Come scrivere commenti che portino beneficio (e traffico) al tuo blog?

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Les amies, parliamo di mera strategia! No, dai non è vero, non solo almeno.

Tempo fa ho scritto un post sull’importanza (e la bellezza e il divertimento) di commentare altri blog non solo al fine di dimostrare apprezzamento e dar soddisfazione a chi scrive, non solo per aumentare la tua cultura generale (io dai blog imparo davvero tanto) ma anche per portare autorità e traffico al tuo blog. 

Ti invito a rileggerlo e intanto riassumo che commentare è importante perché:

  • contribuisce ad aumentare la tua page authority;
  • aiuta a portare traffico al tuo blog;
  • ti aiuta a posizionarti meglio su google;
  • aiuta a darti una “reputazione” tra altri blogger.




Ma, questo vale per tutti i commenti?

bilancio travel blogger
kelia hotzel – unsplash

Ehm… no, purtroppo (o per fortuna) no.

Ci sono commenti e commenti e non tutti sono utili anzi, a volte possono anche essere deleteri.

Adesso, sulla base di quello che ho appreso in tanti anni di esperienza e tictac-tictac sulla tastiera, ti dico come far sì che i tuoi commenti su altri blog possano essere davvero utili al tuo blog.

1 – Lunghezza: quando less IS NOT more manco per niente

Scrivere Ok, well done.
Bel post.
Brava ben detto

…non è utile, né a te ne al blog che commenti.
Davvero, piuttosto è meglio non commentare affatto, per diversi motivi.

Prima di tutto perché Google rileva come spam tutti i commenti al di sotto delle 8 parole e perché un blogger può essere infastidito all’idea che tu commenti senza dare nemmeno una lettura ad un paragrafo. Anche a te darebbe fastidio, vero?

2 – Stai sul pezzo

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Se hai un blog e non hai ancora un anti spam o uno spam tracker nel tuo blog saprai che ogni giorno arrivano diversi commenti fake al tuo blog, provenienti da sistemi automatici creati da aziende di tutto il mondo per portare traffico ai loro siti.
Per cui che tu scriva di lotta alla fame nel mondo, di moda o di traffico di organi, ti arriveranno commenti tipo:

“this is a great post, keep on writing, the internet really needs something like this”

Cioè commenti generici, spesso anche molto più brevi di questo esempio e non circostanziati, tramite i quali aziende che vendono “cose” cercano di attirare il tuo traffico sui loro siti/blog.

Non fare come loro ti prego. Fallo per il tuo bene. Non diventare come la ditta indiana che produce sigari elettronici che cerca di approdare sul mercato europeo scrivendo ‘ste frasi fatte sotto i tuoi articoli (a true story). Non fare sì che i tuoi messaggi finiscano nelle cartelle spam di tutta la rete.

I commenti devono essere mirati, dai un tuo parere su ciò di cui si parla, fai una domanda all’autrice.

Leggi con la consapevolezza che puoi imparare qualcosa di nuovo e commenta di conseguenza.

3 – Prova a scrivere un commento di almeno 7-10 righe.

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Lo so, adesso chiedo troppo, ma la cosa è per il bene anche del tuo blog.
Scrivi non nell’ottica che si tratta di un commento ma di un “guest post” o “guest comment” in cui dici il tuo parere sull’argomento.
In questo modo, non solo per i motori di ricerca quello risulterà come un piccolo guest post, cioè un tuo articolo ospitato su un altro blog, ma ti aiuterà anche a…

4 – …distinguerti dalla massa,

e quindi farti conoscere meglio e darti una reputazione tra i tuoi colleghi e colleghe sparse nel mondo.

Ci sono delle blogger che per me ormai sono delle celebrità, alle quali associo un nome e un volto, insomma, per me sono influencer.
Ebbene, il percorso per essere micro influencer parte o passa anche da qui.

Leggi anche
“Micro influencer: chi sono? qual è la loro utilità?
come diventarlo? (potresti già esserlo)”

5 – Cerca di commentare laddove c’è reciprocità

Ovviamente, la cosa migliore è commentare blog dove hai almeno una possibilità che l’autore o autrice prima o poi ricambi il favore e commenti i tuoi post. Per avvicinarsi a questa possibilità è possibile:

  • scegliere di commentare blog dall’argomento affine a quello del tuo;
  • commentare post recenti;
  • creare contatti che vanno oltre il blog (ad esempio sui social);
  • iscriversi a gruppi in cui ci si scambia commenti, come questo, gestito da me e dalla bravissima Eugenia Nazarova.

