Blog tour: che cosa sono, come funzionano e come partecipare

Se hai un blog di viaggi e soprattutto se ne leggi altri (condizione importantissima per migliorare) di certo hai sentito parlare dei Blog tour, ma dal momento che noi amiamo ribadire l’ovvio e partire da zero, ti dico brevemente che cosa sono.

Si tratta di viaggi di vario tipo, organizzati da enti del turismo, enti di promozione territoriale o tour operator, per promuovere un territorio attraverso lo storytelling fatto dai professionisti del settore, cioè i blogger o influencer/micro influencer particolarmente forti (o semplicemente molto bravi) sui social.

I blog tour possono essere di tantissimi tipi diversi, a seconda dell’interesse promozionale e dal core business dell’ente o azienda che lo organizza: viaggi e gusto, enogastronomia o viaggi avventura, in Italia o all’estero, blog tour in giro per istituti termali e spa o viaggi letterari , di due giorni o di una settimana.

I blog tour sono come i vecchi viaggi stampa? 

Per certi aspetti i blog tour sono simili a quelli che un tempo si definivano “viaggi stampa” o press tour, in cui si faceva più o meno la stessa cosa ma con giornalisti di testate di settore.




C’è però una differenza di rilievo tra i blog tour e i vecchi viaggi stampa: fino a una decina di anni fa (per capirci, quando le testate giornalistiche ancora assumevano e i giornalisti e contributor non erano freelance a partite iva pagati ad articolo) i partecipanti non erano mai retribuiti e non vi era alcuno scambio diretto tra ente organizzatore e partecipante.
Non era etico (e per certi aspetti nemmeno legale) offrire un compenso anche perché, di fatto, un giornalista iscritto all’albo non può accettare denaro per descrivere prodotti in articoli a propria firma.
Certo è che però, un tempo, i giornalisti “inviati” avevano quasi sempre alle spalle uno stipendio pagato dalla testata di riferimento e partecipare era un modo per lavorare per la propria testata, ma rilassandosi e uscendo un po’ dalla routine della redazione.
In pratica fino all’avvento dei blogger sul mercato dello story telling e dell’informazione per i viaggiatori, l’invito ai tour arrivava alle testate, che decidevano se mandare in tour l’editorialista di punta o l’ultimo degli stagisti.

home restaurant_travel_low budget

Oggi è l’opposto: ogni blogger o giornalista invitato ad un tour (perché sì, nei blog tour spesso ci sono anche giornalisti)  nove volte su dieci è un lavoratore a partita iva come quasi tutti i blogger full time, che dedicherà al progetto del tour intere giornate lavorative, con la semplice presenza o, nella maggior parte dei casi, producendo continuamente materiale video e scritto da usare live sui social e a posteriori nei propri blog post.
Non è dunque difficile capire il motivo per cui oggi una proposta economica è sempre bene accetta.
Ma al lato economico è il caso di dedicare un paragrafo a parte.

I blog tour sono retribuiti?

Fonte Verde, San Casciano dei Bagni – da un mio blog tour in Val di Chiana

Alcuni sì, altri no. Ma in tutti i casi il trattamento deve essere chiaro fin da subito, dall’invito che si riceve o dalla call pubblicata sul sito dell’ente/azienda che lo organizza. Sta poi al singolo blogger decidere se partecipare/candidarsi o meno.

In questo caso credo che sia utile e opportuno per ogni blogger conoscere il valore monetario del proprio lavoro, anche sulla base della propria domain authority e engagement rate, cioè l’autorità on line a seconda del proprio traffico e il livello di interazione sui social.

Comunque sia, le spese di vitto e alloggio devono essere coperte per tutta l’esperienza.
C’è dibattito sulle spese di viaggio: nella maggioranza dei casi, anche per i tour non retribuiti gli enti coprono comunque le spese di viaggio mentre, in pochi casi, c’è chi non si propone di coprire nemmeno quelle.
Preferisco non approfondire questi ultimi casi perché non li ritengo dei veri blog tour: infatti i blog tour sono, indipendentemente dal budget disponibile, dei progetti di privati, e non verrebbero organizzati se chi li pianifica non avesse calcolato un tornaconto di immagine o anche economico.
Trovo molto basso, in un’ottica di etica del lavoro, chiedere a qualcuno di produrre del materiale (articoli, back link, foto con tag sui social ecc.) caricando sul lavoratore anche le spese d trasporto.

app nomadi digitali_sabrina
ph. Viola Capotosti, Maratea

Per capire quando è opportuno chiedere un compenso, io ho una mia strategia:
Se l’ente che organizza il tour fa delle richieste specifiche in merito alla produzione di materiale, cioè se vengono chiesti tot articoli, tot foto, tot storie su instaram ecc., insomma, se c’è una precisa richiesta di prestazione professionale, è opportuno che si alleghi relativa proposta economica.

