Vuoi lavorare come blogger? Ecco alcuni piccoli investimenti da fare

Bene, bene, e così vorresti lavorare e magari anche guadagnare con un il tuo blog.

La buona notizia: è possibile. Possibilissimo.
A tal proposito prova a leggere anche

Guadagnare con un blog: quello che le blogger non dicono 

La notizia così così: è un lavoro come gli altri e come gli altri implica impegno e costanza, soddisfazioni, attese, frustrazioni.

La cattiva notizia: come ogni altra professione, ha bisogno di piccoli investimenti in attrezzature e “strumenti del mestiere”.




Piccola attenuante: non si tratta di investimenti costosi come, ad esempio, quelli di un dentista, di un’estetista che passa dal fare le cerette a casa all’elettrocoagulazione in laboratorio e persino meno costosi degli investimenti di una traduttrice (che per un CAT tool medio deve sborsare sui 500 dollari).

Premessa fatta, adesso ti dico quali sono stati i miei investimenti iniziali, molto piccoli, e quali sono i miei investimenti attuali, leggermente più importanti.

NB: come tutti gli investimenti in una piccola impresa in nuce, sono destinati a portare introiti superiori del 40% all’investimento iniziale, nell’arco di 6 mesi, 1 anno.

1 – Hosting

full time blogger - in my suitcase

Anni fa sono passata da un blog con Joomla a WordPress.com.
Si è aperto un mondo di bellezza, possibilità di apparire professionali, template gratuiti e intuitivi.
Così come molti parlano estasiati del loro passaggio dalla marca di computer e sistema operativo A al sistema operativo B, io parlo del mio primo passaggio a wordpress.

Poi però nel tempo ho imparato a scoprire il potenziale del mio blogghino e a… sentirmi in una gabbia di bellezza e intuitività.

Per usare al meglio un blog devi poter scaricare plug in, gratuiti o a pagamento e per farlo hai bisogno di un hosting professionale che ti consenta di farlo (e wordpress.com non lo consente affatto).

Serve un plug in per le impostazioni SEO, come minimo.
Serve un plug in per le statistiche, per rintracciare le parole che dai motori di ricerca portano al tuo blog.
Serve un plug in per mostrare la tua pagina instagram e per connettere il tuo blog ai tuoi canali social.

I plug in sui blog sono come le App sul cellulare: ce ne sono a decine per ogni scopo e senza di esse lo smartphone (o blog) è monco.

Diversi anni fa ho scelto Netson, ma molte colleghe mi parlano ormai benissimo di Keliweb. 
Si tratta di un’azienda italiana al 100% che da diversi anni opera nel settore dell’hosting.
Particolarmente adatta a chi vuole migrare il proprio blog da una piattaforma free a una soluzione più professionale (cioè per chi ha la necessità di uscire dalla gabbia dorata di cui sopra), è una delle soluzioni ottimizzate per WordPress, di cui si conservano intuitività e interfaccia.

2 – App (anche a pagamento) 

Fino a due anni fa, una App non l’avrei mai pagata.
App = gratis. Anche 0.99 euro mi sembrava un furto. Ma era un punto di vista ottuso.
Quando alcune App diventano utili per lavoro, l’upgrade è necessario come è necessario fare un piccolo investimento.

Io ho acquistato programmini di grafica (gratuiti ma con upgrade con pagamento una tantum) come Adobe Post, da cui creo in pochi veloci passaggi le grafiche per i social mentre sono in vasca da bagno con la maschera idratante sul viso, Phonto, che mi permette di inserire i loghi sulle grafiche di cui sopra, Moldiv, per creare collage di parole e immagini tipo rivista.

3 – A proposito di “Grafica”

A proposito di grafica, qualcuno si sarà accorto che da poco meno di un anno ho un logo, vero?
Non sono il tipo di persona che ama fare tutto da sola. Per il mio logo volevo dare un brief a un’esperta e far fare un lavoro “serio”. E così è stato.

Il risultato è stata questa valigia blu con pc e calice di vino, perfetta e dico PERFETTA sintesi del lavoro di storytelling di anni e anni (Grafica di Rossella La Sorsa, se ti serve il contatto te lo do in privato).

Ovviamente la grafica l’ho usata anche sui biglietti da visita, nella firma delle mie e-mail e nella carta intestata.

