Un periodo da nomade digitale in Italia: consigli utili

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Un periodo da nomade digitale in Italia? Ma perché proprio in Italia? Ti dico perché ma soprattutto ti dico come! 

Se sei un neo nomade digitale o un “wannabe” e vuoi trascorrere un periodo nomadeggiando con il tuo laptop alla scoperta del Bel Paese, ecco una serie di idee e strumenti, luoghi e consigli che potrebbero tornarti molto utili.

Partiamo col rispondere ad una domanda: perché trascorrere un periodo da nomade digitale proprio in Italia? Perché, dal momento che hai preso questa decisione di vita non da poco, non partire subito per la Thailandia, i Tropici, Barbados o l’America?

Ognuno ha i suoi motivi; ad esempio potresti avere bisogno di trovare nuovi partner e clienti e per adesso preferisci farlo solo nel tuo idioma natìo.
Oppure vuoi semplicemente partire alla scoperta della tua nazione, del suo spirito d’impresa nascosto lontano dalle solite piazze affari delle grandi città, in attesa di creare e far crescere una tua piccola impresa.

Ecco allora alcuni consigli da chi conosce questo paese e le opportunità offerte o difficoltà da affrontare per i nomadi digitali.

Noleggia un’auto 

L’Italia è un paese meraviglioso, nonostante e proprio per via dei suoi “spigoli”.

Tra i tanti motivi che troverai per amare l’Italia e le sue periferie, non ci sono i trasporti pubblici; per percorrerla liberamente è meglio – più comodo, economico e pratico – avere un mezzo privato, che sia di proprietà o a noleggio.
Tra i servizi con migliori valutazioni per il noleggio auto a lungo termine, c’è Finrent, con mezzi di varia cilindrata e dimensione e fasce di prezzo… a portata di freelance.

Se sei una persona amante dei treni, e decidi di percorrere le distanze prettamente con questo mezzo, prendi in considerazione soprattutto i centri medio grandi ben collegati tra di loro altrimenti il tuo anno rischia di diventare molto complesso.

Una volta che hai deciso il mezzo con il quale spostarti in libertà, potrai decidere una serie di tappe e di luoghi da sentire come “casa” o qualcosa di simile per i mesi successivi.

Leggi anche:
Itinerari in auto dall’Italia all’Italia e dall’Italia all’Europa:
dove, come e… perché?

Case da cambiare spesso: conosci il coliving?

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ph. Soroush Karimi – unsplash

Una volta che abbiamo capito come spostarci, dobbiamo capire come stare fermi per più di un paio di notti in un posto e magari rimanere qualche settimana in sistemazioni in cui non sia necessario avere un contratto di affitto standard o a lungo termine.
Io sono contraria al sub affitto in nero: sia per ragioni etiche (il mercato nero e la relativa evasione fiscale è un serio problema per l’Italia, quindi è un atto di amore il non alimentarlo), che per ragioni pratiche ed economiche: se sei un nomade digitale con partita iva puoi scaricare le spese vive, anche quelle relative agli alloggi.
Le sistemazioni abitative con regolare tracciabilità possono essere Air Bnb o, ancora meglio, la soluzione dei Co-Living.
Variazione al tema “co-working”, i coliving sono soluzioni abitative pensate per nomadi digitali, startupper sempre a zonzo, professionisti che hanno bisogno di contratti di affitto flessibili e a costi più bassi, ma tutto alla luce del sole.
In Italia gli esempi non sono ancora tantissimi ma si prevede che nei prossimi anni prolifereranno quanto i co-working.
In Italia per adesso le realtà degne di menzione sono “Lambada” di Bologna e il progetto imprenditoriale StartupHome di Milano (se ne conosci altri, please indicali nei commenti, grazie 😉 ).

Rete di Coworking: come cercare e quali scegliere? 

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ph. Helena Lopes – unsplash

E poi servono posti in cui lavorare e farlo bene. Attenzione, per fare un buon co-working, uno davvero utile a professionisti girovaghi, non basta la disponibilità di postazioni e un wi-fi (a pensarci bene ormai queste sono possibilità offerte da qualunque bar o pub).
C’è differenza tra affittare una scrivania o subaffittare un ufficio e gestire un coworking.
Il coworking è un posto che lavora a vantaggio di freelance, organizzando eventi, corsi, meeting di socializzazione, business meeting e speed date mirati alla nascita di nuovi sodalizi professionali ecc.