Se invece si tratta di un “invito a prendere parte a…”, dal quale poi può essere prodotto materiale a discrezione del blogger, è accettabile anche una partecipazione gratuita (ma con copertura di tutte le spese).




Come partecipare ai blog tour? 

sabrina al computer mentre lavora a bordi piscina

Veniamo al dunque: come si fa ad essere inviati o a auto invitarsi ai blog tour?
Purtroppo non esiste (ancora) una bacheca nazionale con i blog tour in programma nel corso dell’anno, con tanto di spazio per possibili candidature. Nell’attesa che io o chi per me se la inventi, vediamo quali altri canali possono esserci:

  1. Distribuire il proprio media kit alle fiere di settore, scrivendo chiaramente “disponibile per blog tour” e magari specificare se si è o meno disponibili a prendere in considerazione i blog tour gratuiti.
  2. Leggere su altri blog a quali tour hanno partecipato i nostri blogger preferiti e mandare un piccolo pitch (sempre con media kit allegato) agli enti citati in questo articoli, affinché ci tengano presenti per ipotetiche future collaborazioni.
  3. Fare rete in gruppi sui social e nelle chat tra blogger, perché è nell’ambiente che spesso ci si passa le informazioni. Fare rete è importantissimo in ogni lavoro autonomo, mi raccomando!
  4. Consiglio per “pro”: organizzare da te un viaggio individuale.

Quest’ultimo sembra un consiglio bislacco ma non lo è affatto. Se pianifichi un viaggio in un posto, a spese tue, puoi metterti in contatto con un ente del turismo locale e chiedere se hanno da proporti dei tour specifici e organizzati; generalmente gli enti del turismo offrono tour gratuiti e city card per blogger e influencer, soprattutto se è chiaro che il viaggio è già stato prenotato e in parte organizzato.
Questo approccio è più simile ad un Viaggio Sponsorizzato, diverso dal blog tour e del quale scriverò quanto prima.
Da un piccolo approccio di questo tipo possono anche nascere collaborazioni più lunghe e articolate.

Hai mai fatto un blog tour? Se sì, da chi era organizzato? Avresti altri suggerimenti in merito al complesso mondo dei blog tour?

 

 

21 pensieri riguardo “Blog tour: che cosa sono, come funzionano e come partecipare

  • novembre 8, 2018 in 11:21 am
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    Utile è dire poco. Alcune cose già le sapevo ma altre hanno chiarito dubbi che credevo avere solo io. La retribuzione resta per me il tasto dolente, forse quando il blog crescerà un pelino di più riuscirò a gestire meglio quella parte. Per il momento però sono diventata molto più selettiva e riesco a vedere con più lucidità le opportunità ma anche gli “sfruttamenti”. Grazie Sabri!

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  • novembre 7, 2018 in 8:21 pm
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    Non ho mai partecipato ad un blog tour ma so cosa sono.
    Il mio blog di viaggi è ancora molto giovane e non sono sicuramente una professionista ma mi piacerebbe molto partecipare, soprattutto per conoscere altri blogger professionisti.
    La mia paura è che questi blog tour siano dei veri e propri tour de force per i poveri blogger che vengono sballottati qua e in là e alla fine si finisce per vedere troppe cose di corsa e in più con l’obbligo di fare foto, video e articoli senza nemmeno avere la certezza di essere pagati.

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    • novembre 8, 2018 in 9:44 am
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      Sono dei veri e propri lavori: sì, confermo che i ritmi sono davvero serrati e fare foto belle, interessanti e naturali in poco tempo è davvero impegnativo ed è per questo che è importante stabilire un compenso economico perché si tratta davvero di un lavoro.

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  • novembre 7, 2018 in 2:38 pm
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    Super interessante e pienamente condivisibile il tuo punto di vista sui blog tour, soprattutto l’analisi sull’evoluzione del mercato e perché se ci si poteva permettere di non pagare un giornalista mandato dalla propria testata, oggi non è serio richiedere prestazioni gratis a blogger o giornalisti.

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  • novembre 7, 2018 in 9:03 am
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    A me hanno invitato per due volte a un blog tour ma senza rimborso spese di viaggio e non ho accettato. Non dico che debba essere retribuito sempre e comunque, ma le spese di viaggio devono essere coperte perchè altrimenti veramente ci vai a perdere.

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  • novembre 7, 2018 in 8:01 am
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    Mi è capitato di essere invitata a due blog tour, ma purtroppo erano troppo lontani dal tema del mio blog (ho un destination blog dedicato a Bergamo) per tanto ho dovuto declinare invito. Ho trovato info su blog tour fatti nella mia città e mi sono proposta per i prossimi.
    In questo momento ho deciso di partecipare solo a iniziative sul mio territorio gratis o che prevedono la gratuità completa per i blogger. In caso contrario, passo ad altro. A volte faccio delle eccezioni, se l’iniziativa o l’attrazione è davvero super e il mio blog ne guadagnerebbe in termini di visibilità e autorevolezza ma sono sempre più rare.

