Come vestirsi a strati nei luoghi molto freddi

Tra tutti i consigli che noi dispensatrici di perle di saggezza diamo sulla rete, c’è il periodico ritorno a come vestirsi nei viaggi invernali, con particolare attenzione a quei luoghi in cui fa davvero molto freddo.

Tanto per cominciare, scopri i miei consigli su quali capi di abbigliamento usare in luoghi molto freddi. 
Nella mia guida, come nelle guide di tutte le blogger che trattano l’argomento e come nell’antica guida di Nonna Abelarda (la vera bibbia per noi tutte), c’è il punto nodale: vestirsi a strati.




Sì, vabbè, grazie al… blogger.
Ma che cosa vuol dire esattamente vestirsi a strati?
Ci sono molti modi per farlo: canotte (leggere o pesanti, manica lunga o corta, sta a te decidere), magliette più pesanti e aderenti (dolcevita ad esempio) e maglione sempre abbastanza aderente.
Questo giusto a titolo di esempio, ma ci sareste arrivate anche tutte da sole, vero?

Io nel tempo ho trovato anche alcune metodologie particolari ed eleganti per vestire a strati, adatte soprattutto alle città freddissime e con inverni molto lunghi.

Probabilmente se il tuo progetto di viaggio invernale è un bel giro di slitta in Lapponia o trekking sulla neve per vedere l’Aurora Boreale, meglio puntare sul caldo sportivo e su consigli di abbigliamento più tecnici.

Oggi ti dico qualcosa sull’arte che ho appreso nel vestirmi a strati, che non siano necessariamente strati di magliette di pail di Decathlon (che hanno tutto il mio rispetto, ma che non preferisco).

Abito di lana-acrilico con cardigan e cinta

sabrina fisherman bastion budapest
Budapest a gennaio. -10 / 0 gradi.

 

Partiamo con la guida ignorante dell’abbigliamento a strati con una proposta che unisce abito lungo di lana misto acrilico (ogni donna che combatte la guerra freddo/eleganza dovrebbe averne uno o più di uno) e cardigan lungo, non troppo largo.
Noterai che la faccenda del “cose aderenti” tornerà come un leitmotiv, e c’è una ragione: se ami indossare cappotti un po’ più aderenti alle linee del corpo, lo stile grunge anni ’90 dobbiamo lasciarlo momentaneamente fuori dalla valigia, servono capi caldi ma aderenti.

Cardigan-cappotti 

Io amo i cardigan. Ma tanto, e da sempre. Li amo di un amore e di un affetto incondizionato.
I cardigan sanno di tradizione, di nonno e di nonna, sanno di classico e, come tutte le cose classiche, si prestano bene anche allo stile più “rock”.
Ne ho millemila, di varie forme e lunghezze, alcuni sono anche simili ai cappotti (e io infatti spesso li uso come sostitutivi ai cappotti [capo che invece non amo] durante i miei lunghi autunni salentini).

Acquistare dei cardigan di lana dalle forme e dai colori più singolari può essere un modo interessante per condire di fantasia il guardaroba invernale e anche il complesso e monocromatico universo dell’abbigliamento a strati.

Pensa a quanto cambia l’aspetto e lo stile dell’abito lungo e di lana di cui sopra, se abbinato con un cardigan lungo porpora o con uno corto e giallo canarino!

Cardigan a collo alto. Un po’ cardigan, un po’ cappotto, un po mantella

Strati sopra il cappotto 

Ora, les amies, dovete sapere che gli strati possono anche essere aggiunti sopra il cappotto, nella misura in cui questo sia abbastanza aderente. Aggiungere uno scialle su un piumino bello gonfio potrebbe comportare la tua sparizione fisica nei meandri delle piume, del materiale traslucido e della lana (cerco di nascondere tra le righe la mia personale avversione per i piumini, non me ne vogliate).

