Cose da sapere prima di andare a Riga, Lettonia

Les amis, si torna nei paesi del Baltico e questa volta ti parlo di Riga, capitale della Lettonia.

Chi mi ha (saggiamente) seguita anche sulle storie di Instagram sa già quali cose mi hanno affascinata di più, quanto sia impazzita per il grande mercato dove scoprirai i sapori più autentici e i metodi di produzione e consumo della città e della regione e anche quanto è colorato il suo centro storico.


Prima di parlarti nel dettaglio di tutte queste cose, punto per punto, nei prossimi articoli su Riga, ti racconto quali cose non sapevo e non immaginavo prima di partire ma che possono essere utili per te che stai pianificando un viaggio nella ex Capitale della Cultura Europea (nel 2014).

Il centro storico non è il solo patrimonio

Si sa (si sa?) che il centro di Riga, quasi interamente ricostruito dopo i terribili bombardamenti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, è Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Titolo meritatissimo, dal momento che ogni palazzo ha una sua storia molto antica da raccontare e le strade sono una coperta patchwork di colori e stili di epoche diverse.

Non tutti sanno però che Riga ha anche, tra i suoi patrimoni UNESCO, il Central Market, un insieme di sei padiglioni enormi dedicati al cibo fresco e a km zero e tra gli avamposti culturali lettoni è riconosciuto anche il quartiere Kalnciema.

Kalnciema, Riga

Si tratta di un piccolo distretto sulla riva sinistra del fiume Daugava (il lato opposto rispetto al centro storico), costruito in legno e che accoglie mercatini, eventi di street art, situazioni molto hipster.

Se ci capiti in un comune giorno lavorativo non vedrai altro che casette in legno, abitate, nel mezzo di giardini curati un po’ alla “selvaggia”. Ma il sabato mattina il mercatino dell’usato e dei farmer anima tutto come tutto si anima anche durante le sere dei week end in cui sotto le luci degli alberi avvengono concertini ed esibizioni.

Fuori dal borgo più antico, nel distretto commerciale, c’è anche un patrimonio di Art Nouveau incredibile.

Il motivo è semplice da rintracciare: Riga era, agli inizi del Novecento, sotto l’impero Russo e lo Zar aveva una profonda sudditanza estetica nei confronti della Francia, come tutta la nobiltà (se hai letto Anna Karenina sai di che cosa parlo).
L’Art Nouveau di Riga ha però più affinità con lo Jugendstil tedesco e si crea una sua identità con le crome azzurre tipiche dell’architettura baltico-finnica.

Il barocco e il gotico non sono come il nostro barocco e il nostro gotico

Ma niente paura, c’è anche il tanto confortevole e decodificabile barocco e gotico, nell’architettura del centro storico.
Tuttavia sappi che hanno ben poco a che fare con il nostro concetto di baracco e gotico, legati soprattutto alle architetture ecclesiastiche.

Qui a Riga, sede dell’antica Lega Anseatica, cioè l’alleanza mercantile per il monopolio del commercio tra Germania, Scandinavia, Paesi baltici e la Russia, non era tanto la chiesa o le chiese a detenere il potere economico e, quindi, decisionale in campo architettonico, bensì i mercanti.
Le più importanti e rappresentative strutture della città, come la Casa delle teste nere e i Tre fratelli o la fantomatica casa dei gatti neri sono case di mercanti.

La casa delle teste nere è la sede storica, tutt’ora attiva, di un’associazione di categoria mercantile (che per secoli è stata una vera e propria confraternita molto potente). Il gotico baltico è più squadrato e ha colori diversi da quello del mediterraneo e della mitteleuropa (anche perché è prettamente in laterizio).

Più cara rispetto al resto del Baltico

Forse per via della recente storia di capitale europea della cultura, Riga è un po’ più cara rispetto alle altre principali città del Baltico. Non tanto da poterla definire “la più scandinava delle città baltiche”, perché di certo non ti manda in rovina come Oslo.

Tuttavia, costi ben più alti della pur bellissima Vilnius.

Ricca di aneddoti e curiosità

Non è certo misteriosa come Edimburgo o Praga ma anche la capitale Lettone ha i suoi bei racconti e fatterelli. Anzi, a dirla tutta il modo più bello per conoscerla, soprattutto quando la si visita per un breve week end, è proprio attraverso i suoi piccoli “fatti”.

Ad esempio, perché i tre fratelli si chiamano così?
Perché sono tre case simili all’apparenza ma in realtà diversissime, perché appartengono a due diversi secoli (1200 e 1400) e a diverse epoche architettoniche (gotico, barocco e manierismo olandese).
Perché la casa delle teste nere ha questo nome?
Perchè il copricapo dei mercanti, nel medioevo, era nero.
Perché la casa dei gatti neri ha i gatti neri come ornamento sulle vette?

Perchè, pare, appartenesse ad un mercante che non fu accettato nella confraternita e che quindi ritrasse i suoi gatti con il sedere rivolto alla casa delle teste nere.

Occhio alla sua cultura pre cristiana

come salvarsi viaggiando e come salvare gli altri, soprattutto

La presenza di meravigliose chiese cattoliche, ortodosse e protestanti occuperà buona parte della tua ammirazione estetica.
Ma vai oltre, perché la Lettonia e i suoi abitanti negli ultimi anni stanno fortemente risentendo e riscoprendo la loro antica cultura pagana e pre cristiana, ricca di simboli e di contatto con gli elementi naturali, il legno primo fra tutti.
I lettoni sono falegnami nella loro anima più ancestrale (davvero moltissime persone, indipendentemente dal loro lavoro, sanno lavorare il legno).
Quando nascono bambini, si regala legno (o anche interi alberi) di quercia mentre se viene al mondo una bambina si regala l’albero di tiglio.

Le foglie di tiglio e quercia sono tutt’ora molto usate dai lettoni per infusi e liquori aromatici.

Occhio al vento, indipendentemente dalla stagione

Quando pianifichi il tuo viaggio e il tuo bagaglio, nel guardare le previsioni non guardare solo il simbolo sole-nuvole-pioggia-neve ma leggi anche i nodi del vento: con il vento che viene dalla Siberia c’è poco da scherzare, può abbassare le temperature anche di 10 gradi in poche ore.

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