Allora su, fai crescere la tua page authority commentando questo post… seguendo le regole di cui sopra. Io in cambio prometto di commentare anche il tuo blog 😉

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17 pensieri riguardo “Come scrivere commenti che portino beneficio (e traffico) al tuo blog?

  • Febbraio 20, 2018 in 3:23 am
    Permalink

    E adesso capisco perchè, nel mio website novellino ed esclusivamente in italiano, avevo dei commenti totalmente in inglese e con nessun nesso con i miei contenuti 🙂 Buon articolo informativo!

    Risposta
  • Gennaio 22, 2018 in 3:31 pm
    Permalink

    Ok, quindi un’organizzazione diciamo ‘verticale’, in cui ti focalizzi ogni giorno su una sola delle attività legate al blog (che sono tante!). Mentre la parte social è talmente rapida che per forza di cose va fatta ogni giorno (che in sé è anche un piacere comunque). Noi come dicevo lavorando full time abbiamo un po’ di difficoltà, quindi stiamo facendo una lista di blogger che seguiamo perché ci piace il loro stile, che troviamo affini o anche talmente diversi da poterci insegnare qualcosa. La lista chiaramente è aperta e tende all’obesità, perché è tutta una connessione tra blogger ed è molto stimolante ma bisogna anche sapersi focalizzare. Siamo d’accordo, si tratta di un investimento: tempo, denaro, energia. A fronte di soddisfazioni immateriali e – ci si augura – anche una qualche retribuzione 😀 ! Come al solito, si piazza tutto sulla bilancia e si vede dove pende! Grazie per la tua risposta Sabrina, e se avremo qualche altro dubbio, sappi che approfitteremo ancora di te! 😀 <3

    Risposta
  • Gennaio 20, 2018 in 10:32 am
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    Al grido di ”Stare sempre sul pezzo!” eccoci qui a commentare questo post interessante e soprattutto concreto (e ancora non siamo riusciti a commentare quello sul Blog Magazine… ce la faremo)! Cade qui a fagiuolo un dubbio su cui da un po’ stavamo riflettendo, e chiediamo lumi e tips basati sulla tua esperienza: come organizzi la tua attività ‘commentatoria’ (se hai un’organizzazione)? Mi spiego meglio. Lasciamo da parte i commenti che uno fa per ragioni ”personali”. Parliamo di lavoro: se hai dei clienti, immagino che tu possa stabilire del tempo ogni giorno da dedicare al cliente X, tempo che comprende anche l’attività di comment marketing. Per il proprio blog ha senso fare altrettanto? Tu ti confronti con vantaggi e svantaggi di essere freelance, noi con quelli di lavorare in una redazione 9 ore al giorno (tipo, anche oggi che è sabato, o le domeniche) e alla fine spesso non riusciamo a interagire on line per il nostro blog come e quanto vorremmo. Avevamo pensato di ”stabilire” un tot di tempo fisso da dedicare a commenti, social, etc etc, ma non vorremmo perdere in naturalezza. Nel senso che per un cliente è un conto, ma per noi stessi vorremmo trovare un equilibrio tra il fare rete perché utile e il fare rete per condividere e perché ci piacciono davvero certi argomenti, certi blogger, certe foto, insomma fare rete con spessore e qualità. Per sintetizzare: c’è la quadra? Come l’hai trovata? Grazie mille e ora corro a commentare l’altro post 😀 ! Simona (la scrivente) e Federico

