innsbruck e i suoi segreti
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I misteri di Innsbruck

Ad Innsbruck mi ci sono ritrovata per caso: in trentino pioveva e non avrebbe smesso per giorni.
Alla tenda da campeggio questa storia della pioggia incessante piaceva meno che ai miei capelli, quindi… dirotta oltre il confine.

Se a quell’epoca fossero esistiti gli smartphone avrei molto gradito sapere da subito che cosa c’era di carino da vedere, invece di vagare e imbattermi in cose.
Quindi voi moderne generazioni che potete usufruire della tecnologia, apprezzate questo mio sforzo nel descrivervi che cosa si può fare e vedere di interessante in questa cittadina alpina e austriaca.

Il borgo è molto carino, non c’è che dire. Ma questo lo vedrai benissimo percorrendolo, dal momento che non è né complesso da trovare né difficile da visitare per intero.

Uno dei migliori modi per visitare la città è a mio avviso, fatto il giro nel borgo, seguire le piste ciclabile e percorsi pedonali che conducono verso le zone centrali-ma-non-troppo dove verde ce n’è quanto ne vuoi, sino a raggiungere parco e giardino botanico.

Tutto molto bello e bucolico?
Non solo e non necessariamente. Anzi, Innsbruck è molto simile al regno di Biancaneve, tanto trallallero trallallà quanto pieno di ombre.

Oggi ti racconto un po’ di curiosità storiche che rendono questa città tanto “garbata” anche molto gotica e piena di ombre fascinose.

L’arco di trionfo e la sua storia un po’ gotica…

arco di trionfo innsbruck in my suitcase

A vederlo, sembra un bellissimo ma tutto sommato comune arco di trionfo come ne è piena l’Europa. Ma la sua storia è triste.
Fu eretto nel 1765 come arco provvisorio, fatto giusto per dare un ingresso trionfale per le nozze di Maria Ludovica, infanta di Spagna e dell’Arciduca Leopoldo. M l’Imperatore Francesco I morì durante il soggiorno, all’improvviso. La moglie Maria Teresa, sopravvisutagli nonostante i 16 figli generati, decise di edificare, sui resti della porta provvisoria, un “tradizionale” arco di trionfo il cui lato sud rappresentava l’unione e la vita, il lato nord la morte.

Il mistero del Tettuccio d’Oro

tetto d_oro innsbruck in my suitcase

Vivi ogni istante, non perderti nessun ballo nella vita, tanto non potrai portare nulla con te

Come dar torto alla massima scritta sul famoso Tettuccio di tegole d’Oro, principale attrazione architettonica del centro storico di Innsbruck?

L’imperatore Massimiliano I aveva una visione un po’ oraziana del tempo che passa e della morte che sopraggiunge, e forse anche per questo fece coprire da 2.657 tegole d’oro e scaglie di rame dorato (ogni tegola del valore di 1500 euro) la tettoia dalla quale guardava i tornei bevendo buon vino.

Tuttavia, si tratta solo di semplici congetture perché ad oggi la scritta non è ancora stata decifrata.

Cioè, potrebbe anche esserci scritto “scemo chi legge”, ma sarebbe molto meno poetico e misterioso.

Uno zoo d’altura a pochi minuti dal centro

Più che un mistero è una cosa cui non tutti badano, ma che val la pena di sapere. La fermata Alpenzoo dell’avveniristica funicolare che in 20 minuto collega il centro storico alle vette – spesso innevate – circostanti, porta direttamente allo zoo alpino più alto d’Europa, con linci, lupi, stambecchi, aquile e bisonti. (Nb. se si attiva fino all’ultima fermata si raggiunge un’altezza di 2.334 metri).

 

Il fiume (non) scorre lento

Il fiume Inn a Innsbruck non scorre affatto. Corre. Non ricordo di aver mai visto un fiume scorrere più velocemente, sembra sempre in piena (forse lo è, alimentato dai ghiacciai proprio lì sopra la testa di chi lo osserva).

 

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