Commenti ai post: il galateo che fa bene al tuo blog

Se scrivere un blog post interessante è un’attività impegnativa e rispecchia il nostro modo di lavorare, lasciare commenti ai post rispecchia il nostro modo di interagire e… stare al mondo.

Ho già parlato con voi dell’utilità per il tuo blog e della bellezza in sé dell’atto del commentare altri blog. 

Oggi vorrei soffermarmi su alcune pratiche a metà strada tra buon senso, buona educazione e mera strategia a beneficio del nostro blog che bisogna mettere in pratica sia quando si commenta che quando si accettano/si dà spazio a commenti.

work blog computer

Partiamo dai toni polemici: 

Inutile dire qualunque cosa sugli hater perché è una categoria e un neologismo che non riconosco. Io li chiamo rosiconi/gente che non ha una mazza da fare/comari con uno strumento leggermente più nuovo (ma sempre meno potente) della piazza del paese.




Ma c’è un livello leggermente inferiore a quelli che gli altri definiscono hater nella scala della polemica inutile, e sono i polemici di indole.

Partiamo dal presupposto che, nei blog come nella vita, se la tua parola non porta un contributo davvero utile alla discussione, te lo puoi tenere per te. E su questo punto non ho altro da aggiungere.

Dinamica di reciprocità 

investments to make if you work as a blogger

Non tutti sanno che, nella scelta dei blog da commentare, possono agire delle dinamiche di reciprocità.

Trovo che sia carino da parte dell’amministratore/amministratrice di un blog ricambiare con un minuto del proprio tempo, di tanto in tanto, e leggere e commentare i testi di un blogger che commenta spesso e interagisce.

Certo, se il blog di chi commenta non è autorevole, ricambiare un commento non sarà utile (ma neanche deleterio) ai fini della nostra DA.  Ma ricorda che il successo di un professionista digitale non si basa solo sugli algoritmi della rete, ma anche sulle pubbliche relazioni e sull’immagine che si distribuisce di sé.

Insomma, meno te la tiri, più la gente avrà piacere ad avere a che fare con te, creerai dei legami migliori nella rete, sarà più facile per te costruirti una reputazione vera e duratura.

 Partecipazione ai thread

sabrina al computer in aeroporto al lavoro

Non tutti sanno che ci sono dei metodi “guidati” di reciprocità nei commenti, che si espletano attraverso alcuni gruppi di blogger che condividono i proprio post su una piattaforma (facebook, twitter, telegram ecc.) proprio per commentare e farsi commentare.

Io lo trovo un modo interessantissimo per approfondire la mia cultura generale su argomenti che non conosco, oltre che per farmi conoscere (non leggo solo travel blog, come uno scrittore di gialli non legge solo gialli).

Ora, io capisco che se partecipi ad alcuni di questo thread, qualche articolo possa non interessarti al 100%, ma lo devi commentare comunque.

Suvvia però, siamo abituati a fingere su tutto. Abbiamo finto che il maglione a quadri regalato dalla zia al compleanno ci piacesse, gli uomini hanno finto per secoli di non rosicare quando un uomo è più bello di loro facendoci credere che fosse solo un problema di donne. Abbiamo finto l’amore, la felicità, persino il dolore, abbiamo finto di aver visto film avendo guardato solo il trailer e poi abbiamo tenuto intere conversazioni su quel film… non siamo in grado di fingere in modo decente di aver almeno letto un post che dobbiamo commentare?

Esistono tecniche di lettura veloce che consentono di saltare intere frasi facendo attenzione al concetto fondamentale del paragrafo (ehi ehi, saltare paragrafi è un diritto imprescindibile del lettore, lo dice Pennac!).

Impara queste tecniche e fai dei commenti circostanziati che vadano oltre il semplice “Wow, bell’articolo”, anche perché questo commento, oltre ad essere fastidioso, rasenta i limiti dello spam.




 

Portare acqua al proprio mulino va bene solo se non cerchi di deviare il corso del fiume. 

Ti spiego questa metafora “che Coelho levati proprio”.

