Guadagnare da un blog: quello che le blogger non dicono

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Abbiamo troppa fantasia e se diciamo una bugia, è una mancata verità, che prima o poi succederà…

Penso a questi versi di una canzone che non ho mai amato particolarmente se (ri)leggo alcuni post italiani e (soprattutto) stranieri che ti raccontano come è possibile guadagnare con un blog.

Io un giorno mi sono svegliata facendo un calcolo: scrivevo su questo blog, con regolarità, da quasi 10 anni e mi è venuto in mente, anche grazie a consigli e solleciti di amiche, che poteva diventare più di un passatempo e parte del mio lavoro.

Allora ho iniziato a studiare qualcosa in merito, leggendo soprattutto consigli di chi “ce l’ha fatta”.

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Adesso, a due anni da quella mattina (o pomeriggio o sera, non ricordo), anche io guadagno grazie al mio blog. Non (ancora) tanto da non fare altro ma a sufficienza per mantenere i miei vizi, fra cui qualche viaggio.

E sai che cosa faccio adesso?
Prima di dirti come sono arrivata più o meno consapevolmente a questo punto ti dico che cosa proprio non ha funzionato dei consigli di altri blogger e che sinceramente non credo funzioneranno molto con altre persone che hanno un blog con le caratteristiche di questo, ossia:

  • che è gestito da una sola persona
  • che non ha alle spalle un editore e un gruppo di articolisti (ovviamente sottopagati o non pagati affatto)
  • dal traffico al di sotto dei 100.000 visitatori fissi al giorno
  • che voglia assolutamente mantenere una certa etica e rispetto per i propri lettori.

Partiamo:

Ti diranno degli Adsense e dei related links 

Work station in real life

Molti post che ho letto rimandavano come prima cosa a Google Adsense. E’ vero, è molto facile registrarsi al programma ed inserire spazi pubblicitari all’interno di ogni articolo o delle pagine principali.

Ma sarà difficile arrivare alle visualizzazioni necessarie per arrivare almeno a 10 euro, figurarsi ai 50 necessari per ritirare il proprio “premio in denaro”.

Dal mio a fondo pagina, non ci ho ancora guadagnato più di 7 euro e credo che lo toglierò a breve (sai, spero sempre di svegliarmi con un milione di visualizzazioni al giorno. Se ci speri anche tu, fai pure).

Ti diranno dei Related links 

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Hai presente quando vai su un sito molto visitato, di gossip o notizie farlocche che ti appaiono su facebook e sotto alle gallery che vuoi vedere (ma che hai puntualmente difficoltà a sfogliare), e ci sono quegli articoli intitolati “Scopri come ha fatto questa celebrità a perdere 10 kg in un mese” oppure “I chirurghi estetici odiano quest’alga”? Bene, quei link rimandano ad altri blog e articoli correlati, dal dubbio valore scientifico e a mio avviso anche dalla scarsa etica. Affiliandosi a questi programmi potrai vendere l’anima del tuo blog per qualche centesimo a click, e in cambio di questa lauta ricompensa potrai perdere tutta la tua credibilità.

Un tempo si facevano patti con il diavolo, che almeno sapeva ben ricompensare. Oggi ci si gioca tutto per niente. Io ci ho provato con Link we love: all’atto della registrazione puoi dare una serie di preferenze sugli argomenti che interessano te e i tuoi lettori, tipo “tempo libero, viaggi”, come ho fatto io. E in teoria gli articoli che accompagnano il tuo e che portano fuori dal tuo blog (cosa che un blogger deve fare di tutto per impedire) dovrebbero essere su questi temi.
Ma questo non avviene MAI.

Il risultato è che ti trovi gli articoli di cui sopra, inseriti nel tuo blog che parla di tutt’altro. Scrivi un articolo sui viaggi responsabili in Botswana? Sappi che al termine del tuo post ci sarà un link ai consigli per avere il culo di Bélen (che poi, fossero almeno consigli validi…).

Ovviamente dopo una settimana sono uscita dal programma.

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Ti diranno dei programmi di affiliazione

I programmi di affiliazione sono dei sistemi online che mettono in contatto aziende che vorrebbero promozione sui blog per aumentare la credibilità on line e blogger (o publisher) che non disdegnano l’idea di guadagnare qualcosa per promuovere aziende. Fin qui, nulla per cui farsi venire dermatiti.

Io sono stata un’utente di Tradedoubler e Seeding Up, ma ne potrai trovare, negli articoli di molti blogger, molti di più.
Per poterti iscrivere devi avere un traffico medio alto, ma la retribuzione spesso è di pochi centesimi a click.
Per farti capire: io che ho un traffico di circa 15.000 visitatori unici a settimana ho guadagnato 50 euro con uno spot per trivago sul mio blog… solo perché mio padre ci cliccava sopra novantamila volte al giorno.
In pratica, Tradedoubler ti invita ad aderire a dei programmi pubblicitari, così da consentirti di pubblicare le pubblicità sul tuo blog. Il guadagno non avviene per ogni visualizzazione ma
– per click
– o per mille visualizzazioni (ovveri 0.70 cent, se va bene, ogni 1000 visualizzazioni del banner).

