Cose che non immaginavo prima di diventare blogger full time

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Chi ha la passione della scrittura e dello story telling (mo’ la chiamano così, la passione di raccontare piccoli grandi aspetti della vita e delle esperienze individuali, collettive, aziendali ecc.), trova nell’attività del bloggare (o blogging, in linguaggio di settore corretto) un luogo di espressione, sfogo, manifestazione di sé e della propria voglia di narrare.

Una cosa meravigliosa, insomma.

Della miriade di persone che aprono e gestiscono un blog, molti e molte ad un certo punto hanno l’idea  di farla diventare un’attività centrale della propria vita, non solo un hobby, anche fonte di fatturato.

cose che non immaginavo prima di diventare blogger full time

Io appartengo a questa terribile categoria di fameliche, avide, ambiziose persone che decidono di passare dallo storytelling for the storytelling’s sake (mamma, sappi che questa frase in inglese vuol dire “raccontare per il semplice piacere di raccontare”), al raccontare anche per il piacere di

  • aumentare i propri seguaci fissi,
  • aumentare la propria visibilità e quindi anche l’autorità del blog e eventuali guadagni,
  • lavorare facendo una cosa che definire “bella” non è esaustivo e non rende l’idea.

Da quando bloggo per vivere, l’attività in sé ha comportato una serie di cambiamenti al mio approccio alla scrittura e adesso ti racconto in breve una serie di cose sul mondo del “blogging” che non mi sarei mai immaginata prima di diventare blogger full time, a tempo pieno, per professione.

1 – Scrivere è solo il 30% dell’attività

full time blogger - in my suitcase

Partiamo subito con una notizia che allontanerà i puristi del piacere di scrivere dall’ambizione di diventare blogger per professione.
Scrivere spesso e bene è importante. Ancor più importante è la costanza.
Ma ci sono attività altrettanto importanti, per non dire FONDAMENTALI al fine di aumentare il proprio traffico e la propria page authority (cioè l’autorità del proprio blog nel mare magnum del web).
Ogni settimana ad esempio io impiego, per attività legate al blog e alla sua crescita che non sono la scrittura di nuovi post:
– almeno un’ora al giorno a leggere e commentare altri blog (una delle attività che preferisco e che non è secondaria a quella del creare contenuti);
– almeno un’ora al giorno a prendere parte ad attività di scambio e supporto reciproco su gruppi Facebook e Twitter chat;
– almeno mezz’ora al giorno per cercare di aumentare il traffico sui social;
– almeno tre ore a settimana a rispondere ai commenti (il tempo dedicato a questa attività aumenta in maniera direttamente proporzionale al traffico del blog in questione);
– almeno due ore a settimana a rispondere – fare accordi con agenzie che chiedono guest post.

Se si gestiscono più blog, come nel mio caso, le attività di cui sopra si moltiplicano e spesso trovare tempo per ideare e scrivere contenuti diventa complesso.

2 – Un hater ti svolta la giornata in meglio 

travel basilicata blogger

Sempre per mamma, che so che legge: un hater è una persona che ti prende di mira e scrive commenti negativi su quello che fai.
Io che sono di indole permalosa, prima di diventare blogger full time mai avrei pensato che un commento lungo e negativo o sarcastico potesse mettermi di buon umore. Invece è così!
Il pensiero che qualcuno si prenda la briga di entrare nel mio blog (uno dei millemilamilioni di blog nella rete) e scrivere commenti negativi e che addirittura abbia la pazienza di sviluppare antipatia nei miei confronti mi mette in pace col creato! Non scherzo!

3 – Non scrivi più per te stessa (e non è male)

work harder - do you have to leave your full time job to be free?

Quando decidi di scrivere per un blog affinché sia seguito, l’ego di chi scrive non può più essere centrale.
Per carità, se ho sempre scritto di viaggi e di blogging non inizierò certo a scrivere di moda o di make up solo perchè la maggior parte delle lettrici cerca questo in rete almeno una volta a settimana.
L’epicentro della scrittura deve sempre restare ciò che chi scrive ama, di cui ama leggere, studiare, imparare.
Ma è inutile che scriva le mie sensazioni nel camminare per le strade di Varsavia quando il mondo è pieno di gente che vuol sapere che cosa può mangiare un vegetariano, di tipico, a Varsavia.
Poi ovviamente nei miei tip sul miglior cibo veg bosniaco non posso evitare di mettere parte di me, della mia esperienza e dei miei gusti personali, ma non sono più io al centro di tutto.
E sai cosa? Questa cosa di non essere più al centro della propria scrittura è una grande conquista, soprattutto per chi ha ascritto dei romanzi e vorrebbe scriverne altri, magari con maggiore maturità e minore tendenza all’autobiografismo. .

4 – Buona parte di quello che sapevo su come si guadagna con un blog l’ho messo in discussione

A tal proposito ho già scritto un intero post dal titolo “guadagnare con un blog: quello che le blogger non dicono”  .
Tra adsense, related links, affiliazioni eccetera, c’è da perdere le speranze o farsene di fasulle.
In realtà i modi per guadagnare con un blog sono come come le strade per la felicità: INFINITE.
E non necessariamente basate sul tuo traffico o su quanti sono i tuoi follower su facebook.

work 2

Infatti è possibile avere guadagni anche con appena 3.000 follower su twitter, senza una pagina facebook e un traffico di circa 30.000 lettori a settimana.

