Incendi in Australia: che cosa sta accadendo e che cosa possiamo fare?

La situazione degli incendi in Australia sta generando, come nel caso dell’Amazzonia, allerta, paura, dolore e il solito scetticismo complottista. Ma che cosa sta accadendo, perché e che cosa possiamo fare?

Chi mi segue da un po’ sa che nello stato di Victoria vive un’amatissima parte della mia famiglia e che quest’area di dell’Australia ha per me uno strano odore di casa.

Da un po’ di tempo avevo tentato di abbassare i toni talvolta politici o geopolitici di questo blog, ma non ci sono mai riuscita del tutto.
Per me viaggio è anche analisi o tentativo di analisi.
Vorrei che chi ama leggere i miei post perché ama viaggiare o sognare i viaggi, voglia scoprire meglio che cosa sta accadendo Down Under, perché ci sono così tanti incendi, che cosa ne pensano i politici locali e anche cosa possiamo fare noi, che siamo agli antipodi della terra. Per l’Australia e non solo.

Andiamo per ordine:

Incendi in Australia: che cosa sta accadendo?

animal australia_wildlife
Unsplash

Come avrà capito chiunque segua di tanto in tanto un TG, l’Australia è colpita da diverse settimane da terribili incendi che fino ad oggi hanno causato la morte di oltre 20 persone tra abitanti, volontari e vigili impegnati nel soccorso, ettari di foreste andate in fiamme e milioni di esemplari morti bruciati o asfissiati.

La situazione politica e il contesto ambientale: tutto ha un peso

indie places to go in melbourne
Melbourne

L’estate australiana è purtroppo caratterizzata da diversi anni da frequenti incendi a causa di temperature sempre più alte e azioni umane scorrette e disattente e di politiche non sempre all’altezza.
Ogni anno, come accade purtroppo in molti altri paesi, Italia compresa, i vigili del fuoco attendono l’inizio della stagione degli incendi e si preparano alla lotta contro il fuoco.
Quest’anno l’emergenza è iniziata con ben due mesi di anticipo, a causa di temperature molto più elevate rispetto alla media e a venti sfavorevoli.

A ridosso dell’emergenza che è costata la vita a 24 persone, milioni di esemplari di animali oltre 5 milioni di ettari di boschi, c’è stato un allarme lanciato dai vigili del fuoco con tanto di richiesta di stabilire misure di emergenza da parte del governo. Ma questo non ha risposto, continuando a sottovalutare il problema e considerarlo uno scellerato tentativo di screditare la sua politica.

Di fatto, il primo ministro australiano Scott Morrison, che segue le politiche energetiche del suo predecessore sempre liberale (John Howard), ritiene che la “presunta” emergenza ambientale non sia che un modo per contrastare le scelte economiche e politiche del governo, che vuole proteggere l’industria del carbone, fonte di un terzo dell’elettricità del continente.

La solita partigianeria politica alla base degli incendi in Australia

Anche in Australia, sogno esotico per molte delle persone che si vorrebbero allontanare dall’Italia, dall’Europa e dalla radicata partigianeria politica che ruota intorno ad ogni minima, singola questione, si è cristallizzata l’idea secondo cui chi propone politiche per la salvaguardia del pianeta sia di sinistra/progressista/comunista/socialista e chi protegge le politiche energetiche è di destra/conservatore/negazionista, generando un dibattito senza senso di tutti contro tutti in cui la sola cosa che non viene fatta e cercare di risolvere concretamente il problema.

Anche in Australia, la discussione e ogni tentativo di miglioramento sociale e ambientale si fermano qui.

Anche qui sembra impossibile abbandonare questa visione assolutamente scellerata della politica di lotta su “chi ce l’ha più duro”, e pianificare un modo per non bloccare le economie nazionali, non tornare al medio evo energetico e allo stesso tempo non mandare in fiamme l’intero continente.
Persone pagate fior di quattrini dai contribuenti si fermano ad analisi e azioni che non superano quelle che farebbero delle persone comuni chiacchierando al bar.