Poi ho provato Seeding Up: da questo sito puoi decidere che prezzo dare a un post sponsorizzato.
Nel mio caso, un inserzionista (noleggio auto) mi aveva chiesto di pubblicare un pezzo con 3 back link al costo di 30 euro.

Ho accettato la richiesta e scritto il pezzo. Il pezzo è stato accettato.
Piccolo problema: il pezzo viene pagato in 12 rate.
Altro piccolo problema: ogni tanto Seeding Up ti manda mail automatizzate dicendo che nell’articolo c’è qualcosa che non va nel link (che tu non hai mai modificato) e che se non rimedi all’errore che non ti hanno saputo spiegare, il pagamento verrà interrotto.
Allora devi iniziare a mandare mail in assistenza finché non ti si esaurisce la pazienza.
Inutile dire che ho interrotto il programma lasciando a Seeding Up quel che restava delle mie rate di 2.50 euro al mese, ovvero il corrispettivo di 20 euro.

freelance digital nomad sabrinabarbante.com

 

Ma allora, come fare?
In questo marasma di pay per click e centesimi di euro per dare visibilità ad aziende dal fatturato milionario che spesso non pagano neanche le tasse in Italia, più che trovare la soluzione è stata la soluzione a trovare me. O meglio, ci siamo inseguite a vicenda.

1 – Cura i follower

Creati un traffico folto e fedele, che torni spesso sul tuo blog e commenti i tuoi post.
Se fai fatica a far sì che ciò avvenga spontaneamente, unisciti a gruppi facebook di altri blogger da portare sul tuo blog. Io ho iniziato per pur ìo divertimento, poi ho visto che questo meccanismo abbassava il bounce rate e aumentava autorevolezza e traffico.

2 – Oltre al traffico, pensa alla page authority 

Mi raccomando, non essere agoista ed egocentrica. Commenta e condividi gliarticoli di altri blog. Non solo perchè condividere è bello ma anche perché ad ogni commento che lasci, registrandoti con l’url del tuo blog sui blog di altri, aumenta anche la tua autorità sul web sugli argomenti che tratti.

In questo modo saranno le stesse aziende, uffici stampa, siti di affiliazione, a contattarti. Io ho scoperto il livello della mia PA proprio grazie ad un’azienda di intermediazione che mi ha contattata per chiedermi un post sponsorizzato 🙂

3 – Posta con regolarità e commenta con altrettanta costanza

Per aumentare credibilità e visite bisogna ovviamente posizionarsi bene sui motori di ricerca. Affinché ciò avvenga dovresti essere costante e scrivere un articolo coerente con i tuoi contenuti diciamo almeno una volta a settimana (anche se uno a settimana è pochino).
Maggiore è la costanza, migliore è il posizionamento. Migliore è il posizionamento, maggiore sarà il traffico. Ma per fare tutto ciò devi scaricare dei buoni plug in per il SEO, lo sai vero?
Dopo le 15.000 visualizzazioni a settimana e la mia page authority che ha superato la soglia dei 25/100 per me è cambiato tutto.
Le aziende hanno iniziato a contattarmi proponendomi di inserire link assolutamente in linea con i miei contenuti, proponendomi di scrivere o pubblicare pezzi redatti da altri per somme che variano dai 30 ai 100 euro.

Non è una fortuna, ma è una soddisfazione. E un blogger vive per lo più di questo.

 

 

28 pensieri riguardo “Guadagnare da un blog: quello che le blogger non dicono

  • Ott 3, 2018 in 10:27 am
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    Ciao Sabrina, sto trovando molto utili i tuoi articoli sul blogging. Pensi che scrivere solo blog post in italiano limiti di parecchio il numero di visualizzazioni? Suppongo che tu abbia molte più visualizzazioni ai post scritti in Inglese, è così? Grazie 😊

    Risposta
    • Ott 3, 2018 in 3:54 pm
      Permalink

      Ciao Giulia,
      il mio traffico al momento si divide tra un 69% in Italiano e un 31% in inglese. Tecnicamente potrei scrivere solo in italiano e rendermi la vita più semplice ;-). Tuttavia quel 31% mi è utile e soprattutto amo dare al mio blog un’identità “doppia” (anche perchè sono traduttrice e mi piace l’idea che quello che scrivo sia letto ovunque). Se lavori bene sul SEO in italiano (ma non solo su SEO, anche sulle pubbliche relazioni sia sui social che di persona) puoi avere un ottimo traffico e, sopratutto, non doverti confrontare con una concorrenza molto più numerosa.

      Risposta
  • Mar 12, 2018 in 6:32 pm
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    Ciao, è la prima volta che leggo il tuo blog e mi piace tantissimo. É pieno zeppo di dritte e articoli interessanti, complimenti.☺Saluti dall’India☺

    Risposta
    • Mar 12, 2018 in 6:34 pm
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      Woooow! dall’India! Ma grazie a te per esserti fatta un giretto in questa mia casa virtuale! Torna quando vuoi, mi casa es tu casa 🙂

      Risposta
  • Mar 7, 2018 in 10:28 am
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    Ciao Sabrina, ho letto con estremo interesse i tuoi consigli. Ne approfitto per un’ultima domanda: tu consigli di avere dei buoni plug in per il SEO. Sai dirmi magari in particolare quali? Grazie!

