Vita da freelance iperattiva: come (e perché) recuperare un buon ritmo del sonno

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Iperattività e nomadismo compulsivo: bellissimo sì, ma cerchiamo di aiutare i nostri ritmi del sonno. Ecco alcune idee.

Sono una freelance felice. Nomade digitale che rifarebbe in altre cento vite la stessa scelta, nonostante tutto.

Eppure esiste una serie di abitudini insite nella vita di qualunque freelance (che si tratti di grafici, blogger, traduttori, ecc.) che mettono in seria difficoltà alcuni aspetti della vita e soprattutto del corpo, primo fra tutti la qualità sonno.

Anche chi dorme come un ghiro (e io non sono tra questi) deve far caso alla qualità del proprio sonno che spesso viene messa in serio pericolo da

  • cellulari controllati compulsivamente fino un minuto prima di addormentarsi (ce l’ho)
  • certezza che la prima cosa che vedremo al risveglio sarà sempre il cellulare e la prima mail della mattina (ce l’ho)
  • jet lag, nella migliore delle ipotesi (ce l’ho)
  • Viaggi di lavoro (che per quanto siano una cosa bellissima scombussolano i ritmi circadiani e anche il sonno) (ce l’ho)
  • Ansia da prestazione (ah… se ce l’ho)

sabrina al computer mentre lavora a bordi piscina

Sono sicura che, se sei un freelance le hai tutte anche tu… e sono abbastanza certa che le hai quasi tutte anche se sei lavoratore dipendente.

Aggiungo il fatto che un freelance si crede possa lavorare quando vuole e dove vuole, ma in realtà, come scritto in questo post, un freelance lavora quando deve e dove può. Alcune volte deve farlo e può farlo da posti bellissimi come me, qualche giorno fa, ospite del Vivosa Apulia Resort (con la mitica The Lazy Trotter), che lavoravo a delle traduzioni abbastanza impegnative e questo è bene. Altre volte devi farlo persino dalla macchina mentre sei al funerale di un parente (…ehm… ce l’ho).

Devo dire che i miei due giorni al Vivosa Apulia Resort mi hanno insegnato molto sulle cose da fare per consentire al mio corpo di stare meglio e riposare come si deve. (Scopri più dettagli sui metodi di benessere di questo resort, che ti insegna a prenderti cura di te per tutto l’anno, in questo post di Cristina Buonerba).

Ora veniamo al punto e al motivo per cui sei arrivata fin qui: che cosa ho imparato sulla gestione del sonno e come renderlo qualitativamente buono, per non ammalarti di stress e lavorare (e vivere, ovviamente) meglio?

Abbandoniamo l’idea di dover lavorare a qualunque ora! 

dormire meglio - non leggere il cellulare a letto al mattino e la sera

Partiamo dalla cosa davvero più difficile, almeno per me.
Spesso un freelance lavora anche per clienti di altri paesi, con altri fusi orari, quindi è come se il nostro cervello fosse in parte sempre sveglio, sempre pronto e recepire informazioni.
Poniamoci delle regole! (lo dico anche a te, che lavori in un ufficio ma la prima cosa che fai al mattino è leggere le mail di lavoro! – guarda che ti vedo!)

Meglio stabilire gli orari in cui essere più attivi e quelli in cui dobbiamo dedicarci ad altro. Decidiamolo sulla base dei nostri ritmi circadiani e non sulla base di quanto dettato dal mercato. Un freelance basa il suo lavoro e successo sulle sue performance, quindi se lavoriamo meglio nella fascia oraria del mattino o del primo pomeriggio, cerchiamo di posizionare in quel segmento di giornata i lavori più impegnativi.

Occhio al cortisolo!

Durante un rituale di benessere, un massaggio speciale proprio volto a prendersi cura del sonno, che mi è stato offerto dal delizioso staff del Vivosa, ho appreso una cosa che mi ha insegnato moltissimo: dopo le 17.00 il livello di cortisolo (cioè di ormone dello stress) è altissimo e bisogna fare di tutto per abbassarlo. Questo aiuterà a preparare gradualmente il corpo ad un sonno migliore e anche a stare meglio in salute, in generale.
In che modo abbassare il cortisolo?

come abbassare il cortisolo e dormire meglio
pic by Cristina Buonerba. location: Vivosa Apulia Resort

1 . con lunghe passeggiate (possibilmente in spazi verdi).
Queste devono diventare un rito. Credo che corse, corrette e sport siano roba molto sopravvalutata (ma questo è solo un mio parere). Siamo animali che camminano, quindi camminiamo.
Non solo ci muoviamo e distendiamo la mente, ma stare all’aria aperta aiuta a produrre vitamina D, di cui tutti siamo carenti, che ci aiuta in taaaante cose nella vita.

2. Piccoli rituali benessere.
Ho avuto il privilegio di provare in anteprima il rituale Tranquillity, studiato scientificamente e proposto da Comfort Zone. Si tratta di un massaggio molto lieve, fatto di tocchi leggerissimi e una commistione di odori (un blend studiato appositamente per rilassare), suoni (con una musica studiata da compositori appositamente per avere un effetto calmante) e alternanza di calore e tepore sulla pelle.

Il rituale abbassa il cortisolo del 46%, aumenta la DHEA del 40% e aumenta del 68% melatonina con 3 sedute.

Anche lo yoga aiuta molto nella regolazione dei ritmi circadiani e nel miglioramento del sonno.

