6 consigli per chi va a Mostar, Bosnia

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Appena rientrata da Mostar, Bosnia, come ben saprà chi mi ha seguita su Instagram negli ultimi giorni o chi ha subito i miei post compulsavi e molesti e le insta stories sui piatti veg (pochi) della cucina bosniaca e sui vini buoni (diversi) da bere in loco.

Ma per i post dettagliati su cibo, street food, birra e vino, dove andare e che cosa fare o non fare a Mostar (ma anche Sarajevo), possiamo aspettare qualche altro giorno, vero?




Adesso vorrei dare un po’ di consigli pratici a chi si accinge a visitare questa cittadina del sud della Bosnia, a caldo e al netto della mia esperienza terminata solo oggi (almeno fisicamente).

#1 – Scarpe comode. E non solo

strada mostar

 

Non basta che le scarpe che porti con te a Mostar siano comode. Per me le ballerine sono comodissime ma se avessi viaggiato con questo tipo di scarpa avrei nella migliore delle ipotesi delle scarpe bucate, nella peggiore delle ipotesi i tendini delle gambe infiammatissimi per sempre e anche una gengiva rotta.

A Mostar si scivola, scrofola, sgrugna! Le pietre che formano le strade del bellissimo centro storico sono tanto poetiche e caratteristiche quanto pericolose.
Le scarpe migliori sono le running, stivali dalle suole ruvide, polacchine, scarpe da trekking o di gomma ma meglio se NON nuove.

#2 – Visite nei dintorni 

mostar

La parte interessante di Mostar è il centro storico: la città in sé non è piccolissima ma il centro sì e si visita in una giornata. Poi, per carità, è bello ritornare nei luoghi e vederli nelle varie fasi del giorno, perché le sfumature di luce sono sempre diverse e interessanti.

Ma dopo un paio di giorni è molto sensato iniziare a visitare i dintorni.
In quasi tutti gli hotel è possibile trovare cataloghetti con proposte di tour che partono da Blagaj, e terminano con le cascate di Kravice.

Il mio hotel aveva anche in catalogo l’ipotesi “tour enologico” nelle cantine e nei vigneti, altrettanto interessante per gli amanti del genere. Potete chiedere in reception di prenotare un tour per voi: in gruppi da 3 persone in su costerà sui 20-25 euro a testa, un po’ di più (30-35) se sei sola o in coppia.

Io e la rossa abbiamo fortemente voluto visitare Sarajevo.
Abbiamo preso un bus dalla stazione (meno di tre km dal centro; a piedi a passo svelto ci si impiega 15-20 minuti, in taxi meno di 5 euro). Abbiamo scelto il bus perché, memore dei miei spostamenti in Serbia, dal bus si possono vedere più spaccati di vita locale.

Un gentile quanto poco vitale compagno di tratta, ribattezzato Petreckteck, ci ha detto che abbiamo fatto bene e che anche al ritorno sarebbe stato meglio evitare il treno perché “il treno è terribile”. Anche i gestori dell’hotel ce lo hanno sconsigliato. Il motivo potrebbe essere che bisogna fare millemilioni di cambi come il fatto che possa essere poco confortevole, non so.

Sta di fatto che anche il viaggio in bus è roba per donne e uomini duri: Mostar-Sarajevo sono 145 km che con il bus locale corrisponde a 3 ore di tornanti in salita nei boschi (davvero, le fermate sono in paesini minuscoli e anche nel pieno del bosco).
Tutto senza pausa pipì. Quindi, partendo dall’assunto che lo rifarei altre mille volte, sconsiglio di bere troppo prima di intraprendere questo viaggio e lo sconsiglio anche a ragazze con il ciclo.

Tornerò presto a scrivere di Sarajevo, ma adesso andiamo per ordine altrimenti perdo il filo…

#3 – Locali alcol free

locali e alcol a mostar

Sia Sarajevo che Mostar hanno molti abitanti islamici praticanti e osservanti, anche gestori di locali. Per cui se hai voglia di bere una birra o un calice di vino accertati che servano alcolici perché in diversi locali ciò non avviene per ovvi motivi religiosi. Se all’ingresso non c’è menu o non è indicata questa variante, basta chiedere. Risponderanno “Sì serviamo alcolici” o “no, non ne serviamo” sempre con grande gentilezza.