Sappiamo (perché ne avevamo già parlato in maniera specifica) che commentare i post di blog autorevoli può aumentare la domain authority del tuo blog.

Ora, già solo scrivere una frase circostanziata e lunga sotto un post autorevole registrandoti con nome e url del tuo blog ti aiuta ad aumentare la tua autorità e quindi la tua posizione su google e quindi il tuo traffico…  è proprio necessario che in quel commento tu faccia anche una marchetta al tuo blog?

E se proprio devi farlo, fallo con classe, fallo in modo da aggiungere davvero qualcosa al blog post che stai commentando.

Esempio: alcuni miei post sono abbastanza autorevoli in rete. Prendiamo come esempio il mio primo post su Sofia. Se lo commenti, scrivi pure, in chiusura di una digressione inerente il MIO post:
“A proposito, anche io ho scritto qualcosa su Sofia, se ti va di leggerlo puoi trovarlo a questo link. Mi farebbe piacere un tuo commento”.

Io, anche solo per la gentilezza delle parole o per premiare la diplomazia, un commento e un’occhiata al post indicatomi le do volentieri.
Ma se scrivi solo, come è successo, “Se vuoi sapere che cosa vedere a Sofia, guarda questo mio bellissimo video”… come puoi sperare che io approvi il commento e non ti metta negli spam? Voglio dire, stai venendo sul mio post, che presumo tu abbia trovato tra i primi risultati in google, e chiedi ai miei lettori e a me di lasciare la pagina e vedere il tuo video?

Facciamo un’altra metafora, che oggi sono ispirata.
Praticamente è come se suonassi al campanello di una casa in cui si tiene una festa e dicessi al padrone di casa:
“Ehi, se vuoi partecipare ad una festa, io ne sto tenendo una a casa mia proprio ora. Posso dirlo ai tuoi invitati?”.

Dai su, non è difficile capire che cosa è opportuno e che cosa proprio non lo è.

Leggi anche
“Come scrivere commenti che portino beneficio al tuo blog” 

Ma tieni presente che il fiume può alimentare tutti i mulini…

Questo consiglio è per chi il commento lo riceve: impara a capire se un commento è proprio spudoratamente una marchetta ad un altro blog (a discapito del tuo) o se, tutto sommato, è un tentativo anche educato per chiedere in primis a te di leggerlo.

Io, personalmente, se qualcuno dimostra in un commento di aver letto un mio post, di averlo trovato utile e di aver piacere che io legga un suo post, il link al suo blog lo lascio anche volentieri, non lo elimino e non lo metto nello spam.
Torniamo alla metafora della festa: se qualcuno suona al mio campanello e mi chiede “posso unirmi alla festa? Mi farebbe piacere” io dico di sì.
Se alla fine della festa questa persona mi dice “Se vuoi la settimana prossima do anche io una festa, se ti va di venire mi farebbe piacere”, io non solo alla festa ci vado, ma invito anche altre persone.

blog di una travel blogger - bilancio sabrina barbante

Aiuta le persone a commentarti 

Questo è un commento che do a tutti i blogger o aspiranti tali: fate in modo che commentare sia facile, non scegliete il plug in dei commenti sulla base di quale è più facile per te da gestire ma sulla base di quale è il più semplice da usare per i lettori.

Il modulo commenti deve essere chiaro e visibile, non devo cercarlo con la lente di ingrandimento.

E confido che nella storia dell’umanità accada quanto segue:

  • La pace nel mondo
  • Un governo per l’Italia, possibilmente eletto e che finisca l’intero mandato
  • Che tutti i blogger usino il modulo dei commenti in cui ci si registra con nome, e mail e url del blog (facoltativo).

Basta guerre, basta governi precari, basta moduli commento i cui ci si registra con twitter, google, open id che 9 volte su 10 non funzionano e devi registrarti procedendo per tentativi.
You may say, I’m a dreamer, but I’m not the only one.

Che cosa altro aggiungeresti a questa piccola guida sul bon ton dei commenti ai blog? Vai, scatenati!

