Professioni digitali: come lavorare nel mondo digitale nel nuovo anno, alla luce dei cambiamenti degli ultimi mesi.

Che cosa cambia con il nuovo anno per chi ha già un’attività di blogger, influencer, micro influencer, imprenditrice digitale, social media manager? Quali sono le nuove figure professionali che faranno la differenza per le aziende che usano l’online come canale di vendita e crescita?

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Ecco alcune importanti novità nel mondo dei creatori di contenuti per il web, alla luce dei cambiamenti avvertiti già in chiusura del 2020.

Da blogger a content creator crossmediale

professioni digitali

Un tempo ci definivamo “blogger”, e anche oggi la definizione va per la maggiore. Ma quando qualcuno chiede ad una blogger che cosa fa una (o un) blogger, è bene imparare a rispondere in modo consapevole: dal momento che nessun blogger scrive e produce contenuti solo per un blog, è bene sapere che chi crea contenuti adattandoli allo specifico di ogni piattaforma web e social è un web content creator crossmediale.

Inoltre, ad un blogger non basta più la semplice scrittura SEO per essere influenti e autorevoli, serve anche una strategia narrativa che attraversi in modo omogeneo tutti i canali utilizzati.

Leggi anche tutte le novità sul blogging che ogni blogger DEVE sapere

In tutto questo, si aggiunge la certezza che non basterà neanche più andar forte sui social per fare la differenza: serve un proprio contenitore di contenuti unici e di qualità, cui collegare e affiancare una buona comunicazione social, ed è qui che le vere professioni digitali e i relativi professionisti possono fare la differenza.
Chi ha tanti follower su Instagram e non ha un luogo di approfondimento online (un blog, un magazine, un portfolio con contenuti dinamici) sarà meno competitivo.

(Se hai bisogno di una mano per strutturare il tuo progetto di storytelling online e il tuo progetto di lavoro digitale, io sono qui per te).

Per i content creator, la SEO non basta più: le professioni digitali devono raccontare con altri metodi

regole seo segrete

D’ora in poi la SEO applicata ai tuoi contenuti è condizione necessaria ma non sufficiente.

Come ho scritto in un recente articolo, se la SEO è ciò che porta le persone a trovare la tua ricetta dell’uovo al tegamino, la strategia narrativa è ciò che porta le persone a voler conoscere anche come fai l’uovo in camicia e la frittata.

Nei prossimi anni, per emergere come content creator, è necessario fare la differenza con una propria strategia narrativa, che ti permetta di trattenere i lettori, farli tornare da te costantemente, farti diventare una autorità nei tuoi settori di riferimento.
Per farlo, serve mettere consapevolmente in campo altri aspetti a cavallo tra psicologia del lettore e semiotica, entrare in empatia con chi ti viene a trovare per caso e poi, si spera, sempre meno per caso.

Social Media: non serve e non bisogna più essere ovunque

professioni digitali

Si sa che per ogni azienda che voglia gestire al meglio la propria immagine online, la propria web reputation e che voglia aumentare le vendite e il fatturato, oggi la gestione ottimale dei social con tanto di strategia e piano editoriale è indispensabile esattamente come avere un sito web ottimizzato.

Tuttavia, il mondo dei social non è più quello di dieci anni fa… ma a dire il vero non è più neanche quello di tre anni fa.
L’universo social è ormai così diversificato che ogni azienda (o ogni libero professionista) deve affrontarlo con maggiore saggezza e… ecologia nella gestione di risorse, competenze ed energie.

Se ieri era importante “essere ovunque” oggi questa scelta, per le aziende come per i freelance, è tanto inutile quanto deleteria. Bisogna fare una scelta e seguirla al meglio.

Essere su TikTok solo perché TikTok è in crescita (e non alla luce di un’analisi dei social preferiti dal proprio target) è paragonabile alla scelta di un commediografo di fare una performance teatrale in una discoteca perché una discoteca è frequentata in media da più persone.

La definizione Social Media Manager non avrà più molto senso

sabrina ripresa nello schermo di un iPhone, con una cornetta di antico telefono analogico in mano_Sfondo di una scrivania_video chiamate di lavoro_errori

Inoltre, non basta più avere un social media manager o social media strategist, nell’organico o come freelance, per fare la differenza nella strategia social.

Le dinamiche di Instagram sono diversissime da quelle di Facebook come da quelle di TikTok, per non parlare della miriade di piattaforme social e aggregatori specifici di ogni settore. Dopo aver capito, caso per caso, su quale social lavorare per raggiungere un obiettivo, è bene affidarsi ad uno specialista in quel determinato mezzo. Ed ecco il motivo per cui “Social media manager” significherà ben poco.

Nel 2021 e poi sempre più negli anni a venire, servirà ad ogni azienda e ogni freelance che voglia usare al meglio il potenziale comunicativo dei social:

  • un’analisi accurata dei social davvero utili per intercettare il proprio target;
  • fare una scelta dei social sui quali bisogna essere e sui quali lavorare al meglio per raggiungere il proprio target ideale;
  • Sarà opportuno cercare esperti di ogni specifico social, nuove figure professionali digitali specifiche come TikTok strategist, Instagram strategist, Esperti in Facebook Ads, Pinterest Strategist e così via, anche alla luce dei tantissimi social meno mainstream ma importantissimi per alcuni settori specifici.

I blogger avranno per le aziende un’importanza strategica più importante che mai

guadagnare con un blog in meno di un mese - foto corredo

Ormai abbiamo compreso tutti l’importanza, per ogni azienda che voglia durare nel tempo, di una forte presenza online.
Il marketing di prossimità non può più fare a meno di quello legato al web e chi non si adegua rischia di chiudere.

Tuttavia, avere un sito web e un e-commerce e non avere un blog con contenuti dinamici scritti in ottica SEO è come aprire un negozio e non avere una vetrina o un’insegna che diano sulla strada.

I contenuti dei blog con un piano editoriale strategico e tecniche di scrittura per la vendita sono ciò che porta dall’avere un sito a vendere online.

I blogger (ovviamente nella misura in cui sono esperti di SEO, di tecniche narrative per l’online e scrittura persuasiva) saranno i professionisti davvero in grado di aiutare le aziende in questo periodo complesso, dal quale siamo certi di uscire con forza e resilienza.

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