Stoccolma senza vie di mezzo

Da quando ho visto Stoccolma l’ho categorizzata come la città senza vie di mezzo.
Freddissimo e buio (sono andata per la festa di Santa Lucia, il giorno più breve dell’anno), calore umano e fuoco di candele  e bracieri per strada.
Donne bellissime, donne ubriachissime.
Uomini vichinghi alti, possenti e barbuti.
Uomini ultratrentenni che sembrano bambini dell’asilo.

E’ entrata così nel mio immaginario e quindi, sulla base della teoria del fascino degli estremi, così ve la racconto e consiglio.

Quando andare
Il fascino incredibile del mio viaggio a Stoccolma era dato principalmente dal periodo. Santa Lucia è una festa sentita più di quanto non lo sia da noi il Natale.
L’oscurità che cala a metà giornata (intorno alle 15.00) su tutta la città, accompagnata dalla graduale accensione di candele alle finestre (molte prive di tende, e questo ha permesso alla mia fascinazione per ‘le vite degli altri’ di godere a pieno ed esprimersi al massimo).

 

Le lunghe ore di buio di quei giorni sono accompagnate da bracieri per strada per riscaldarsi faccia a faccia con altri estranei infreddoliti, bambine con le lucine in testa che sfilano e cantano, Glögg venduto per pochi spicci agli angoli delle strade e nelle piazze con i mercatini di Natale.

La sua posizione nel globo però fa sì che vi sia anche il periodo dell’anno con millemiliardi di ore di luce.
Il sabato compreso fra il 20 e il 26 giugno infatti ricorre la festa del Midsommar. Sin dall’antichità gli svedesi celebravano la fine del lungo e freddissimo inverno e la giornata con più luce. Le feste nelle case coloniche prevedevano balli e pasti per liberarsi della negatività, dell’oscurità e della paura (l’inverno da quelle parti non deve esser mai stato roba semplice da gestire).

Anche adesso a Stoccolma ci sono feste di piazza e private per tutto il giorno.

Quanto stare
O pochi giorni (massimo 3) o trasferisciti per almeno un anno. O per sempre.

Il motivo? Se si va per poco tempo non si fa in tempo ad abituarsi alle ore di luce o di buio e dopo tre giorni inizierebbero a pesare.
A meno che non si decida di resistere e sinché il corpo non si abitua (cosa difficile anche per gli autoctoni) e trasferirsi a Stoccolma per almeno un anno.

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O non fare nulla o praticare sport estremi 

sport stoccolmaLa natura che ho visto in Svezia e Norvegia faccio fatica a togliermela dalla testa. Le città sono parte di un concetto boschivo del quale non saprebbero fare a meno. La città è natura, è parte della selva.
Quindi questo posto è perfetto tanto per animi contemplativi che per appassionati di sport estremi o di attività assurde (che per gli svedesi non sono estremi affatto. Basti pensare al loro atteggiamento rilassato verso il passaggio sauna-bagno gelido).

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Che si vada per poco o per sempre, suggerisco più visite al Museo Skansen. Si tratta del primo museo all’aperto del mondo (1891). Museo di storia locale, a dir poco incantevole. Per chi ama la storia, l’antropologia, la storia del costume, la storia dell’edilizia, qualcosa di imperdibile. Mai visto museo più bello in vita mia!
Per altro si organizzano eventi all’aperto e al chiuso tutto l’anno. Davvero da non perdere.

Non bere nulla, oppure bevi tutto
Inutile dire quali delle due opzioni ho preferito.
Andando in inverno, entrare in un locale per bere qualcosa e riscaldarsi è una forma di sopravvivenza.
Andando in estate… vuoi non bere la birra fresca o vodka gelida?
La birra si suddivide in 3 tipologie:
lättöl, molto leggera (1.8%)  (la più leggera, con gradazione 1,8%), mellanöl, poco più alcolica dell’acqua
exportöl, al di sopra dei 3 gradi.

Non sono una fan della birra svedese, ma l’esperienza delle tre birre consecutive va fatta. Come tutto il resto!

 

2 pensieri riguardo “Stoccolma senza vie di mezzo

  • Giugno 25, 2016 in 12:02 pm
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    Mi piace quello che hai scritto,sintetizzando bene le tue impressioni in poche agili frasi. Hai colto bene il connubio città-foresta, non so se conosci anche tutto il resto della Svezia: le grandi città in fondo sono le zone meno…”svedesi”!

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    • Giugno 25, 2016 in 12:52 pm
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      Non ancora purtroppo, ma spero di fare al più presto una tapp svedese ancora più estrema ?. Anzi, Robert, che cosa mi consiglieresti? Conosci qualche piccola città particolarmente meritevole e che a tuo avviso racconta la Svezia in modo inedito e inaspettato?

      Risposta

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