Personal branding, lezione 1: Come promuoverti offline e nelle relazioni interpersonali

Il vero personal branding parte dai rapporti vis-à-vis… per molti, la cosa più difficile. Ecco qualche consiglio per promuovere la tua attività nei rapporti interpersonali.

Poco tempo fa ho scritto, tra il serio e il faceto (diciamo che non voglio correre il rischio di farmi una credibilità), una lezione zero sul Personal Branding, una serie di riflessioni utili per chi vuole iniziare seriamente ed organicamente ad auto-promuoversi, promuovendo dunque non certo te stesso come prodotto (perché non lo sei) ma quello che fai e come lo fai.




Leggi il post anche se ti ho fatto un riassunto, non barare.

Oggi passiamo alla lezione 1 e ti dico, io che ne so a pacchi, che cosa puoi fare per (imparare ad) auto promuoverti e far conoscere la tua attività. 

Se pensi che ti dica qualcosa sulla promozione su Facebook, Instagram, sito web e via dicendo, dovrai aspettare la lezione 2, non ami, perché la promozione del tuo lavoro o della tua arte o della tua attività preferita parte dalla cosa più difficile: il vis-à-vis, il rapporto personale, le pubbliche relazioni.

Relazioni personali e vis-à-vis.

Come auto promuoverci senza essere auto referenziali? 

Spesso siamo timide (e timidi). Temiamo che parlando di noi e di quello che facciamo, possiamo risultare noiose, auto referenziali, egocentriche.
Eppure apprezziamo chi, in un modo o nell’altro, sa promuovere il proprio business anche davanti ad una birra al pub, con amici di vecchia data e amici di amici appena conosciuti.

Il punto è… che auto referenziali lo siamo bene o male tutte e tutti. Tutti parliamo di noi e della nostra esperienza nelle situazioni informali ma, facci caso, molto spesso ci concentriamo sul raccontare i dettagli del quotidiano, positivi (a volte) e negativi (molto spesso).

Il mio consiglio pratico è di cercare di parlare con ironia e per pura voglia di condivisione, dei tuoi risultati lavorativi positivi delle ultime settimane, anche se molto piccoli.
Mentre ne parli, chiedi al tuo interlocutorie pareri, consigli, condivisione di esperienze.

Racconta del tuo ultimo cliente e delle nuove sfide che ti aspettano o di un progetto che hai in mente (un corso di aggiornamento, un viaggio di lavoro, un sogno nel cassetto) e mentre lo fai, chiedi
“Tu che ne pensi? Tu lo faresti? Tu lo hai mai fatto?”.

Dimostrati interessata alle attività di chi ti sta accanto, non per mera strategia ma perché sapere di che cosa si occupa nello specifico la persona che incontri è utilissimo per il tuo network e anche per il suo.

Ogni persona che incontri o con cui scambi idee può essere fonte infinita di ispirazione, energia, idee e progetti da fare insieme.

ATTENZIONE: Parliamoci chiaro: io lo so bene che la tua vita lavorativa non è solo cuoricini, feste, progetti. Lo so che ci sono le tasse, le scadenze, i clienti distratti che senza 5 solleciti non pagano. Ma questo disagio, a meno che non esca il discorso, non essere tu a tirarlo fuori.

Fa che le persone si ricordino di te per l’energia e l’ottimismo. Nessun biglietto da visita funziona bene come l’emozione che lasci alle persone.

Esercizio: ripensa all’ultima volta che sei uscita con amici e/o hai avuto modo di chiacchierare informalmente con una persona nuova.

Di che cosa hai parlato? Che cosa hai raccontato di te?

Calcola approssimativamente la percentuale di lamentele (verso lo stato, le tasse, la morte nera) e la percentuale di pensieri positivi. Se la bilancia pende male, inizia a ri-calibrarla e a cambiare la tua auto-narrazione.

Business speed-date. E’ una cosa che si mangia?!? 

speed date - personal branding

Sei mai andata ad uno speed date?
Quelle robe in cui ti siedi e in 30 secondi devi renderti interessante per qualcuno e uscire con almeno un numero da chiamare per un appuntamento galante.

Bene, esistono anche i business speed-date, dove lo scopo è conoscere e farsi conoscere da altri professionisti del tuo stesso settore, da aziende, da potenziali clienti.

Un tempo si tenevano per lo più nelle fiere di settore, adesso esistono delle aziende e associazioni che si occupano solo di questo: organizzazione di business speed date, con annesso aperitivo.

