Consigli non richiesti per la gestione dei capelli ricci in viaggio.

Dice una mia amica (ovviamente riccia), già fonte di ispirazione per altri articoli, che ‘il genere umano femminile si divide in due: chi ha i capelli ricci e chi non li ha’.

Ora, indipendentemente da quanto si possa ritenere opinabile o eccessiva questa affermazione (che ovviamente trova me d’accordo), è innegabile che le piccole grandi istanze quotidiane sono gestite diversamente dalle pulzelle se esse hanno i capelli lunghi o corti, tinti o non tinti, crespi o setosi e, ovviamente e più di ogni altra cosa… ricci o no.

Che cosa può fare una ragazza con i capelli ricci per rendere il proprio viaggio più semplice?
Per gli ignari, vorrei prima riassumere brevemente a quali problematiche va incontro una ragazza riccia in viaggio:

* necessità di lavarsi i capelli per poterli tenere più o meno in ordine (e per una riccia il concetto di ‘InOrdine’ non è equiparabile alla percezione delle non ricce).
Questo comporta una ri-pianificazione del viaggio e dei suoi tempi perché per un lavoro decente servono dall’ora e mezza alle due, a seconda della lunghezza.

* I phon degli hotel non sono adatti alla mole e tipologia di chioma in questione, sformano il riccio e lasciano umidità alle radici. Dovremmo portare il nostro phon e ovviamente il diffusore. Entrambe queste cose occupano l’intero bagaglio a mano, per cui per i viaggi low budget la faccenda è limitante

* Rischio di dover andare in giro con capelli improbabili o con uno chignon di circostanza, se si decide di affidarsi ai phon di cui sopra (il riccio che vedete nelle pubblicità NON è naturale e sopraggiunge solo dopo un paio di ore di parrucchiere  o pratiche con olio, bigodini,  anti-crespo, contratti quinquennali con Satana).

* crespo (difficile non trovare una latitudine in cui il fenomeno non si manifesti. Il mondo non è un posto per ricce)

Il tutto è riassumibile con le parole tempo, strumenti adatti, stile e… crespo (concetto espresso nelle foto di seguito riportate)

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Ecco allora ecco 3 piccoli suggerimenti e trucchi maturati in anni di esperienza (i merito ai viaggi e in merito ai ricci).

1 – Piega a secco dove capita quando capita (metti che poi arriva un uragano!)

L’ho fatto sia a Milano che a NYC. Se trovate un salone semi vuoto in un pomeriggio in cui potete permettervi di perdere mezz’ora, concedetevi una seduta per fare dei vostri capelli se non un liscio almeno delle onde morbide che possiate gestire per qualche giorno. Meglio cercare in internet un parrucchiere in zona che svolga questo tipo di servizio perché non lo fanno tutti. (Ma ho notato che lo fanno spesso molti parrucchieri cinesi. Meglio così vi risparmierete lo shampo col Nelsen piatti).
Vicino a Ground Zero ho trovato un salone che faceva la piega a secco (cioè, capelli già lavati e solo da stirare): la faccenda provoca meno problemi di crespo. Io, con quella piega fatta ad arte e a secco sono riuscita ad affrontare decentemente ed elegantemente un uragano e i 5 giorni successivi (parlo di Sandy nel 2012).

2 – Natura, ma solo in estate

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Quando si va a mare il riccio (soprattutto quello non rovinato da tinte e piastre) diventa molto ben definito, come nelle pubblicità. La cosa non si deve solo alla salsedine ma anche al fatto che spesso si asciugano senza tamponatura/strizzatura e sono liberi di gocciolare.
Se si ha la possibilità di ripetere questa circostanza (sul terrazzo dell’hotel in estate, sdraiandoci prone in un prato – IN ESTATE – e addormentandoci così), il riccio si definirà meglio che con il phon e di certo meglio che al sole dopo aver strizzato la chioma con l’asciugamano. Le gocce che colano definiranno le ciocche sinché non saranno asciutte e per due o tre giorni, sempre che non piova, possiamo sperare di stare a posto.

2 – Spinning brush.

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Se siamo in un periodo non adatto all’asciugatura solare, possiamo affidarci ad una tecnologia leggermente più maneggevole dei phon e diffusore, per cercare quanto meno di domare la tendenza anarchica del riccio.  Parlo della spinning brush, quelle spazzole rotanti che aiutano ad ‘allisciare’ (e qui scatta la risata scettica) i capelli anche in casa e quindi anche in viaggio.
Risultato di un lavoro fatto bene: il primo giorno i capelli restano come delle ‘onde morbide’; dopo la prima notte i ricci riprendono forma ma, c’è da dire, sono più docili e tendono a restare morbidi.
Sono persino più resilienti al trauma di un’acconciatura! Puoi, per dire, raccoglierli in una coda o in uno chignon e scioglierli trovandoti sempre onde morbide/ricci non incazzati (e non ricci schiacciati o effetto ‘molla della penna a scatto dopo averci giocato in un momento di stress’). Basta asciugare bene ogni ciocca.
A mio avviso sono state 50 euro ben spese e questa spinning brush mi ha risolto molti problemi.
Ma attenzione alle aspettative! asciugando i capelli con questo attrezzo, anche per due ore, non avrete i capelli lisci, ma solo onde morbide il primo giorno e ricci morbidi e gestibili e più definiti di quelli naturali dal secondo giorno in poi.
Ma in fondo, per noi nulla di nuovo: i capelli sono come persone, più sono forti e più è difficile allontanarli troppo dalla loro natura. 

 

Un pensiero riguardo “Consigli non richiesti per la gestione dei capelli ricci in viaggio.

  • Maggio 20, 2015 in 9:58 am
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