Per sapere come leggi: “guadagnare con un blog: quello che le blogger non dicono”  oppure La verità sul lavoro di blogger 

5 – Ci sono buone pratiche che mi rifiuterò sempre di mettere in atto 

Quando una cosa, qualunque cosa, diventa lavoro, l’etica non viene necessariamente meno. Anzi, entra in ballo quella cosa a me sacra che risponde al nome di “etica del lavoro” e che ti porta a fare scelte spesso non immediatamente remunerative o vantaggiose ma che ti fanno star bene con te stessa e co il tuo lavoro e che quindi alla lunga sono le scelte che pagano anche in termini economici.

Ci sono una serie di buone pratiche che i blogger dovrebbero attuare e che io mi rifiuto di mettere in atto, come invitare i miei lettori/lettrici ad iscriversi alla mia newsletter, far apparire dei pop-up che interrompono la lettura, rimandare ai related links (quegli articoli che compaiono a fine articolo in molti blog con titoli come “scopri come ha fatto questa celebrità a perdere seimila chili in un giorno”, “i chirurgi odiano quest’alga” ecc.).

Poi potrei aggiungere che il mio lato oscuro, quello che tenta e a volte riesce a farmi passare per soggetta cinica e disincantata, non mi permetteva di immaginare quanto potesse essere soddisfacente fare questo lavoro.

Non avrei mai immaginato che questo piccolo blog potesse apparire primo nei motori di ricerca per alcune parole chiave, addirittura prima di tripadvisor!
Ebbene sì, caro 2016, mi lasci in cima a google per le ricerche “cosa fare a sofia”, “Sofia cose da vedere/mangiare”, “cosa da fare/vedere a timisoara”, “mercatini delle pulci a Sofia/Timisoara/Provenza/Nizza/Costa Azzurra”, “Come tradurre un blog”.

Lato oscuro zero, Sabrina 1.

 

 

 

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12 pensieri riguardo “Cose che non immaginavo prima di diventare blogger full time

  • dicembre 28, 2016 in 9:27 pm
    Permalink

    E la mia blogger che insegna alle blogger colpisce ancora.
    D’accordissimo sul trascorrere tempo a commentare e leggere altri blog e ad essere attiva sui social. Per creare una community e’ necessario far parte di una community e portare il nostro valore aggiunto. PEr farsi conoscere bisogna conoscere ed e’ interessante scoprire di quali argomenti si parla nell’infinito mare del web.
    Per quanto riguarda gli haters mi e’ capitato di leggere qualche commento pessimo su di me e ammetto che all’inizio mi si e’ spezzato il cuoricino ma poi hey, ogni critica riesce sempre a insegnare qualcosa. O no? Posso fare una richiesta? Piu’ post di questo tipo, sei la mia guru!

    Risposta
    • dicembre 29, 2016 in 8:47 am
      Permalink

      My Lazy trotting lady, il cigno nero che è dentro di me (il mio lato oscuro è un cigno nero, just for you to know) mi ha spesso salvata dalla voglia di piacere a tutti e fatto godere dell’iper presenza di chi ti porta bellamente sul…
      By the way, ogni tuo desiderio è un ordine! La rubrica “Salve, sono Sabrina e risolvo problemi” sarà presto e spesso rimpinguata in questo venturo 2017.

      Risposta
  • dicembre 30, 2016 in 7:23 pm
    Permalink

    Prima di tutto, congratulazioni di essere N.1 su motori di ricerca Google! Ottimo lavoro :-* E sono contenta che sei riuscita a diventare una blogger full-time! Vale davvero molto 🙂 Sono d’accordo che scrivere è solo il 30% dell’attività, il resto è la parte promozionale/scambio commenti/partecipazione ai vari community/leggere i blog degli altri ed anche un modo bello per conoscere gli altri blogger (Grazie a quello ci siamo conosciute 🙂 ) Che l’anno 2017 possa riempire la tua vita con felicità, gioia e che possa realizzare tutti i tuoi sogni! Felice anno nuovo 🙂

    Risposta
  • dicembre 31, 2016 in 2:40 pm
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    Bello mi piace grazie per le spiegazioni per l’inglese

    Risposta
  • gennaio 9, 2017 in 5:35 pm
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    Ciao Sabrina! sono d’accordo su quello che dici. In effetti, scrivere bene è molto importante ma se vuoi arrivare al successo occorre essere costanti per non perdere lettori e per non farli annoiare, bisogna sempre stimolarli pubblicando qualcosa di nuovo. Io sono un’aspirante giornalista, quindi mi impegnerò al massimo per riuscire a farlo di professione e comunque ti dico che le critiche ci sono purtroppo (per fortuna poche nel mio caso), ma bisogna imparare in qualche modo ad accettarle e magari se sono costruttive ti fanno “crescere”. Però, se parli di haters quindi quelli che ti criticano solo in negativo allora bisogna solo ignorarli perché in realtà si sentono a disagio o magari provano invidia e fanno di tutto per buttarti giù 😉

    Risposta

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