Qual è la differenza tra blog e sito web? In realtà le differenze sono molte, alcune molto importanti da tenere a mente quando abbiamo in cantiere l’uno o l’altro progetto web.

Per molti e molte professioniste della scrittura sul web, ormai, questa differenza è un dato scontato, ma mi rendo conto, grazie a conversazioni con corsiste di In My Suitcase Club, clienti e naviganti del web che in realtà la differenza tra sito e blog e tutt’altro che chiara.

Come sempre mi spingerò oltre e non sarò avara di informazioni: in questo articolo ti dirò quali differenze reali e importanti ci sono tra blog e sito web ma anche che cosa è un blog-magazine e un giornale online.

Partiamo dalle basi:

Quali sono le differenze tra blog e sito web.

disegni ad acquerello con tre strutture di siti e blog
Hal Gatewood, unsplash

Se dal punto di vista tecnico, oggi, un blog e un sito web possono apparentemente essere realizzati con gli stessi strumenti e in tempi simili, in realtà cambia molto, anzi quasi tutto, negli obiettivi e modalità di funzionamento.

Tanto per cominciare, anche da un punto di vista tecnico e progettuale, un sito web può avere, a seconda dell’obiettivo per cui viene creato, diversi gradi di complessità per cui nella maggior parte dei casi è meglio affidarsi a web master che conoscano anche il linguaggio di programmazione, come dico nei consigli flash a chiusura di articolo.

Ma le differenze vanno ben oltre il punto di vista tecnico.

Tra un blog e un sito web, le principali differenze stanno nel punto di partenza e nel punto di arrivo.


Un sito web è una presentazione online di uno o una serie di prodotti e servizi, proposti da un’azienda o da un professionista.

blog custom fonts

I contenuti principali sono tendenzialmente statici e invariabili e devono essere subito visibili, dal prodotto/servizio alle informazioni logistiche e soprattutto la procedura per la prenotazione o il contatto.
La struttura del sito deve far capire da subito il reale obiettivo del progetto web: la presentazione di un prodotto/persona/progetto e quello che è possibile fare per l’utente.

La struttura di siti web attualmente più in voga perché molto funzionale a quanto sopra è la struttura a moduli, cioè quella, per intenderci, che mostra nella home page tre o quattro bande orizzontali da “scrollare” per avere tutte le informazioni principali.

Un sito internet può avere un blog o un’area con contenuti dinamici, perché attraverso la scrittura SEO un blog permette di veicolare i visitatori al sito web e, con determinate strategie legate al piano editoriale e alle call to action, vendere più prodotti/servizi.
Potrebbe interessarti il precedente articolo in cui parlo di come scrivere per vendere.

Ma attenzione, in questo caso il blog è una parte del sito web, funzionale allo scopo finale del sito stesso; non è opportuno che sia la prima cosa visibile perché il principale scopo di un sito web non è diffondere contenuti, bensì parlare di un prodotto, servizio o progetto (anche senza scopo di lucro) e l’eventuale area blog/news è funzionale a questo scopo; anche il piano editoriale dei contenuti dinamici dell’area news/blog di un sito deve essere funzionale all’obiettivo reale del sito stesso.

primo piano computer, riviste e tazza. Sullo sfondo sabrina che legge

Un blog, invece, ha come centro del progetto proprio i contenuti dinamici.


Il principale scopo di un blogger è far leggere i suoi contenuti; tramite essi, se e quando vuole, può condurre alla pagina in cui si vende un prodotto o servizio, come avviene per questo blog.

Per intenderci e per banalizzare il concetto al solo fine di renderlo più chiaro, se il marcatore di successo di un sito web è il numero di azioni (vendite/prenotazioni/richiesta di informazioni) che riesce a portare, il marcatore di successo di un blog e di un blogger è il volume di traffico, che di fatto è anche una delle metriche più importanti con le quali un blogger propone un progetto ad un possibile partner.