Leggi anche “Vita da Digital Nomad: come ritrovare il tuo equilibrio” 

Se e quando non possiamo sottoporci a rituali guidati da professionisti, cerchiamo nostri personali riti e azioni che ci fanno star bene.

find your personal balance working as a digital nomad

Nel mio caso, da sempre, poggiare le piante dei piedi e la schiena sull’erba o sulla sabbia.
Mi dà immediatamente un senso di sicurezza e tranquillità, come se nulla potesse accadermi. C’è qualcosa che ti fa sentire così? Facci caso, e fallo diventare un rituale.

Ho anche un mio personale vissuto biografico che mi lega alla lavanda: il suo odore mi ricorda all’istante che sono nata libera e che sono al sicuro nel mio corpo. In realtà so che la lavanda ha un effetto calmante su tutti, per cui se non hai la possibilità di passeggiare in un campo di fiori viola in fase di essiccazione, procurati un’essenza di lavanda da mettere sui polsi qualche ora prima di andare a letto.

come dormire meglio e rilassarsi - annusare lavanda
Location: Vivosa Apulia Resort

Respirazione di diaframma 

Questa tecnica viene insegnata quando si studia canto, teatro, quando si fa yoga e in molte altre discipline.
Io non ricordo neanche in che occasione ho imparato ma da poco ho scoperto che fare qualche minuto di profonda respirazione di diaframma abbassa i livelli di ansia e fa addormentare più in fretta. (ah, se lo avessi saputo ai tempi dello Xanax…)

Meno alcol la sera

Eh, chi mi conosce sa bene quanto soffro nella presa di coscienza che l’alcol la sera va ridotto. Ma io mi amo e amo questo piccolo corpicino che fino ad oggi mi ha protetta dalla mia stessa giovane follia.
Il fegato la notte deve riposare e deve potersi impegnare nelle tante utili attività per le quali è stato programmato (non solo smaltire la birra, contrariamente a quello che credevo).

Come sono i tuoi ritmi del sonno? Credi di riposare bene? Quale metodo usi o vorresti usare per migliorare questo aspetto della vita, importante quanto e forse più dell’alimentazione? 

 

 

 

 

 

 

 

 

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13 pensieri riguardo “Vita da freelance iperattiva: come (e perché) recuperare un buon ritmo del sonno

  • maggio 30, 2017 in 7:47 am
    Permalink

    Eh, anche io ce le ho molte, eccome se ce le ho! Iniziando dal cellulare mattina e sera (che sto cercando di ridurre).

    In compenso ho preso la sana abitudine di addormentarmi a pancia in su (vedi: dolori cervicali) e a lasciarmi cullare verso le braccia di Morfeo attraverso la respirazione diaframmatica (con aggiunta di qualche goccia essenziale di lavanda dietro l’orecchio).

    Basta tutto questo per migliorare il mio sonno? Assolutamente no, ma almeno ho iniziato un percorso e sono certa che potro’ solo migliorare!

    Risposta
    • maggio 30, 2017 in 7:58 am
      Permalink

      Io per adesso punto su respirazione, lavanda, infusi e passeggiate. E sì… uff, meno alcol la sera. Se non muoio di noia…

      Risposta
  • maggio 30, 2017 in 8:02 pm
    Permalink

    Sono pienamente in accordo con te, non dobbiamo fissarci nel lavorare a qualunque ora! Sono dell’idea di creare un calendario giornaliero che aiuti ad organizzare le ore libere. Le lunghe passeggiate aiutano davvero! – A.

    Risposta
    • maggio 31, 2017 in 2:53 pm
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      Siiiii! I calendari! Il mio piano di lavoro è affisso sulla scrivania su una lavagna, perché cambia di settimana in settimana. Ma avere un traccia e un’idea dei momenti liberi può tornare utilissimo!

      Risposta
  • maggio 31, 2017 in 11:21 am
    Permalink

    Sabrina i tuoi articoli sono sempre una manna! Ho letto quello della Lazy Trotter e ora il tuo su noi nomadi digitali… le ho tutte! Soprattutto telefonia compulsiva, ansia da prestazione e orari no stop. Adesso inizio la guerra al cortisolo 😀

    Risposta
  • giugno 2, 2017 in 11:44 am
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    Ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho… mi sa che serve anche a me una sessione di relax in un resort. Per un anno, almeno 😉 Scherzi a parte, grazie per i preziosi suggerimenti: proverò a metterli in pratica

    Risposta
  • giugno 3, 2017 in 3:21 pm
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    Segui i tuoi consigli e ti troverai bene

    Risposta
    • giugno 4, 2017 in 7:49 pm
      Permalink

      mamma, come avrai ben capito, conduco una vita piena di pessime abitudini solo allo scopo di scrivere articoli a beneficio del mondo

      Risposta
  • giugno 8, 2017 in 8:54 pm
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    Ok, ho capito che non sono una persona che dorme sempre, ma sono un gufo notturno che ama la notte. Quindi, d’ora in poi passeggiate al parco e candele alla lavanda in casa per stimolare il sonno. Comunque, grazie mille per questi consigli ne terrò conto.

    Risposta
  • giugno 8, 2017 in 9:03 pm
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    Le ho tutte anche io….! Ahi ahi!
    Dormo male infatti e faccio fatica a prendere sonno…. bevo tisane prima di andare a nanna ed ho scoperto anche io che respirare di diaframma aiuta molto! Quando ho l’ansia lo faccio spesso!

    Risposta

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