Ah sì, Brexit? Ecco perché adesso voglio andare nel Regno Unito

Ok, lo dico subito così mi tolgo un dente e vado avanti serena nello scrivere questo post.
La Brexit non mi rende per niente felice, la trovo un’idiozia.

Non so se sia tanto indicativa del fatto che l’Europa deve cambiare alcune sue politiche o del fatto che le politiche europee debbano essere insegnate per davvero sin dalla prima elementare, al  posto dell’ave maria, della religione, dell’educazione fisica e togliendo persino un po’ di tempo alla matematica. Perché, diciamolo, nessuno chiederà mai ad un cittadino di pronunciarsi sull’uso delle parallele e meno del 2% della popolazione mondiale userà mai un algoritmo dopo la fine della scuola (dato generato dal mio generatore automatico di percentuali).
Ma pronunciarsi sul futuro del mondo sì, verrà chiesto.
E dal momento che negli ultimi 10 anni ho sentito dire troppe volte che la colpa dei mali del paese (qualunque esso sia) sono gli extracominitari, facebook, gli zingari, le banche, l’Europa, più o meno con la stessa cognizione di causa, ribadisco che le politiche europee e come funzionano TUTTE le istituzioni e i rapporti economici e politici internazionali debbano essere sostitutivi di un numero imprecisato di materie scolastiche.

When you wake up thinking that Popular decisions and universal suffrage is an over rated thing. #brexit sucks. I #love #UK

Una foto pubblicata da sabrina (@in_my_suitcase) in data:

La sparo ancora più grossa?
Credo che un referendum consultivo metta questioni molto tecniche in mano a chi un tecnico non è e, per forza di cose, dovrà votare sulla base di ciò che le correnti politiche suggeriscono alla pancia.
E credo che votare di pancia sia un insulto a chi, per mere questioni evolutive, sarebbe tenuto a votare di testa.

Ma veniamo al punto, basta con la politica. Parliamo di viaggi (che poi sono la stessa cosa, in realtà).
Ti dico perché, a mio avviso, è bene non farsi intimorire (anche perché abbiamo visto quali cazzate ci fa fare la paura) e andare nel Regno Unito anche per periodi lunghi di lavoro. Almeno, ti dico perché io pianifico di andare a breve (di nuovo!).

Tanto per cominciare, per i prossimi due anni non ci saranno grossissimi cambiamenti, dal momento che il percorso e modalità di uscita dal gruppo tanto dovranno durare (mese più, mese meno).

UK get a ticket

1 – Sterlina debole 

Oddio, una cosa è cambiata già adesso, ed è il cambio Euro – Sterlina che fino a ieri per noi era un salasso, adesso è conveniente e, secondo Str Global e Oxford Economics, lo sarà ancora per i prossimi mesi.

2 – Perché nessun amore finisce in un solo giorno

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E perché dopo una lunga storia d’amore e fiducia, comunque indietro non si torna. Nel Regno Unito c’è una generazione intera di giovanissimi che nell’Europa e nel suo progetto ci crede ancora, anche perché sono cresciuti con la mentalità di un mercato unico e di politiche comunitarie, che hanno implicato,  nel Regno Unito come in Italia, una valanga di fondi strutturali che hanno creato ben più di qualche possibilità di crescita in zone spesso marginali per le politiche dei singoli stati (vedi l’Irlanda del Nord per il Regno Unito come il Sud per l’Italia).
Questa generazione l’Europa non la ama perché ne sa a pacchi in merito ma perché ne ha già visto i suoi benefici e non si adegua più ad antiche politiche di isolazionismo, tipiche di una mentalità coloniale e per fortuna arcaica per chi ha meno di 45 anni.
Da quella generazione che ormai esiste non si torna indietro.

3 – Voglio andare in Irlanda del Nord e in Scozia.

Perché non ci sono ancora mai stata e questa è una vergogna e perché come europea voglio andare a conoscere chi dall’Europa avrebbe tanto voluto non uscire.

Voglio conoscere altre zone come il mio Sud che da questa Europa cattiva, da questa ‘Europa delle banche e dei divieti’ in realtà ha avuto tanto. E ha avuto il coraggio di riconoscerlo.

 

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