#4 – Nessun problema con la lingua inglese 

Tutti e tutte la parlano, moltissimi capiscono anche bene l’italiano. Paradossalmente (ma solo fino ad un certo punto) è persino più complesso comunicare in lingua veicolare a Sarajevo che nella piccola Mostar. Sarajevo non è solo turistica mentre buona parte dell’indotto di Mostar viene dal turismo.

#5 – Attenti all’umidità

mostar consigli di viaggio

Mostar sembra un posto magico! Un tripudio di vialetti labirintici con scorci irripetibili, tutto attorcigliato intorno ad un fiume (Nerenta) che è musica costante del luogo.
Poesia a parte, se soffri di cervicale porta un cappello per la sera, perché anche se di giorno fa caldo e vai in un periodo mite (i nostri giorni di pieno autunno sono stati per lo più non accompagnati da cappotto) la sera l’umidità sale e il freddo anche. Molto meno fredda di Sarajevo, ma molto umida come è facilmente prevedibile.

#6 – Se ti serve un posto dove stare 

Io sono stata a Villa Nadin e lo consiglio a tutte e tutti. Caratteristico ma di classe, mai kitsch. Belle stanze, bel giardino e bella sala comune. Pulitissimo sempre, i gestori sono davvero disponibili per tutto.
Se dai un’occhiata alle recensioni di Booking e tripadvisors leggerai solo cose belle e la tariffa oscilla intorno alle 20 euro a notte (ma con le offerte anche meno).

Per adesso è tutto. Metto in ordine i ricordi e torno da te.

 

16 pensieri riguardo “6 consigli per chi va a Mostar, Bosnia

  • Settembre 8, 2017 in 4:41 pm
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    ci siamo stati prima nel 1980 e c’erano un po’ di turisti ma pochissimi rispetto alla nostra seconda visita nel 2009, era gia’ molto turistica, posso immaginare come sia adesso. Ci torneremo comunque.

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  • Novembre 20, 2016 in 1:42 pm
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    Bell`articlo, devo andare anche io.

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  • Ottobre 27, 2016 in 9:48 am
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    Ottimi consigli e belle foto! Mi hai fatto venire voglia di visitarla. Chissà, magari la prossima estate un giretto potremmo anche farlo.

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  • Ottobre 26, 2016 in 5:14 pm
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    Mostar sembra molto bello dalle foto, sopratutto la foto con il fiume! 🙂 Ti è piaciuta la birra che hai preso in un locale? Non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo post 🙂

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  • Ottobre 26, 2016 in 2:36 pm
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    Ottima guida di viaggio! Non avevo mai peso in considerazione questa meta per i miei viaggi, ma cavoli, mi hai stra rapita con il tuo post! Voglio assolutamente andarci! E grazie per tutte le informazioni

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  • Ottobre 26, 2016 in 1:15 pm
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    Mostar e Sarajevo è un viaggio che ho nella wish list da troppo tempo, prima o poi ci riuscirò! E per farmi venire ancora di più l’acquolina, aspetto i tuoi veg&wine details! 😉

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  • Ottobre 26, 2016 in 7:52 am
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    Ottimo articolo e posto veramente carino da visitare. Il punto dell’inglese è sempre quello un po’ più complicato, sono contenta che qui si parli. Ti faccio un esempio: in Germania è difficile trovare qualcuno che lo comprenda!

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    • Ottobre 26, 2016 in 8:07 am
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      Davvero? In Germania? Non lo avrei mai detto. Io lì interagisco per lo più parlando in tedesco quindi non ho mai davvero sondato il terreno dell’inglese, ma mi stupicse davvero

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  • Ottobre 25, 2016 in 4:56 pm
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    Adoro la voce “Attenti all’umidita'”… che da brava salentina so bene che puo’ distruggerti la vita!! 🙂

    Great tips!!

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    • Ottobre 25, 2016 in 5:01 pm
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      E aggiungo: mind the cats! se ti siedi ai tavolini di “posti” a bere o mangiare, stai serena che un gatto sotto la sedia te lo trovi.

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  • Ottobre 25, 2016 in 4:54 pm
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    Io sono curiosa di leggere di Sarajevo! Mostar non mi ha entusiasmata, troppo turistica… anche se le tue foto mi hanno quasi messo voglia di ripensarci un attimo! 😉

    Comunque… aspetto Sarajevo! Metti ordine nei pensieri? 😉 ahahahah

    Risposta
    • Ottobre 25, 2016 in 5:00 pm
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      Yes babe! Pensieri su Sarajevo coming soon, insieme al mio spaccato drammatico di cibo veg in Bosnia. E vino, tanto vino.

      Risposta

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