Scopri come fanno Freelance e nomadi digitali
a trovare nuovi clienti 

A mio avviso, nella pianificazione del tuo tour di vita e lavoro in tutta la penisola, alla ricerca di nuovi clienti e ispirazioni, potresti (dovresti) proprio partire da una mappatura delle città che offrono almeno un paio di buoni spazi di coworking adatti ai tuoi scopi.

Borghi o città? 

How to bring old clothes back to life

Grande quesito! Scegliere le città e i capoluoghi di provincia, con le loro vivaci attività e opportunità di incontri anche internazionali, o città medio piccole o addirittura borghi, per assaporare la vita più autentica, tipicamente local, e puntare anche da un punto di vista imprenditoriale sulla volontà di emergere di queste realtà più piccole?

A mio avviso, l’ideale è pianificare un itinerario che comprenda entrambe le tipologie e che, soprattutto, attraversi nord, centro, sud e isole.

Se città come Milano, Roma, Firenze, Napoli e Palermo danno ottime opportunità in termini di scambi internazionali, maggiori spazi si co-wo, fiere di settore e conferenze di possibile interesse nel tuo segmento di industria, altre città più piccole, come ad esempio Pisa, si distinguono per la presenza capillare di wi-fi veloce, attività teatrali ferventi e vita sociale e possibilità di conoscere e socializzare con persone di diverse età anche al di fuori degli spazi lavorativi.

Se in regioni come la Puglia, Bari è sede della Fiera del Levante (uno dei più importanti eventi di cultura e business in Italia) e dà spazio ad uno dei coworking migliori in Italia, il Salento è definito un vero e proprio paradiso per nomadi digitali grazie alla bellezza del territorio, la fruibilità della vita culturale, il numero crescente di start up.

Hai mai pensato ad un periodo in giro per l’Italia, non solo come turista ma come lavoratore nomade digitale?

27 pensieri riguardo “Un periodo da nomade digitale in Italia: consigli utili

  • giugno 18, 2018 in 11:53 am
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    A volte ho l’istinto di mollare tutto,prendere la macchinetta fotografica e lanciarmi in nuovi giri e nuove scoperte e girovagare per le mie amate marche …prima o poi lo farò

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  • giugno 16, 2018 in 2:08 pm
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    più leggo i tuoi post, più imparo cose nuove che hanno il potere di stimolarmi, non ho il coraggio e forse neppure più l’età per lanciarmi, ma attraverso te ho sempre il polso della situazione legata alla nuova generazione e di questo non ti ringrazierò mai abbastanza!!

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  • giugno 16, 2018 in 6:13 am
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    Ho fatto la nomade per vacanza ma non digitale. Adoro soggiornare così nei posti

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  • giugno 15, 2018 in 9:38 pm
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    Mi hai coivolta in un’esperienza di cui sapevo ben poco. Mi entusiasma l’idea del coliving!

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  • giugno 15, 2018 in 9:01 pm
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    Io sono solo digitale, ma non nomade 😅 però sarebbe bello fare la nomade digitale anche girovagando per l’Italia o per il mondo 😁

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  • giugno 15, 2018 in 9:57 am
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    Davvero un ottimo post! Finalmente qualcuno che elogia le bellezze e il viaggio nella nostra Italia 🙂 Io sto cercando di entrare nel mondo del nomadismo digitale, sono nella fase di studio.. Ho capito che potrebbe essere questa la mia strada, e mi rincuora sapere che nel mio Paese, in cui appunto avrei intenzione di passare la maggior parte del mio tempo, ci sono alcuni progetti pensati proprio per i freelancer!

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    • giugno 15, 2018 in 10:00 am
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      Eh, spesso si pensa che il (solo) vantaggio di essere nomade digitale sia poter (quasi DOVER)andare lontanissimo. Ma non è così: il nomadismo digitale è una scelta di autodeterminazione più che di libertà e l’autodeterminazione di porta dovunque, non solo in patagonia 🙂

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  • giugno 15, 2018 in 9:19 am
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    Non conoscevo il Co Working ma credo che sia una grande idea. Il mio lavoro è piuttosto statico e non mi permette di girovagare, anche se non ti nascondo che mi sarebbe piaciuto.

