Cose low cost e bellissime da fare a New York

Mettere Low-cost e New York nella stessa frase è già di per sé una sfida, come molte di voi sanno. Eppure questa città, e persino le sue frazioni più care come Manhattan, ha anche dalla sua parte un’infinita varietà di opportunità che magari non sono mai state spiegate nel dettaglio in Sex & The City ma che mettono la capitale dell’economia e delle spese in senso occidentale e neo-liberista sotto una luce nuova. A mio avviso più gradevole, non solo per questioni meramente economiche ma anche sociali ed emotive.

Ci sono infatti degli angoli della Grande Mela che offrono attività in grado di rimetterti in pace con te stessa e con NYC e anche con l’andirivieni umano di questo piccolo-grande vespaio di feste comandate.
Vediamo insieme queste cose low cost e anche molto belle da fare a New York.

1 – Musica di qualità: Spazi aperti e libere espressioni (soprattutto Jazz, ma non solo) 

Nel mio primo viaggio a NYC mi sono concessa una serata allo Smoke (locale famoso per le esibizioni di musica Jazz, presente in molte puntate dei Robinson, per capirci). Certo non è una cosa low cost; se nel mio secondo viaggio nella Grande Mela fossi tornata, forse avrei riascoltato gli artisti nei quali mi sono imbattuta la prima volta e sarebbe stato bello. Purtroppo, c’è da dire, non sempre si può andare allo Smoke (non è affatto economico). Ma ci sono altri posti in cui trovare sempre artisti nuovi e bravissimi e anche di re-imbattersi in quelli già visti.

music in washington square park sabrina barbante
Mi è capitato a Washington Square Park, dove si sono esibiti negli anni molti artisti poi divenuti molto famosi (tra cui un certo Jimy Hendrix e un tale Bob Dylan). I miei jazzisti preferiti di NYC sono proprio qui (nella foto), e li ho trovati per ben due volte ed è stato molto bello vedere che non sempre tutto cambia, ma ci sono delle cose che restano almeno un po’ più a lungo.
Anche Central Park è un posto per imbattersi in della buona musica.




2 – Arte: occhio ai vernissage e finissage 

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Non ce l’avrei fatta a restare lontana troppo a lungo da Soho, nemmeno se la regista Elahe Massumi, che ho avuto il piacere di incontrare, non mi avesse dato proprio in Broome street un appuntamento, per poi andare a cena assieme.

Ho approfittato delle mie due ore di anticipo nell’area di Soho per fermarmi all’angolo tra Broome e Broadway (363 W Broadway) e bere una rossa leggera prodotta a Brooklyn. Brooklyn era il nome della birra, Broome Street Bar il nome del posto. Consigliata per chi ama le rosse.

Punto di incontro, White Box. Approfitto dei miei 45 minuti di anticipo per entrare ed assistere all’esibizione ed esposizione della galleria. Ok, lo ammetto. Amo entrare in quei posti radical chic dove con 5 dollari di offerta libera ti fanno ascoltare musica live, ti mettono in mano un bicchiere di vino bianco (italiano) e io posso iniziare a guardare gli astratti ad acquerello o i polimaterici appesi al muro interpretandoli come si fa con le nuvole ad aprile.

Prendo posto, iniziano a suonare. Dire che preferisco il mio Jazz o l’r&b o folk rock/folk pop … o banalmente il pop nazional popolare sarebbe un modo elegante per dire che non ho gli strumenti per decodificare un’esibizione di flauto traverso, violoncello e clavicembalo. Quindi ascolto con la ruga verticale che mi compare tra le sopracciglia quando sembro concentrata ma in realtà non capisco un tubo.
Unica arma a mio favore, conosco il titolo dell’esibizione: “Bird-like things Like trees”. Percepisco quindi l’effetto musical boschivo (non è la vostra impressione, musical boschivo non vuol dire proprio una benemerita), e colloco alcuni passaggi in una posizione mediana tra l’autunno di Vivali e la Notte sul Montecalvo di Musorgskj.
Situazioni come queste non sono rare a NYC, soprattutto a Soho e Brooklyn, dove si arriva in metro da Manhattan in poco tempo.

