: bisogna essere ricordati.
Se fino a qualche anno fa questo approccio era sposato solo da me e pochi altri visionari romantici, mentre gli aranzulliani facevano quattrini sul keyword stuffing, oggi l’importanza dell’essere non solo trovati ma ricordati non è più una teoria, ma la regola della Nuova SEO.
I motori di ricerca sono più vari (Google non è più l’unico campo di gioco), e soprattutto le persone cercano in modo diverso.
Oggi l’utente cerca o risposte super veloci a domande molto secche (e per questo si ferma a quel che dice la SGE o l’IA), o cerca, per ricerche più complesse, un riferimento unico, umano, un tono riconoscibile e… memoriabile.
Ecco perché il vero nuovo fattore SEO è la tua identità autoriale.
Anche di come costruire la tua (forte) identità autoriale ti parlo nel webinar LA NUOVA SEO.
Dal ranking alla risonanza
Per anni abbiamo pensato alla SEO come a una gara di posizioni.
Prima pagina, posizione zero, seconda posizione, top 3:
erano queste le metriche che decidevano il successo di un contenuto, secondo il parametro del “più sono i click, più è il traffico, più il mio portale ha valore”.
Oggi il ranking non basta più;
Abbiamo infatti visto come tutta la struttura della SERP sia cambiata: ad ogni domanda oggi troviamo
- risposta della SGE
- FAQ (le persone hanno chiesto anche)
- risultati della ricerca (dopo almeno tre o quattro scroll)
Non c’è da stupirsi se dico, dunque, che l’epoca della prima posizione è finita, come è finita l’epoca delle KeyWord.
Quello che conta non è più essere il primo risultato che appare, ma di certo conta essere l’ultimo su cui si sofferma un lettore.
Puoi apparire mille volte in una ricerca, ma se chi ti trova
- entra, legge due righe ed esce,
- non interagisce con il contenuto (con scroll, click, commenti, navigazione interna)
- non si iscrive ai mezzi per non perderti di vista (newsletter, canali alternativi ecc),
la tua partita sul web è giocata solo a metà e a meno della metà del tuo reale potenziale.
L’utente oggi non cerca solo risposte: cerca un’esperienza di lettura che lasci un segno, una voce che riconosca come familiare. La nuova SEO è essere ricordati, non solo trovati.
Identità autoriale: il nuovo SEO factor
Oggi. il nuovo importante “fattore X” è l’identità autoriale.
È il modo in cui scrivi, fatto di tono, ritmo, visione, a trasformare un articolo da semplice contenuto “funzionale” a pezzo ricordabile.
Un articolo funzionale risponde a una domanda.
È utile, ma sostituibile.
Un articolo ricordabile, invece, resta nella mente del lettore perché porta con sé una voce riconoscibile, una prospettiva che non si confonde con nessun’altra.
È questa differenza a generare risonanza: un titolo evocativo che fa fermare lo scroll, una frase che resta appuntata in un quaderno, una metafora insolita che apre nuove immagini mentali.
Ecco alcuni esempi concreti:
- Dal classico “Cosa vedere a Istanbul” al più autoriale “I fantasmi di Piazza Taksim”
- Dal neutro “Sport tradizionali in Kirghizistan” al narrativo “Il corpo nomade: viaggio tra forza e resistenza”.
- Dall’informativo “10 cose da sapere sulla SEO” al provocatorio “L’era delle keyword è finita”.
Non è (e non deve essere) clickbait; il titolo deve tornare ad essere una promessa, non solo di una risposta utile ma di un punto di vista inedito, il tuo .
Generare ritorno dopo il click
La metrica per misurare la soddisfazione che ci dà un web magazine, oggi, non è più il click, ma il ritorno.
Un articolo che funziona davvero non è (più solo) quello che intercetta una query e porta un lettore occasionale sul tuo sito;
è quello che fa sì che quel lettore torni, cerchi di nuovo il tuo nome, aspetti un tuo aggiornamento, si iscriva a una newsletter o decida di seguirti nel podcast.
Solo la tua identità autoriale crea continuità.
Newsletter, podcast, community diventano gli spazi dove il tuo pubblico non arriva per caso, ma perché sceglie di esserci.
In questo senso, la scrittura memorabile è un ponte: accompagna chi ti scopre in SERP verso un rapporto più intimo, meno algoritmico, più umano.
3 pratiche per essere indimenticabili online
Nel webinar LA NUOVA SEO, del 9 settembre, parleremo in modo approfondito di come creare la tua unicità anche nei testi long form e imbarcarti nella sfida delle nuove (interessanti) dinamiche SEO.
Per adesso, ti do tre spunti utili.
Scrivi per lasciare un’immagine, non solo un’informazione.
Un’informazione si consuma in fretta, un’immagine resta. Un’immagine può essere una metafora insolita, una descrizione vivida, una frase che “colora” l’immaginazione del lettore.
Cura l'intensità di aggancio e chiusura
La frase e l’immagine di apertura è ciò che determina quanto hai incuriosito il lettore ad andare avanti.
Il finale di un articolo è il punto in cui si decide se il lettore sentirà il bisogno di tornare.
Coltiva unicità
Ogni creator, anche nella scrittura long form, spesso vive anche su altre piattaforme, come Instagram o Tik Tok.
Sono luoghi utilissimi, ma dove è facile perdere di vista la propria unicità a vantaggio del manierismo apparentemente premiato dagli algoritmi.
Les amis, la sfida per l’originalità, l’unicità della nostra voce, si gioca anche su queste piattaforme ma si crea, mette radici e si rafforza sul nostro blog.
E’ qui che possiamo sperimentare, fare esercizi di stile e di unicità che poi possiamo portare anche sulle piattaforme di infortainment.
Con successo o almeno con un po’ di motivazione e divertimento in più.

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