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    • novembre 7, 2018 in 1:16 pm
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      Scusa, vuoi dire che si sono anche blogger che pagano per partecipare ai blog tour? sarebbe come se un idraulico pagasse per aggiustarmi il lavandino…

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  • novembre 7, 2018 in 6:55 am
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    Grazie per questo post, finalmente ho le idee più chiare di cosa sia un blog tour. Io non ho mai partecipato, essendo in Australia, faccio fatica e qui non mi sembra che ne facciano (faccio parte di un gruppo blogger aussi). E’ una bella iniziativa e utile sia per il territorio che per i blogger/giornalisti. Magari studio un po’ e ne organizzo uno qui .. chissà! (saresti la prima che invito!)

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  • novembre 6, 2018 in 9:14 pm
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    Ho letto con interesse l’art poiché io mi occupo sia di food che di Travel, spesso ho partecipato ad eventi, a volte blog tour e le spese sono sempre state coperte. Diverso come dici tu il discorso del viaggio in autonomia che trovo molto interessante, poco tempo fa ho infatti realizzato un mini progetto di week end sul lago di Iseo

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  • novembre 6, 2018 in 6:13 pm
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    Ho imparato un sacco di cose da questo post, grazie di tutte le dritte che hai condiviso. E sono anche d’accordo con il commento di Giovy, ancore non c’è una mentalità imprenditoriale in questo senso.

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  • novembre 6, 2018 in 12:40 pm
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    Grazie mille per questo articolo. Sono un po’ nuova nel mondo dei travel bloggers e non sono ancora esperta su tutto! Avevo sentito parlare di questi blog tour, ma non sapevo come funzionassero. Grazie mille per le spiegazioni molto chiare!

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  • novembre 6, 2018 in 12:21 pm
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    Sempre impeccabile la mia dolce Sabri. Ricordi? Questa domanda (fee, non fee, o cosa si aspettano da noi una volta tornate a casa) te la feci proprio quando ci incontrammo per la prima volta in Salento. Sei sempre chiara e precisa. Rispondi esaustivamente a tutte le domande che molte neo blogger si fanno. Ti adoro per questo, SEOaddicted!

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  • novembre 6, 2018 in 11:13 am
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    Letto tutto d’un fiato … tema caldo di questi ultimi giorni.
    Tante riflessioni da fare e tanti puntini sule i ancora da mettere. E’ un lavoro in divenire che è appena iniziato.
    Concordo sul fatto che le riflesisoni vanno fatte in modo accurato, vagliano bene pro e contro e come sai, su alcuni tipi di impostazioni e premesse da parte di chi organizza, non sono in accordo. Molto interessante la tua riflessione

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  • novembre 6, 2018 in 5:33 am
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    Sono due le cose che mancano sempre nell’organizzazione di un blog tour, per me. La prima, lato cliente, è la volontà di interagire con i social del blogger una volta in atto l’attività. La seconda, lato blogger, è la capacità di produrre un resoconto analitico che dia al cliente, anche sul lungo periodo, l’idea di cosa sia servito il proprio investimento. Sono una blogger di lunga data ormai e, per lavoro, organizzo anche attività promozionali per blogger (ma non solo). Ogni volta che chiedo un report, sembra cadere il mondo.

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    • novembre 6, 2018 in 9:02 am
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      Ma sai che non mi hanno mai chiesto un report? Eppure hai ragione, sarebbe giusto e sensato (ne ho fatti tanti, di report, quando lavoravo nel provato e concordo che servano eccome).
      Vorrei a breve scrivere un post su come organizzare un blog tour fatto bene e il tuo aiuto potrebbe essere davvero prezioso.

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  • novembre 5, 2018 in 9:19 pm
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    Post super interessante, grazie di aver condiviso le tue dritte! Al momento ho (ancora) un altro lavoro oltre al blog e quindi non mi ero mai interrogata più di tanto sulla giusta retribuzione dei blog tour. Probabilmente è anche questa mentalità a non farmi fare lo scatto a blogger full time per cui d’ora in avanti cash & networking come se non ci fosse un domani 😉

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    • novembre 6, 2018 in 9:04 am
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      yeah Sista! 😉 Anche perchè, da quel che vedo, la tua attività di networking un’azienda privata la pagherebbe eccome. Se un tempo un addetto stampa “costava” sulla base della sua agenda contatti, oggi un PR digitale vale anche a seconda dei numeri dei gruppi attivi che amministra in rete.

      Risposta

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