Ad esempio, per essere aggiornata sugli happening, opening, vernissage e finissage (insomma, quelle occasioni in cui si può vedere arte contemporanea per apertura/fine mostre private con cocktail e bella compagnia a offerta libera) è possibile consultare siti come artcards.cc o tenere d’occhio eventi quali il NY affordable art fair  

3 – Attività sui tetti 

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Ci sono anche una seria attività di relax e sportive interessanti che si possono fare… sui tetti della città. Ad esempio, sul tetto di Alvin Ailey’s affacciato sul Lincoln Center e sul fiume Hudson, si possono fare sedute di yoga a 9 dollari (alvinailey.com). Sempre per godere vi panorami mozzafiato, magari al calar del sole, è possibile sorseggiare un cocktail e qualche stuzzichino a 15 dollari sul tetto molto indie e colorato del quattordicesimo piano del palazzo di 299 Madison Ave, che ospita una serra sul cui terrazzo è possibile vivere un sorso di verde.
E’ persino possibile dare una mano in uno dei tanti giardini pubblici sui tetti, che necessitano volenterose e volenterosi dal pollice verde! Un esempio è il rooft opfarms, in 44 Eagle St.

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4 – Street Fairs

Da maggio a fine ottobre molte strade di New York, Manhattan compresa, diventano delle vere e proprie feste di ‘paese’ all’aperto, con tutte le caratteristiche di colorato folklore che le contraddistingue un po’ ovunque. Presentano forti tratti di autentica umanità! La concentrazione maggiore è in estate, da giugno ad agosto. Il mio consiglio è di fare una ricerca a seconda del periodo in cui vorresti andare a NYC, tipo: New York Street fairs – November. Ti si aprirà un mondo e potrai scegliere zona per zona a quale fiera prender parte.

5 – Bike tour

Andare in bici non è proprio la prima cosa che ti viene in mente quando visiti NYC, almeno non se pensi di voler portare a casa la pelle. Eppure, allontanandosi un po’ da Manhattan (ma non necessariamente), è possibile trovare reti di piste ciclabili e bike-sharing-station che portano attraverso percorsi inediti e bellissimi, per rilassarsi, per andare in luoghi in cui mangiare bene e persino per raggiungere le migliori zone per lo shopping più Indie.
Partendo da Manhattan e da Central Park, questo è uno degli itinerari migliori.

6 – Mercatini Indie e mercatini vintage

Ora, io la faccenda del black friday davvero non l’ho mai capita. Come non ho mai capito le code davanti ai negozi di Manhattan in cui la qualità dei capi è, lasciatemelo dire, davvero scarsa rispetto alla qualità dei capi venduti a costi medi in Europa. New York pullula di mercatini più o meno nascosti che mischiano capi vintage di ogni genere a capi nuovi e sartoriali (spesso pezzi unici) a cifre modiche, comunque ragionevoli.

E poi anche vinili, usato di ogni genere e oggetti davvero particolari, anche solo guardare è un vero piacere.

I più carini sono forse quelli di Brooklyn (www.brooklynflea.com), dal Brooklyn Flea-Fort Greene (aprile-ottobre) a quelli al coperto per i periodi invernali che diventano anche un po’ natalizi da dopo Halloween, come nel caso di Industry City (220 36th St).

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Altro mercatino  per lo shopping imperdibile è il Rock ‘N Shop, in 17 Meadow St. In questo mercatino al coperto, moooolto rock, live musicali quasi tutti i giorni, quasi tutto il giorno. Gratis! Ovviamente è possibile acquistare i cd e le produzioni delle band che si esibiscono.

 

 

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