 

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11 pensieri riguardo “Commenti ai post: il galateo che fa bene al tuo blog

  • maggio 26, 2018 in 5:06 pm
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    Post molto interessante che ha trattato anche di cose che non sapevo, ad esempio la questione dei thread. Non posso che condividere appieno la questione dei form di commento: un sacco di blog ti fanno commentare solo attraverso facebook, o twitter, ecc. abbattendo la fondamentale possibilità di linkare il tuo blog, insomma ti passa poi la voglia di dedicarti a scrivere un commento!
    Un approfondimento che secondo me sarebbe interessante riguarderebbe “come superare la paura dei commenti negativi”: ad esempio se io dovessi partecipare ad uno dei thread di cui parli nell’articolo mi sentirei particolarmente esposto a quella che in psicologia chiamiamo “delusione narcisistica”, perchè alla fine gli articoli sono una parte di noi e quindi ogni critica verso di loro e una critica verso noi stessi e non sempre è facile sviluppare la resilienza necessaria per affrontare gli haters, almeno sicuramente in un primo periodo dove ogni singolo lettore e commento fanno la differenza.

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    • maggio 27, 2018 in 6:27 am
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      Grazie mille per il tuo commento e la tua riflessione. Devi sapere che ci sono molti thread in cui i commenti negativi sono “banditi”. O meglio, non si tratta di thread in cui bisogna per forza esprimere un commento positivo ma di gruppi nei quali vige la legge della gentilezza, l’assunto sensato secondo cui si può esprimere un parere contrario rispettando alcuni principi base della buona educazione cioè prima di tutto ringraziare chi ha scritto il post, aggiungere la propria opinione e salutarsi civilmente. Io credo che siano regole importanti perché con lo schermo del computer al posto degli occhi dell’interlocutore, l’aggressività non ha più inibizioni e il mondo dei blog rischia di diventare una tana di tigri da tastiera. Io personalmente tendo a non approvare commenti negativi o con toni polemici (che per fortuna sono rari) ma non perchè io sia permalosa, ma perchè credo che la negatività vada tenuta alla larga da me e sopratutto dai miei lettori.

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  • maggio 25, 2018 in 8:58 pm
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    Carino carino carino! Qualcuno dovrebbe stamparlo e impararlo a memoria. 😇😇😇😇
    Quasi quasi glielo invio. 😉😉😉😉

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  • maggio 24, 2018 in 6:43 pm
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    E vogliamo parlare di quando scrivi ad esempio un articolo sulle isole dell’oceano indiano e parli delle Maldive e ti rispondono che belle le Mauritius! Ma leggi l’art 🤦🏼‍♀️😂😂

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  • maggio 24, 2018 in 12:49 pm
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    Articolo molto utile sia per i consigli ma anche per un esame di “coscienza”. A mio avviso la risposte “scontate”, non sono altro che un’espressione di sé stessi, c’è superficialità se sei superficiale. Io evito i commenti scontati o almeno credo di farlo, anche per gli argomenti che non sono nelle mie corde, perché mi seccherebbe dare l’impressione di essere una persona superficiale. Anche quando il commento è un obbligo, io ho deciso di assumere “l’obbligo” e di conseguenza mi comporto!
    Spero di non aver usato toni polemici 😉

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  • maggio 24, 2018 in 11:48 am
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    Bello bello bello!! 😊
    Ho alternato cenni di assenso e sorrisi….io credo che le basi siano sempre le stesse, nella vita quotidiana come nella dimensione virtuale: rispetto, gentilezza, generosità, empatia, con tutti i corollari virtuosi che ne derivano, inclusa la bellissima pratica della condivisione, che dovrebbe essere sempre vissuta come un nutrimento reciproco.

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  • maggio 24, 2018 in 9:28 am
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    Post utilissimo e che non o trovato in nessun modo polemico, anzi mi ha fatto sorridere. Inoltre ho trovato delle risposte alle mie domande di “bon-ton digitale”, quindi… grazie.

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