4 – Contenuti 

Per l’aumento della Page Authority e del page rank è molto importante scrivere spesso e ai fini di un buon risultato SEO serve che i post siano abbastanza lunghi e con parole chiave ben assestate.
Ma come si fa a scrivere ogni giorno o almeno 3-4 volte a settimana se, come detto in questo post, il content writing per un blogger professionista non riesce a superare il 30% dell’impegno?

A volte bisogna investire su un aiuto che scriva con te e che dia altri contenuti. Insomma, potrebbe essere necessario chiedere ad altri blogger di scrivere per il tuo blog, dietro compenso.

Io non faccio questo, per adesso.
Tuttavia chiedo sempre più spesso un aiuto per la traduzione dei miei articoli, che sono parte importante del mio content creation.

5 – Traduzione del blog

Questo blog ha molti articoli (quasi tutti) in doppia lingua.
Se all’inizio li traducevo tutti solo io, non appena avevo tempo – per lo più il sabato e la domenica – adesso ho la necessità di farmi aiutare da un collega traduttore (molto bravo, che mi conosce molto bene e che conosce il mio stile… e anche molto molto molto sexy – chiedimi la mail se ti serve un lavoro di traduzione. Ma sappi che sono gelosissima).

Il mio traffico è diventano più internazionale e conviene che anche il tuo blog possa andare in questa direzione, anche in virtù del fatto che i gruppi Facebook di blogger che danno supporto ad altri blogger attraverso commenti, condivisioni ecc per aumentare le relative page authority sono per lo più in lingua inglese
[in italiano, il solo esistente lo gestisco io insieme alla blogger Eugenia Nazarova e… a volte facciamo un po’ fatica a spingere i blogger italiani all’interazione, ma non ci arrendiamo 🙂 ])

Scopri come perché utile avere un blog in più lingue e come fare per gestirlo 

6 – Un nuovo telefono e un nuovo computer. 

Questo non è un investimento che devono fare tutte e tutti. Io però due anni fa avevo uno smartphone non adatto ai ritmi dei quali avevo bisogno.
Dalla fotocamera alla memoria (che continua ad essere sempre piena anche con il top di gamma), dalla velocità alle opzioni utilizzabili.

Non importa la marca, ma se vuoi essere blogger full time serve un top di gamma o qualcosa di simile.
Una roba super performante.

7 – Viaggi, ovviamente 

Oltre alle mie perle sul blogging e la vita da nomade digitale, non dimentichiamoci che questo nasce come travel blog e tale resta per il 70% dei contenuti.

Se qualche anno fa viaggiavo e poi, sulla base dei viaggi che riuscivo a fare, scrivevo, adesso devo investire in viaggi per avere più spesso qualcosa di nuovo da raccontare.

E vabbè ragazzi, devo fa’ sto’ sacrificio, lo faccio! 😉

 

8 pensieri riguardo “Vuoi lavorare come blogger? Ecco alcuni piccoli investimenti da fare

  • Aprile 2, 2017 in 4:54 pm
    Permalink

    Ciao Sabrina, sto cercando di aprire un blog di viaggi on the road in Sicilia e mi servirebbe un aiuto nelle traduzioni. Lo so che sei gelosa, ma potrei avere il contatto del tuo traduttore o comunque sapere, come si fa a trovare un traduttore? Grazie mille in anticipo 🙂

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  • Febbraio 12, 2017 in 7:20 pm
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    Sono pianamente d’acordo con tutto che hai scritto! L’aspetto grafico del blog è importantissimo, è un ottimo modo per aumentare la visibilità e anche rappresenta i valori della tua attività. Mi piace moltissimo il tuo logo ( me lo dai il contatto di Rosella per favore)

    Risposta
  • Febbraio 11, 2017 in 10:04 am
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    Mi ritrovo molto in quello che scrivi, è bello il modo in cui condividi le tue esperienze e capacità.

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  • Febbraio 7, 2017 in 8:51 am
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    Aggiungerei anche un piccolo budget mensile da dedicare alla sponsorizzazione dei propri post sui social media – tipo Facebook. Io per esempio ogni mese sacrifico 2-3 birre fuori in cambio di una donazione a Zuckerberg. Anche se la mia spesa mensile e’ veramente limitata ho comunque un buon riscontro 🙂

    Ah…. quando, quando, quando avremo finalmente uno stagista tutto nostro?

    Risposta

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