Tanto per capirci, il presidente brasiliano Bolsonaro provoca Macron, con una verve argomentativa che non si sposta dal livello “Gnegnegne“, chiedendo saccentemente al Primo Ministro francese di fare la voce grossa anche contro il governo australiano come ha fatto con lui lo scorso agosto; Bolsonaro così facendo ribadisce il comune atteggiamento del “ce l’hanno tutti con me” che accomuna il presidente brasiliano a quello degli USA a tanti politici che anche in Italia abbiamo imparato a sopportare solo grazie al Malox.

Questo teatrino tra tre uomini di potere di diversi continenti ci ricorda drammaticamente come lo scacchiere internazionale usi le politiche ambientali esattamente come usa la politica estera. Le alleanze e la logica deli “Stati amici/nemici” hanno più peso di una terra che va a fuoco.

Incendi in Australia: noi possiamo fare qualcosa?

incendi in australia opinioni e verità
ph. alexandra-uivarasan, unsplah

Come ho già detto mesi fa quando c’è stato il tormentone mediatico sull’Amazzonia in fiamme (che, per la cronaca, continua ad essere in una situazione di non ritorno anche se pare non importi più a nessuno), pregare non basta.
Sinceramente trovavo il claim “Pray for Amazonia” un concetto davvero paleolitico.
Lasciamo la preghiera, cerchiamo un modo per agire.

  • Informiamoci (davvero).
    Se sei arrivato fin qui, vai oltre! Non leggere solo questo post. Leggi i link di questo articolo e i link contenuti, a loro volta, negli altri articoli che leggi. Usa la rete come un’enciclopedia per creare un’opinione concreta e non come una fonte da cui “leggere la tua opinione”.

    Leggi della situazione socio politica nei paesi momentaneamente al centro del mirino mediatico che, tra un paio di settimane, spariranno dai TG come ci sono entrati lasciano nuovamente il posto alle vicissitudini della Royal Family.
    Questo è il primo modo per non abbandonare le popolazioni, le foreste e le fette di mondo a rischio: i riflettori si spengono sempre, prima o poi. Una coscienza civica e critica allenata non si spegne mai.
  • Donazioni:
    Studi scientifici dimostrano che, se vogliamo aiutare le ONG impegnate nella tutela dell’ambiente, le mani al portafoglio sono ben più utili delle mani giunte in preghiera.
    Ecco quali sono al momento le associazioni più impegnate sul fronte incendi in Australia:
     WIRES è un’organizzazione no profit che si occupa di salvare gli animali selvatici;
     World Wildlife Fund Australia , fondazione per proteggere i koala, in prima linea nel recupero, nutrizione e cura degli esemplari ancora vivi (pochissimi);
    Bendigo Bank Bushfires Disaster Appeal ; si tratta di una banca che, con l’appoggio dello Stato di Victoria, ha creato un fondo internazionale che devolverà tutte le donazioni in via immediata alle persone che hanno perso tutto;
    Anche lo State Emergency Relief Fund (SERF) è un fondo per aiutare le famiglie vittime degli incendi, nell’area collinare di Adelaide e dintorni.
    Inoltre, cosa importantissima, è possibile aiutare economicamente anche i servizi di vigili el fuoco che stanno facendo il grosso del lavoro.
    I fondi per le donazioni sono:
    CFA per lo stato di Victoria;
    NSW RFS per il New South Wales;
     CFS per South Australia;
     RFBAQ per il Queensland.

E poi possiamo fare tutto il resto:

sabrina in Australia spiaggia St Kilda
Victoria, Australia

Se intorno a te bruciasse tutto, se sentissi l’odore del fumo venire da ogni dove, se perdessi i tuoi cari, la casa, parte della tua terra e della tua identità, legata anche alle specie perdute forse per sempre, quale sarebbe la tua paura più grande?
Forse, come nel caso delle vittime di terremoti e maremoti, di essere dimenticati dopo pochi mesi e vedere che a nulla è servito quanto accaduto.
Non a creare consapevolezza, non a sensibilizzare, non a cambiare qualcosa in meglio.

Cerchiamo di capire che nelle emergenze ambientali, soprattutto in questa fase della storia, non c’è una singola azione che non influenzi tutto il resto, come accade in ogni sistema fragile e perfetto.
Ogni tua scelta di consumo, ogni scelta di voto, ogni nostro limite mentale influenza le politiche internazionali di tutela dell’ambente.