Inoltre, le belle mantelle colorate e sciarponi lunghissimi sono un modo per dare sempre nuovi colori al cappotto e farlo sembrare sempre qualcosa di diverso.




sabrina - vilnius - che cosa vedere
Vilnius, marzo (-7 / +2)

Ora, tu pensa di indossare canotta, dolcevita, cardigan con manica lunga che si intravede da sotto al cappotto e scialle/sciarpone dello stesso colore (ma anche no) del cardigan.
La parte superiore del corpo è protetta e perfettamente in grado di trotterellare tra i -10 / +3 gradi. (Se hai un cappotto lungo come il paltò in foto, anche sulle gambe non arriverà poi molta aria).

Anche le gambe hanno i loro strati.
Nel mio caso sono cappotto, gonna di lana o leggings, scalda muscoli e stivali alti.
Non amo indossare collant sotto i jeans, ma capisco che è una posizione discutibile.

Veniamo ai piedi, aspetto importantissimo perché da essi dipende molto della nostra generale percezione del freddo.
Qui c’è poco da stratificare. Serve uno stivale che, più che il pelo dentro, abbia una suola abbastanza alta e sufficientemente isolante perché soprattutto quando si cammina molto sulla neve o su un terreno ghiacciato, è da lì che il freddo arriva.

capi di abbigliamento per non avere freddo in viaggio

Le mie ore sulla neve intorno Cracovia e a Banat, periferia di Timisoara, mi hanno insegnato anche che ciò che fa venire i geloni ai piedi è l’immobilità delle dita, la loro impossibilità di muoversi e piegarsi a dovere: proprio per questo mettere calzettoni su calzettoni può addirittura essere deleterio perché tengono il piede del tutto immobile.

Quando fa freddo il miglior modo per riscaldarsi resta sempre l’energia cinetica molecolare, cioè il movimento: avere scarpe, calze e guanti che permettono agli arti di muoversi è il moglior modo per aiutare la circolazione periferica ed evitare di ritrovarsi le dita blu come la rosa di Zarrillo.

Come sempre, ogni altra idea originale ed elegante è la benvenuta, siate le mie influencer!

37 commenti su “Come vestirsi a strati nei luoghi molto freddi

  1. È molto pratico vestirsi a strati e poi adoro i cardigan ce li ho di tutti i tipi dai più leggeri ai più pesanti,ora ne ho addocchiato uno bello spesso e morbidissimo di un bel viola…sarà il mio prossimo acquisto!

  2. Quella della stratificazione degli indumenti è una tattica anti freddo che uso anche io .
    E pensare che invece quando ero bimba mi infastidiva da morire la canottiera =D ora invece non potrei proprio farne a meno ..

  3. Io sono un amante assoluta dei cardigan lunghi fino al ginocchio. Li trovo eleganti, femminili al massimo e molto versatili come capo.
    Li indosso sia con i jeans, legging che alcune gonne.

  4. Ottimo post con un sacco di consigli utili e interessanti per continuare a mantenere un aspetto umano e femminile anche quando si muore di freddo. Anche io non amo i piumini, ma devo dire che da quando hanno inventato quelli di piuma pressata sottili, le cose sono un po’ cambiate e comincio a prenderli in considerazione.

  5. Io non amo molto vestirmi…per questo adoro l’estate! Peraltro con troppi abiti mi sento goffa…tu invece sembri avere una naturalezza unica. beata te!

  6. Anche io adoro i cardigan, li uso in tutte le stagioni, variandone la pesantezza ovviamente. Per quanto riguarda il cappotto/piumino/trench sono mono tematica nella misura, sempre al ginocchio, ho bisogno di sentire bella coperta la schiena, mai niente di troppo corto.
    Per quanto riguarda i piedi ti hanno insegnato bene Cracovia e a Banat, il problema non si risolve con strati di calzini o calze coprenti e magari strette, ne sono prova io che in gioventù soffrivo di geloni proprio per questo e ora, se non arriviamo a -5 in giù giro tranquillamente senza calze.

  7. Adoro i cardigan ancor più se sono lunghi e avvolgenti, mentre sui tessuti acrilici sono sempre restia, anche se da poco ho scoperto una linea tecnica / termica che mi aiuta moltissimo in montagna!