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    • Mar 7, 2018 in 3:07 pm
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      Ciao Nicoletta,io (e non solo io) asserisco che il migliore è Yoast.
      Oltre a funzionare bene per il posizionamento, ti dice che cosa fare, di volta in volta, per migliorare il SEO di ogni post

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  • Lug 15, 2017 in 8:28 am
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    Finalmente qualcuno che dice la veritá in questo mondo di bugie per i blogger! Siamo carne da macello, meno male che ci sei tu a dire qualcosa di vero.

    Risposta
    • Lug 15, 2017 in 10:51 am
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      Ciao Manuele! Sono contenta che ti sia riconosciuto nel pezzo… degli dirci la verità tra di noi, così è più facile affrontare le asperità anche facendosi una risata 🙂

      Risposta
  • Mar 11, 2017 in 11:04 am
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    Ma se ti chiedessi aiuto con Seo mi aiuteresti? ^.^ ci ho provato ma proprio non ci arrivo….
    poi ti scrivo in pvt quando hai tempo 🙂

    Risposta
  • Mar 11, 2017 in 11:04 am
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    Ma se ti chiedessi aiuto con Seo mi aiuteresti? ^.^ ci ho provato ma proprio non ci arrivo….

    Risposta
  • Dic 26, 2016 in 9:23 pm
    Permalink

    Ciao! Mi è proprio piaciuto questo articolo e come questo anche altri! Ti ho scoperto leggendoti questa sera, ma penso che ti seguiró di più! Io sono una novella … i primi di gennaio il mio blog fa un anno….!!! È una piccola soddisfazione ma se devo essere sincera proprio fino in fondo, non riesco proprio a starci dietro come vorrei! Lavoro, bimbi e imprevisti quotidiani mi lasciano ben poco spazio per scrivere! Chissà che con il 2017 cambi qualcosa! A presto!!! Giorgia

    Risposta
  • Nov 11, 2016 in 7:01 am
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    Verissimo! Non si guadagna niente se non hai alle spalle qualcuno che ne capisca di SEO, e se non c’è la costanza…io invece sugli articoli sponsorizzati non sono così sicura che funzionino, ti possono far guadagnare nell’immediato, ma alcuni siti mirano a prendere il tuo posto se sei ben piazzata su google. Comunque complimenti per il blog è molto fruibile (oddio che parola mi è uscita!!! ahahaha) 🙂

    Risposta
    • Nov 11, 2016 in 8:32 am
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      Hahahaha, mille grazie! Per adesso i post sponsorizzati mi hanno lasciata soddisfatta ma credo che sia dovuto al fatto che le richieste mi arrivano di agenzie di intermediazione (pagamenti puntuali e contenuti tutto sommato buoni, scritti bene).
      Ora scusami… ma corro a leggere la tua ricetta della pasta con il cavolfiore alla siciliana perchè MI POTRESTI AVER RISOLTO IL PRANZO 😉 (spreco tutta la creativià sul blog e a pranzo è già tutta esaurita)

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  • Set 20, 2016 in 8:37 pm
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    Beh, lo sai Sabrina, sono un neofita del blog, ho appena iniziato e devo ancora costruire tutta la “macchina” prima solo di pensare di raggiungere i tuoi livelli, ma devo dire che quello che affermi è corretto. Trovarsi a cercare forsennatamente la chiusura di un video o un audio che parte in automatico in un blog è veramente irritante. E tutte le tecniche simili sono al limite del rispetto di chi visita le pagine che vengono messe on-line. Consigli certamente validi, di buon senso e da persona esperta quale sei. Permettimi di aggiungere una cosa, restando nell argomento “guadagni”; un buon blog può portare contatti anche “fuori” dal blog, dare il via a rapporti professionali e di affari nel mondo reale, che poi è un po l’obiettivo del mio di blog. Ciao e grazie.

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    • Set 22, 2016 in 5:47 am
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      Ciao Fabrizio! Hai assolutamente ragione (altro che poco esperto!). Almeno 2 dei clienti che seguo adesso mi hanno conosciuta proprio grazie a questo blog, quindi CREDERCI e investire i migliori sforzi è una grande carta da giocare!

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  • Set 2, 2016 in 9:50 pm
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    Quanti bei consigli utili mi hai dato! Ci tengo molto, grazie mille! Non credevo però che guadagnare con Adsense sia cosi difficile. Attualmente sto provando, vediamo cosa succederà…hmm

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  • Ago 24, 2016 in 1:33 pm
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    Finalmente consigli sinceri e in un linguaggio “umano” che tra widget, url, html, csm, seo, google a destra, wordpress a sinistra etc non ci capivo più niente 😉

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    • Ago 24, 2016 in 1:37 pm
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      Diciamo che è meglio non prendere la faccenda troppo sul serio… mentre si gioca a fare sul serio 😉
      Mille grazie, di cuore!

      Risposta

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