Si tratta di differenze importanti e non comprenderle porta molti blogger (ma anche creatori di siti web) a fare scelte poco sagge nella costruzione di uno o dell’altro strumento comunicativo.

Lo schema a moduli su citato, non ha ad oggi particolare senso per un blog che invece ha, come core business, quindi come prodotto centrale, i contenuti dinamici, gli articoli scritti regolarmente. Questi è bene che siano subito visibili in homepage.

Altrettanto importante per un blog è avere un widget visibile in ogni area del blog, dai contenuti dinamici a eventuali pagine statiche, in cui si presenta il blogger, persona centrale nello storytelling di un blog fin dalla nascita di questo tipo di piattaforma.

Perché è importante tenere a mente queste differenze

sabrina seduta sul divano con computer guarda in camera e sorride

Queste differenze non sono stabilite da un “decalogo del buon blog o sito web” perché di fatto, e per fortuna, non esiste.

Ma sono differenze che i navigatori, anche a livello inconscio e consapevole, conoscono.
I codici e i simboli legati al mondo del web si evolvono velocemente e altrettanto velocemente si impiantano nella mente di chi naviga.

Un lettore che atterra sulla homepage di un blog con struttura a moduli, non trovando subito contenuti dinamici da leggere o sui quali cliccare, è più propenso ad uscire subito dal blog stesso. (Se ti va e ti è utile, leggi anche i miei consigli per abbassare l’indice di rimbalzo del blog)

Allo stesso modo, se un utente cerca un prodotto specifico di un brand specifico e atterra sulla homepage di un blog, in cui non è immediato il modo per rintracciare il prodotto o servizio… uscirà e cercherà il prodotto altrove. Una questione di decimi di secondo, di connessioni celebrali velocissime che ci portano a fare azioni flash e che possono determinare il successo e l’insuccesso di un progetto online.

Che cosa è, invece, un blog magazine?

magazine cartaceo chiuso accanto a compiere aperto

Blog-magazine è una definizione più recente nel panorama delle identità dei portali, e descrive un progetto che nasce con gli stessi principi di un blog (cioè, ha come primo obiettivo il traffico e la mission è legata alla diffusione di contenuti), ma non è legata strettamente solo all’identità di una singola persona.
In genere un blog-magazine ha più contributor, imita (e, ripeto, imita e non ricalca) la struttura di una redazione e ha ritmi di pubblicazione più frequenti rispetto ad un blog.

Che cosa è una testata online?

Dai, questa è facile: una testata online è una testata giornalistica che non ha diffusione cartacea e un processo distributivo uguale a quello di un giornale cartaceo ma si basa solo sull’online pur mantenendo tutte le specifiche, anche legali, di un giornale.
Una testata online deve essere regolarmente registrata ad un tribunale, avere un direttore responsabile e un direttore editoriale e, pur nello specifico delle attività online, ha una redazione come le testate cartacee.

Su un piano strutturale e grafico, è più simile ad un blog, per ovvi motivi che hai ormai imparato se hai letto bene i primi paragrafi.

Prima di creare un progetto web:

  • Interrogati sulle tue reali finalità e obiettivi e scegli di conseguenza la piattaforma più adatta a te;
  • Affidati ad esperti se non sai da dove partire (ad esempio, con una consulenza di blogging one shot puoi parlarmi del tuo progetto e con un percorso completo posso aiutarti a costruirlo passo dopo passo).
  • Se hai bisogno di un blog e non te la senti di fare tutto da sola, affidati a chi ti sa/vuole insegnare ad essere padrona al 100% della piattaforma: un blogger non ha bisogno di un webmaster a meno che non sia un consulente e una guida (ovviamente con giusta e proporzionata remunerazione). Un blog è incredibilmente intuitivo da gestire e la cosa migliore è esserne padroni anche da un punto di vista tecnico.
  • Se invece hai bisogno di un sito web, soprattutto se legato a e-commerce, prenotazioni, calendari, spedizioni ecc., un webmaster ti è indispensabile e fare tutto da soli diventa molto pericoloso.

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