  8. Mi sembra che vestirsi a strati ovvero “a cipolla” (come diciamo noi in Russia) è il top in questo periodo dell’anno, poi ti da una grande possibilità di mescolare i vari stili con un tono di creatività! Anch’io amo i cardigan, è uno dei capi più versatili ed eleganti che indosso spesso in autunno/inverno ed è anche ideale per completare un outfit perfetto anche se indossato su un jeans.

  9. Anche io adoro cardigan e maglioni lunghi. Confesso che in caso di freddo-freddissimo (sottozero o prossimi allo 0) preferisco mettere da parte lo stile e stare calda, abbondare di pile e capi tecnici della Decathlon, e nascondere tutto sotto un bel piumino. Ma sa appena le temperature lo concedono, i miei capi preferiti sono dei super cardigan pesantissimi, che non saprei mai con cosa sostituire se dovessi restare senza!!

  10. Io non faccio testo, solitamente non soffro il freddo, però devo dire che da quando sono rimasto a causa di un guasto alla mia auto ed a piedi in montagna a -15 per circa 2 ore, le parti che copro di più sono i piedi e le mani.

  11. L’idea delle sciarpone o degli scialli mi piace tantissimo. Danno colore, tengono caldi e poi sì sono anche utili a fare foto carine! Anche io come te non adoro particolarmente i piumini ma sono tremendamente freddolosa e a volte è l’unico modo che ho per sopravvivere al gelo!

  12. Anch’io uso gli strati , lavorando in ufficio all’headquarter della mia azienda devo andarci vestita col giusto tono. Pantaloni a sbuffo , body, t-shirt sblusata e tailleur solitamente è il mio stile, con un cappotto largo . Il problema sono le scarpe o gli stivali. Per l’ufficio va tutto bene , ma se devi camminare sulla neve o sul ghiaccio dove li trovi stivali eleganti con suola spessa?!

  13. Capirai, io sono una campionessa del vestirsi “a cipolla”. Primo perchè sono super-freddolosa, poi perchè le stratificazioni nell’abito mi sono sempre piaciute. Quindi via libera a mille magliette, sciarpe, guanti, cappelli, etc. etc. 🙂

  14. Adoro i cappotti, le sciarpe e i cappelli d’inverno. Vestirsi a strati é quasi obbligatorio, spesso quando si entra in locale sono fin troppo riscaldati e bisogna togliere qualche strato al volo

  15. Leggerti è sempre un piacere, mi piace il modo scorrevole e ironico con cui scrivi, in più dai sempre ottimi consigli. Anch’io adoro i cardigan e cerco di sfruttarli al massimo finché non fa troppo freddo anche per quelli e passo ai cappotti! E immancabili gli stivali, già dai primi giorni in cui le temperature segnano i 5°!

  16. Mi stavo chiedendo… chissà se le calze con le dita possono aiutare quando fa troppo freddo. Non sono tra le mie preferite ma permettono al piede di muoversi un minimo. Quando vado nei posti molto freddi uso tantissimo anche i paraorecchie. Se ne trovano alcuni molto carini e poi permettono di mantenere la piega. 🙂

  17. Adoro i cappotti e ne ho millemila tipi diversi, mentre di cardigan ho una serie di grigi tutti uguali con qualche piccola eccezione di colore. I cappotti però non è che tengano tutto questo caldo e la canottierina proprio non la sopporto quindi ho già uno strato in meno. Riguardo ai piumini condivido il tuo odio. L’illuminazione però l’ho avuta in UK quando ho comprato in saldo (saldissimo!!) una giacca dalla linea aderente in tessuto tecnico di Michael Kors: sottilissima e leggera, ma incredibilmente calda perché dello stesso tessuto delle giacche da escursione! Sinceramente non so come si chiami il materiale, ma sono sopravvissuta a più inverni in nord Europa quindi funziona (ed è pure instagrammabile che non guasta!)

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