Ovviamente hanno un costo, paragonabile a quello di una cena in un ristorante non troppo costoso.

www.businesspeedate.com è un esempio, come anche www.speednetwork.it.

Oltre che utile per i contatti, un’esperienza di questo tipo sarà anche una buona scuola per imparare a parlare del tuo lavoro e renderlo interessante in pochi secondi.

Co-working

Non mi stancherò mai di ripeterlo: il lavoro e le opportunità sono zingare, non entrano in casa, non ti vengono a cercare sulla tua scrivania.

Ergo, per quanto tu possa avere un ufficio casalingo bellissimo e comodo, non è (sempre) da lì che devi lavorare. Diventa un po’ Nomade Digitale e cerca i posti di co-working più vicini a te.

Oppure, se ne hai la possibilità, pianifica almeno un paio di viaggi all’anno appositamente per andare a provare gli spazi di co-working in altre città d’Italia.

Lascia i tuoi biglietti da visita come se fossero piccoli volantini in tutti i co-wo in cui ti rechi.

Convegni 

Tieni d’occhio gli eventi di settore, i convegni e le conferenze nazionali e internazionali sul tuo lavoro.
Incontrare i tuoi colleghi e colleghe può far nascere sinergie, darti entusiasmo, farti scambiare idee e far partire collaborazioni.

Avere buoni rapporti con i potenziali competitor è una strategia vincente (fermo restando che, in un mercato globale, ritengo che il concetto di competitor sia a dir poco preistorico).

Business card 

business card e personal branding - come fare

Porta sempre con te il tuo biglietto da visita e fa in modo che sia particolare.

Fai fare una grafica e una forma insolita, che possa essere “utile” per chi lo riceve oltre che avere, in bella vista, i dettagli sui tuoi contatti.

Ad esempio, puoi farlo a forma di segnalibro. Puoi farne una piccola edizione speciale, in poche copie, per i contatti più importanti, a forma di agendina o taccuino.

I miei sono piccoli e oblunghi, hanno frasi “inspiring” diverse (per cui ogni volta che ne do uno, lo faccio scegliere e caso dal mazzo creando il gioco di vedere se la frase che viene fuori si addice alla persona che l’ha presa a caso). E poi possono essere usati come piccoli segnalibro (o filtrini, mi dicono).

Sii una “yes-woman” (o “yes man”)

Dì di sì, il più spesso possibile.
Non mi riferisco alle avance galanti, ma alle attività che ti propongono, soprattutto se divertenti.

L’amico di un amico ti invita ad uno showcooking? Accetta e vai anche se sei un traduttore a dieta.
La zia ti invita ad una presentazione di cosmetici alla bava di lumaca?
Partecipa, anche se sei una blogger che si occupa di alimentazione green o sei esperta di euro progettazione.

Il punto è: in un mercato globale, non c’è nulla che non riguardi il tuo lavoro, tutto è potenzialmente attinente a quello che fai.

Accetta più inviti possibile anche se apparentemente la cosa non ha a che fare con il tuo lavoro.
In sostanza, cercare clienti e farsi conoscere è come cercare l’anima gemella: se resti in casa solo a lavorare davanti al computer, se trascorri serate solo a guardare serie tv, se fai solo le cose che hai sempre fatto… tutto procede con lentezza, se procede.

E tu, che cosa fai per auto promuoverti nei rapporto offline? Credi di cavartela bene? Dacci altri consigli!

 

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6 pensieri riguardo “Personal branding, lezione 1: Come promuoverti offline e nelle relazioni interpersonali

  • giugno 19, 2017 in 8:53 pm
    Permalink

    Come sempre consigli utilissimi. In particolare casca a pennello il biglietto da visita, l’idea di farlo tipo segnalibro mi piace molto! E poi voto sì anche per sinergie, incontri e zingarate, approvo tutto.

    Risposta
  • luglio 9, 2017 in 11:24 am
    Permalink

    Ciao Sabrina 🙂
    Hai scritto un post utilissimo! Il personal branding è un aspetto fondamentale, prende tanto tempo, richiede strategia e anche una buona dose di accorgimenti.
    Molti pensano che il lavoro di noi travel blogger sia smanettare qualcosa al computer e credono che stiamo sempre in vacanza…in realtà chi non è “addetto ai lavori” neanche lo considera un mestiere!
    Hai ragione sugli spazi di co-working, io mi devo decidere ad usarli. Uscire di casa e conoscere persone è importante quanto saper scrivere bene. Veramente originale l’idea dei biglietti da visita!
    Grazie per questo articolo 😉

    Risposta

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