Come mettere un buco nero in valigia

Partire con un bagaglio più piccolo della mia borsa per pc. E trovare anche lo spazio per un buco nero. E’ possibile? Io dico di sì! 

Partiamo da un dato: se prenoti un volo Wizz air per un week end fuori e decidi di non acquistare l’opzione ‘bagaglio a mano grande’ (56x45x25), ci possono essere svariate spiegazioni:

1- sei relativamente a corto di soldi ma vuoi partire lo stesso (che è anche uno dei motivi che spesso portano le viaggiatrici sul sito della Wizz Air);

2- anche se parti in autunno e vai al Polo Nord, prenoti nella calda estate salentina, che ti fa dimenticare il lontanissimo concetto di ‘prima o poi farà freddo, da qualche parte’;

3- parti da sola o con qualcuno poco avvezzo a mandarti dove meriteresti (ovvero in un paese freddo a ottobre con un solo bagaglio a mano piccolo).

Io ho tutte e tre queste varianti a carico, e adesso devo inventare dei consigli per me è per tutte le altre su come sopravvivere agli imminenti 4 gradi di minima e 12 di massima a fronte dei 17 di minima e 25 di massima che mi hanno portata oggi ad un ultimo bagno in mare (più o meno come la faccenda dell’ultima sigaretta).

sabrina mare

Ma veniamo al bagaglio: 

L’incapsulamento resta alla base di tutto ma a questo giro devo anche contare molto su quello che avrò addosso al momento della partenza, perché il gioco si fa duro.
Sneakers imbottite. Comode per camminare e calde.
Jeans, cardigan e t-shirt. E cappotto che qui giù al Sud torna utile verso fine dicembre o anche gennaio.

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sacca viaggioPoi vediamo come riempire Jamila, la sacca delle imprese epiche che praticamente sta vedendo con me tutto l’est Europa (i più attenti e le più attente si ricorderanno di lei nella traversata Serba)

 

1 – Paio di jeans, nuovi. Niente toppe, niente strappature. Cosa sobria.

2 – 3 cardigan (uno dei tre lo metto addosso, credo quello viola, il più semplice).

3 – E poi, ehm… sì, colori. Da femmina, per altro.Ci tengo al rosa come al giallo senape e al verde petrolio.

Ne possono venire fuori combinazioni interessanti.

 

Cosmesi minimal. 

1 – Piccolo barbatrucco per non portare con me crema viso (pelle secchissima), crema corpo, anticrespo per le punte dei ricci e unire tutto in un solo prodotto: olio di jojoba. Scoperta fatta grazie a mia madre che con l’età si sta riscoprendo figlia dei fiori, l’olio estratto tramite spremitura a freddo senza solventi è cruelty free, ecologico e da quando lo uso la mia pelle non è mai stata meglio. Io lo consiglierei sempre, non necessariamente in viaggio. Adatto anche a chi ha leggere forme allergiche ad altri cosmetici e pelle atopica.

2 –  Altro modo per unire più cose in una: una palette di ombretti che parte dal bianco e vira sulle sfumature del marrone. Ottima sia per lo smoky eyes serale come per il nude look mattutino, può essere usata anche per leggère sfumature di phard sugli zigomi per diversi tipi di carnagione. Ora, le puriste del trucco staranno lanciando una guerra santa contro di me oppure mi daranno della sfigata come è giusto che sia, ma sono anche certa che molte gitane e guerriere dal bagaglio minimal staranno pensando che sono un genio del male.
La verità è un concetto così fumoso…

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Alla luce di quanto sopra, ho ancora posto per un libro, lo spazzolino, e Cora, il mio buco nero domestico che mi ha chiesto di venire con me nel prossimo viaggio. Non è adorabile?

Cora, il mio buco nero domestico.
Cora, il mio buco nero domestico.

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