Notti d’Est Europa: cose che forse non sai

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Come ho avuto modo di notare e dichiarare recentemente, la mia vita notturna (che, diciamolo, non è mai stata proprio folle, nonostante trascorsi e prolungati periodi di insonnia) ha di recente ridotto ulteriormente le sue ore utili.
Per cui anche quando viaggio, continuo a preferire il giorno, il mattino presto, la luce e ovviamente la sera tendo ad essere più stanca. Terminiamo qui la fiera dell’ovvio e passiamo a cose che forse ti interessano di più, come alcune cose bellissime che ho visto e che si possono godere in alcune capitali dell’Est Europa che ho avuto il privilegio di visitare nell’ultimo anno.

 

Spesso la notte, soprattutto in viaggio, non è tanto questione di locali, luoghi, cose, nomi e città.
Più che altro la notte è silenzio, luci, atmosfere. Almeno per me.
E posso dire che la notte dell’est mi ha decisamente affascinata e attratta nonostante la mia noiosa tendenza ad avere sonno ad orari da infante.

Ti racconto un po’ delle cose viste nelle mie notti dell’Est.

BUDAPEST 

Amazing #budapest by night! ❤️❤️

Una foto pubblicata da sabrina (@in_my_suitcase) in data:

Città regale, principessa addormentata e pericolosa al suo risveglio.
Forse non sai che ci sono periodi dell’anno in cui la notte di Budapest diventa folle e vivace.
Ad esempio, a metà agosto si tiene il celebre Sziget festival, niente meno che il più grande evento di musica indipendente in Europa. ideato e organizzato da un giovane di 22 anni.
Ma non ti stupire più di tanto del fatto che un evento musicale di tal fattura venga finanziato nonostante la giovanissima età dei suoi organizzatori, perché Budapest, si dice, sia decisamente una delle città in cui le idee under 30 hanno più credibilità e appoggio al mondo.

TIMISOARA 

Quello che ho notato nel mio viaggio in un gennaio abbastanza caldo (-7 gradi) è che gli eventi legati al teatro si sprecano!
Il periodo in cui sono andata era, dal punto di vista turistico, abbastanza dormiente, per cui gli eventi in corso erano principalmente legati al gusto e alle abitudini culturali degli autoctoni.
Ne deduco che gli indigeni abbiano una passione quasi patologica per il teatro, perché dal classico allo sperimentale, da quello accompagnato dalla musica a quello in luoghi di fortuna, c’erano show ogni sera dal centro alla periferia.

Quando arrivi in hotel o in u pub e cerchi i soliti volantini e libretti gratuiti con gli aventi live, avrai riprova di quello che dico.
Su uno di questi, ho letto che il 30% dell’occupazione a Timisoara ruota proprio intorno all’indotto del teatreale.

 

SOFIA

Sofia è stata la mia sorpresa dell’Est! (qui puoi vedere un video di 30 secondi con le cose più belle che ho visto a Sofia). Anche il semplice camminare in città nella penombra è sorprendente. In particolare, il crocevia delle “4 religioni” ossia la piazza e la strada in cui si trovano la cattedrale ortodossa, la cattedrale cattolica, la sinagoga e la moschea creano in questa silenziosa compresenza un’atmosfera degna di un racconto, che credo scriverò presto.

Non lontano da qui, ‘Studentski Grad’ (la cittadella degli studenti), offre quanto ci si aspetta da una vivace vita notturna ggggiovane. Locali, candele, coperte, birra e vino (uno dei migliori mai assaggiati in giro per il mondo).

Un boulverad che richiama un po’ le rambla di Barcellona e le vie della movida europea ma se alzi lo sguardo il tutto è sempre accompagnato da quell’austerità imponente dello skyline.

VARSAVIA

Capitale europea con i controfiocchi, tra le altre cose fatte a Varsavia me ne sono andata sulla cima del Marriott hotel, nonostante non avessi né le scarpe né l’abbigliamento né ovviamente i capelli adatti. La ragione dell’andare a bere un vino bianco mediocre al costo di una bottiglia di vino bianco buono in qualunque altro locale della città era la vista panoramica notturna, che includesse anche il Palazzo della Cultura; è in quest’ultimo che in genere si va per vedere Varsavia dall’alto, ma di fatto se sei sul palazzo, il palazzo non lo vedi.
Escludere la visione del Marriott, alta ed esteticamente insignificante costruzione di vetro e cemento, è poca roba. Invece vedere le luci di Varsavia troneggiate dal Palazzo della Cultura val bene un pessimo vino bianco.

A 3 minuti di metro da qui, la città vecchia si offre come un caratteristico borgo con i suoi pub e ristoranti e sirene nascoste.
Se puoi scegliere, però, vai a Varsavia tra luglio e agosto per ascoltare musica classica al calar del sole nel parco Lazienki o per assistere agli spettacoli IN-CRE-DI-BI-LI del multi media fountains show! Non vedrai mai più nulla di simile.

PRAGA

Night view from the Vltava bank
Night view from the Vltava bank

Una delle notti più assurde della mia vità l’ho vissuta a Praga, quando quasi per caso mi sono infiltrata ad un party in barca indicato da un amico. La barca avrebbe navigato sulla Moldava per tre ore, nel corso delle quali dovevo trovare un modo per resistere a della musica indecente.

Ed è così che ho iniziato a bere. Uno shottino offerto da uno sconosciuto autoctono che, entusiasta del mio inglese capì che ero la sola che potesse non fare annoiare a morte la sua ragazza americana.
Poi uno shottino offerto a loro e a me dai miei amici.
E poi uno offerto da me per ricambiare.

Così ho imparato che la vodka non mi piace (e non piace quasi a nessuno dal momento che il solo modo berla è mandarla giù senza assaporarla e senza pensarci), ma che ti fa parlare benissimo di politica internazionale.

Leggi di più in merito a questa strana e triste storia, se ti va.

3 sì e 3 no per 3 ore
di navigazione sul Moldava, Praga

 

 

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