Se tutte le persone “di sinistra” si dichiarassero pronte a votare un governo “di destra” che inserisce nel proprio programma delle chiare e decise prese di posizione in tema ambientale (e viceversa), insomma, se le politiche ambientali diventassero una nostra priorità come elettori ed elettrici, forse sposteremmo l’ago della bilancia. Forse faremmo la differenza.
Forse, e dico forse, porteremmo anche questa volta la pellaccia a casa.

Temo solo che non abbiamo più tempo sufficiente per modificare la mentalità comune fino a questo punto.

incendi in australia_cosa succede e che cosa fare
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10 pensieri riguardo “Incendi in Australia: che cosa sta accadendo e che cosa possiamo fare?

  • Gennaio 13, 2020 in 12:31 pm
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    Non so perché ma, rispetto ad altre catastrofi, quella dell’Australia mi ha davvero colpito. Sarà l’amore che provo per la terra, un Paese visitato e amato, ma vederla ridotta in quel modo mi fa piangere il cuore. Io già fatto una donazione incentivando le persone a fare altrettanto, è un disastro di proporzioni immense e la situazione non sembra migliorare. Speriamo per il meglio perché di questo passo rimarrà ben poco della cara Australia.

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  • Gennaio 13, 2020 in 8:52 am
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    Non ci sono parole per ciò che sta accadendo in quella terra fantastica, l’Australia!
    Io ho già faccio una piccola donazione, quello che posso permettermi. Purtroppo è un vero e proprio disastro!

    Risposta
  • Gennaio 12, 2020 in 5:42 pm
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    Ciao terribile la situazione in Australia, le immagini parlano di una terra martoriata e morti innocenti. Mi documenterò per saperne e capirne di più

    Risposta
  • Gennaio 11, 2020 in 3:41 pm
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    Informarsi seriamente, parlare con cognizione di causa e donare: sono le uniche cose realmente efficaci! Sui politici stendiamo un velo pietoso, che è meglio…

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  • Gennaio 10, 2020 in 9:18 pm
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    “Temo solo che non abbiamo più tempo sufficiente per modificare la mentalità comune fino a questo punto.” Questa frase mi ha colpito tantissimo.. Ho letto il tuo articolo tutto in un fiato e sono rimasta con una malinconia dentro assurda. Anche se nel mio piccolo cerco di inquinare meno, evitare sprechi inutili, donare il più che posso… mi rendo conto di non fare mai abbastanza. Sicuramente se tutti facessimo qualcosa per cambiare sarebbe tutto molto più facile.

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  • Gennaio 10, 2020 in 7:36 pm
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    Vedere queste immagini e queste notizie in questi giorni è davvero devastante. Grazie per aver scritto questo articolo, magari può essere davvero utile.

    Risposta
    • Gennaio 11, 2020 in 5:06 pm
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      Un tema attualissimo e tristissimo! Questo è finamente un articolo Completo e interessante. Il clima in continuo cambiamento, chi sta sul tetto del mondo che ci marcia su queste situazioni e condizioni, e chi ci rimette è sempre chi non centra. Spero che un giorno questo mondo giri per il verso giusto

      Risposta
  • Gennaio 10, 2020 in 4:53 pm
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    Informasi sta davvero alla base di tutto, soprattutto durante queste catastrofi. Purtroppo la mentalità delle persone e lo loro abitudini prese per inerzia è difficile cambiarle ma parlarne, sensibilizzare le masse può fare qualcosa. E le donazioni, anche se piccole, se ognuno di noi fosse disposto a farle, aiuterebbe di moltissimo la situazione.

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  • Gennaio 10, 2020 in 10:32 am
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    Anche io odio la politicizzazione di qualsiasi ambito. Quando vedo ciò che sta accadendo in Australia il mio unico pensiero è solamente per le persone che, improvvisamente, si trovano senza più nulla, in un ambiente devastato. Non posso fare a meno di piangere

    Risposta
  • Gennaio 10, 2020 in 9:41 am
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    Molto bello ed interessante l’articolo della situazione dell’Australia se ne parla ovunque ed è veramente brutta dispiace molto poi sapere che probabilmente sono state delle persone ad appiccare questo incendio.

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