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    • Gennaio 21, 2018 in 3:55 pm
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      Carissimi, domanda più che appropriata e anche da un milione di dollari.
      Nei giorni della settimana dedico un monte ore preciso, diverso giorno per giorno ma più o meno costante ogni settimana, per i clienti. Se una volta il tempo dedicato al mio blog (content writing, social e commenti cui rispondere e commenti da fare) era affidato agli “scarti e rimasugli di tempo”, è poi arrivato un momento in cui ho deciso che anche il tempo per il blog andava calendarizzato e regolarizzato. Per cui ci sono dei giorni in cui pubblico nuovi contenuti, altri in cui traduco i pezzi (il mio blog e i miei social sono in doppia lingua). e poi ogni giorno (o almeno 5 su 7) mi dedico alla rete, alle interazioni con altri blogger sia sui blog che sui social e alla gestione del gruppo su facebook menzionato nel post. Queste ultime attività sono praticamente quotidiane.
      Per farlo, udite udite, ho accettato meno lavori retribuiti da altri clienti. Ebbene sì, lo vedo come un investimento su un’attività o una parte del mio piccolo business, nel quale credo.
      Arriva un momento in cui, come dire, il blog non è più solo un hobby e non dipende tanto da quanto (e se) fatturi ma da quando percepisci che il prodotto che crei è “maturo” e merita il giusto spazio e il giusto tempo.
      Spero di aver risposto alla domanda. In caso contrario, ri-chiedete pure 🙂

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  • Gennaio 17, 2018 in 7:51 am
    Permalink

    Una bella guida su come scrivere commenti validi, il che rende i commenti su questa pagina particolarmente soggetti al giudizio critico dei lettori… 😄 I suggerimenti espressi vanno oltre il lato puramente “tecnico”, che di solito prevale nella maggior parte delle guide che si trovano online (per esempio, la lunghezza minima per non essere etichettati come spam). Si tratta di ragionamenti mirati e frutto dell’esperienza sul campo. A pensarci bene, potrebbero sembrare ovvi, ma evidentemente molta gente non ci pensa…

    Risposta
    • Gennaio 17, 2018 in 7:56 am
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      PS. come mai la scelta di mostrare i commenti dal meno al più recente? Sul mio blog li ho impostati al contrario, in modo che il più recente compaia in cima e i meno recenti (che già hanno occupato posizioni in alto) scendano man mano che arrivano “contenuti” più freschi. Avendo poca esperienza magari non ho considerato alcuni pro e contro dei due metodi… 🤔 🙂

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      • Gennaio 17, 2018 in 9:11 am
        Permalink

        Ciao Federico, a dire il vero è l’impostazione di default del plug in che utilizzo ma la tua domanda mi fa seriamente ripensare a questo aspetto al quale fino ad ora non avevo pensato. Ecco vedi, anche i commenti possono rendere un post molto più utile e completo, come in questo caso!

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  • Gennaio 16, 2018 in 5:39 pm
    Permalink

    Da novellina del blogging questo articolo è e mi sarà molto utile! Non ho mai pensato a come alcuni commenti possano risultare spam in quanto standard e utilizzati anche da aziende o siti come quelli di cui hai parlato. Fortunatamente, quando commento è perché un articolo mi ha colpito molto e credo di aver sforato quasi sempre le 8 parole. In futuro ci starò però ancora più attenta! Grazie ancora per gli utili consigli 😊

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  • Gennaio 16, 2018 in 5:21 pm
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    Parole sante! I blogger devono capire l’importanza di fare commenti di qualità e scordare di ‘less is more’, basta con i commenti generici e inutili a tutti! Nell’universo dei blog non funziona così! Grazie per avermi menzionato, Sabrina! È davvero un onore!

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  • Gennaio 16, 2018 in 12:48 pm
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    Devo ammettere che 7/10 righe a volte sono impossibili per me da raggiungere 😅
    Lo trovo davvero un post molto utile, non sapevo di alcune regole di Google (fra l’altro, cambiano in base a come si alzano la mattina dal letto), quindi adesso starò ancor più attenta del solito.

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    • Gennaio 16, 2018 in 2:25 pm
      Permalink

      Come dicevo anche in un altro commento,un commento mirato e interessante di 20 parole conta di più di 20 righe a caso

      Risposta
  • Gennaio 16, 2018 in 10:15 am
    Permalink

    Finalmente un post che davvero in molti dovrebbero leggere. Spesso arrivano addirittura solo le faccine! Ma davvero! Commentare solo per commentare non serve a nulla, anzi porta solo via tempo. Non ne ho mai capito il senso. Io di solito commento in base all’articolo che ho letto ma devo ammettere che non sempre arrivo alle 7/10 righe!

    Risposta

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