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  • giugno 15, 2018 in 7:46 am
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    Ogni volta che leggo i tuoi articoli Sabrina, trovo sempre qualche spunto interessante Grazie! Noi viviamo nella campagna maremmana dove arriva a malapena internet, ma si riesce a lavorare comunque.

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  • giugno 14, 2018 in 1:22 pm
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    A proposito di coworking: a Galatina, nella mia città, ne hanno aperto uno super bello e a due passi da casa mia. Ci posso andare a piedi e i ragazzi che lo gestiscono sono gentilissimi.
    Non conoscevo però il coliving, la trovo una soluzione ottimale per i nomadi digitali.

    Risposta
  • giugno 14, 2018 in 11:24 am
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    Ottimi consigli! Non ho grandi ambizioni da nomane digitale anzi sto benissimo a casa mia ora dopo anni e anni all’estero ma sono consigli super utili! Un bacione!

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  • giugno 13, 2018 in 5:14 am
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    Devo dire che oggi è davvero molto facile fare il “nomade digitale” come scrivi tu. Credo sia una questione più mentale che pratica. Ma perchè non provare? Io si, credo che ci proverei. In fondo ho lasciato un posto fisso dopo 20 anni di lavoro per mettermi a scrivere e diventando una freelance. Posso fare tutto, ora. 🙂

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  • giugno 12, 2018 in 7:56 pm
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    Ecco perchè mi piace leggere i post di altri blogger, si impara sempre qualcosa di nuovo. Non ero a conoscenza del coliving ma è una soluzione che può essere interessante ed economica haha
    Ovviamente per me borghi e città!

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  • giugno 12, 2018 in 2:31 pm
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    Grazie per aver dimostrato che anche in Italia, nonostante quanto si possa pensare, certe esperienze sono già possibili!

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  • giugno 12, 2018 in 10:31 am
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    È stato interessantissimo leggere quest’articolo ed ho scoperto il co-loving una realtà lodevole fin’ora a me sconosciuta.

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  • giugno 12, 2018 in 8:23 am
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    Ho letto con grande interesse questo articolo, e sto dando un’occhiata anche a ”Come fanno i freelance e nomadi digitali a trovare nuovi clienti?”.

    Posso dirti che Catania è una città che sforna numerosi eventi, workshop, fiere e quant’altro, dove blogger, giornalisti si incrociano spesso ed intrecciano contatti.
    Così, giusto per segnalarti la cosa.

    Complimenti!!

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    • giugno 13, 2018 in 8:24 am
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      Grazie, buono a sapersi! Praticamente hai dato una info e uno strumento in più a chi legge 🙂 Anzi, se mi mandi qualche info sugli eventi catanesi li metto volentieri in agenda, parteciperei volentieri

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  • giugno 12, 2018 in 8:09 am
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    Articolo interessante, l’ho letto con molta curiosità perchè si tratta di un mondo che non conosco. Ti faccio una domanda che forse c’entra poco col tema dell’articolo… essendo tu una nomad edigitale, immagino in solitaria.. come riesci a farti tutti questi splendidi auto-scatti?

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    • giugno 13, 2018 in 8:26 am
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      Haha, ottima domanda. Spesso viaggio sola, altre volte ho compagni e compagne di viaggio e ci si aiuta a vicenda. Ma ho molti metodi per gli scatti in solitaria: tre piedi e autoscatto, tre piedi e scatto multiplo, comando a distanza e, quando mi basta una risoluzione medio bassa, video in 4k dal quale prelevo i frame e i fermi immagine 🙂

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  • giugno 12, 2018 in 8:00 am
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    Articolo interessante, molto simpatico anche il tono in cui si rivolge al lettore. No, non ho mai pensato di fare il nomade digitale ma dopo questo articolo potrei farci un pensierino.

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  • giugno 11, 2018 in 10:01 pm
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    Questa visione lavorativa, mi mancava proprio la devo approfondire assolutamnete!!
    Grazie dell’articolo, ciao Gabriella

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  • giugno 11, 2018 in 8:13 pm
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    Non avevo mai pensato a questi dettagli bellissimi. Sarebbe stupendo prendere una macchina e andare in paesini sperduti ma graziosi!

    Risposta

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