Quartieri anarchici in Europa

Sei quartieri anarchici in Europa che devi visitare per “prendere un po’ di aria creativa”.

La nostra Europa non smette mai di stupirmi e di farmi innamorare.
Il Vecchio (neanche tanto) continente racchiude piccole realtà alternative, folli, fuori dagli schemi e spesso anche dalla legge vigente.
Molti conoscono Christiania, a Copenhagen (dove non sono ancora mai stata), ma l’Europa è piena di quartieri anarchici sparsi nelle principali città di Est e Ovest.

Prima di partire con l’elenco, ecco che cosa si intende, qui, per quartiere anarchico: un quartiere che ha delle piccole grandi regole interne di gestione, in alcuni casi anche una propria costituzione e un atteggiamento libero, hipster, creativo e “scandaloso”. Insomma, quello che i ggggiovani definirebbero “quartieri alternativi”.

Uzupis, Vilnius

Uzupi, quartier Vilnius
Uzupi, Vilsnius

Užupis in lituano significa dall’altro lato del fiume e, in effetti, si trova dall’altra sponda del fiume Vilna, rispetto al centro storico.

Questo quartiere si è, niente meno, auto dichiaratosi Repubblica nel 1997.
Ci sono installazioni di arte concettuale e contemporanea, alcune anche molto divertenti, sparpagliate nella sua area circoscritta.

La sua storia è simile a quella dei Ruin Pub di Budapest, si trattava cioè di un quartiere fuori dal centro, trasandato e trascurato, in cui le case venivano affittate a poco prezzo quando non addirittura occupate da artisti e creativi (anche detti “scappati de casa”).
Questi si sono poi organizzati in vere azioni di guerriglia artistica, creando installazioni e mostre permanenti e temporanee.

Užupis ha anche una sua costituzione affissa ed esposta al pubblico con 41 articoli, tra cui il diritto alla felicità e all’infelicità, il diritto dei gatti di non amare i propri padroni, il poter essere liberi e responsabili della propria libertà, il diritto di non vincere e l’ingiunzione a non arrendersi. Il mio comandamento preferito.

Qui, troverai anche le “indicazioni” verso tutti gli altri quartieri anarchici d’Europa, tra cui…

Landbouwbelang, Maastricht

Avamposto di cultura underground della città di Maastricht, Landbouwbelang è una vera e propria comunità a sé, in cui si lavora, si vive di baratto e scambio di prestazioni, in cui la banca del tempo è la sola banca esistente (io faccio cose per te, tu ne fai per me).
Quell’altro mondo possibile, ci cui molti scrivono e cantano, sta proprio lì, in questo luogo di arte alternativa nel cuore dei Paesi Bassi.

Savamala, Belgrado

Savalama è un quartiere nascosto.

Non nel senso che non lo trovi sulla cartina, anzi, a dirla tutta se arrivi con il treno o con il pullman è la prima area di Belgrado nella quale ti imbatterai.

Savamala è un quartiere che, senza troppi clamori, è silenziosamente diventato un luogo di installazioni, feste segrete, mostre esclusive ma assolutamente gratuite e locali affacciati sul fiume. Questi locali sono ex container per il trasporto merci, tutti uguali da fuori, tutti una sorpresa di interior creativo dentro.

Settimo distretto di Budapest

street rehab project - street art a budapest - sabrina barbante

Ora, definire il quartiere dei ruin pub, ex quartiere ebraico, un “quartiere anarchico” potrebbe destare il dissenso di molti.

Lo metto in questa lista perché, oltre a vedere murales, graffiti, street art meravigliosa, bisogna ricordare come nasce questa zona ormai molto “cool” e gettonata della capitale Ungherese, nell’area di Pest.
Un tempo qui c’era solo desolazione, degrado, abbandono. Poi è nata un’azione civica che ha portato le persone a donare mobili e supplementi ai primi collettivi e poi pub che avevano il coraggio di aprire.

I primi destinatari di questa generosità, a loro volta, hanno coadiuvato e incoraggiato la nascita di altri pub, nelle vecchie rovine.
E così, l’unione ha fatto la forza di una delle aree più cool e commercialmente attive d’Europa.

L’anarchia non si oppone sono a sistemi politici ma anche ai sistemi economici. E qui il modello alternativo ha funzionato.

Bordeaux

A proposito di quell’anarchia economica che vorremmo diventasse mainstream, anche la rassicurante e neoclassica Bordeaux ha qualcosa da insegnarci. Il Darwin Ecosystem, in Quai des Queiryes, è epicentro di un piccolo mondo fatto di ecosostenibilità e scelte etiche nel campo del commercio, della cultura e dell’arte.
Ti segnalo il post della mia collega blogger e amica Annalisa di I viaggi di Liz in cui ti propone un bellissimo itinerario nella Bordeaux alternativa (e non solo).

Kalnciema, Riga

Dove mangiare a riga_quartiere art nouveau

Kalnciema è un piccolo distretto sulla riva sinistra del fiume Daugava (il lato opposto rispetto al centro storico), costruito in legno e che accoglie mercatini, eventi di street art, situazioni molto hipster. La classica storia delle “altre sponde del fiume” che accomuna le storie piene di intensità delle città del baltico e dell’est europa.

Se ci capiti in un comune giorno lavorativo vedrai “solo” case di legno, abitate, nel mezzo di giardini curati un po’ alla “selvaggia”. Ma sappi che sono quasi tutte fatte e/o ristrutturate dagli abitanti insieme alle loro famiglie. Gli abitanti di riga hanno una lunga tradizione nel campo della lavorazione del legno e dell’edilizia.
Il sabato mattina il mercatino dell’usato e dei farmer anima tutto come tutto si anima anche durante le sere dei week end in cui sotto le luci degli alberi avvengono concertini ed esibizioni.
(leggi tutte le cose da sapere su Riga)

2 pensieri riguardo “Quartieri anarchici in Europa

  • Marzo 4, 2020 in 6:52 pm
    Permalink

    Ciao Sabrina, intanto complimenti davvero per il tuo blog! Lo seguo con vivo interesse. Un’altra area ( se non proprio quartiere) per così dire originale e ricca di installazioni é Metelkova a Lubiana in Slovenia. Se ti va, la trovi sul nostro blog (elisirdilungoviaggio.it)
    A presto
    Mila

    Risposta

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