Come mangiare da sole senza sentirsi ‘strane’ o sfigate

Dite la verità, è una cosa che a volte imbarazza anche le solo lady traveler più abituate a tutto e che spaventa molte donne che ancora non hanno provato l’emozione di viaggiare in autonomia: entrare in un locale, sedersi e trascorrere un pasto da sole.

617257_4876488072874_135046390_oNon parlo dei pasti veloci con panini che si consumano quasi da sé, mentre siamo in bilico su uno sgabello e leggiamo un volantino degli sconti sui ferri da stiro e gli spinaci freschi. Parlo dell’imbarazzo di sedersi in un luogo di ristoro in cui ci sono quasi solo persone in coppia/gruppi piccoli o grandi e in cui vorremmo consumare qualcosa di più completo e complesso della spidipizza.

 

Il motivo dell’imbarazzo varia da persona a persona, ci si sente per lo più strane, ‘straniere’, osservate.
Vi risparmio la frase

‘state tranquille, all’estero non ci bada davvero nessuno perché  è una cosa molto comune in moltissimi paesi e ormai anche in Italia è pratica consueta, al massimo vi scambieranno per oriunde’.

 

Preferisco scrivere questo pezzo prendendo atto di un problema: l’imbarazzo e la paura di essere a pranzo con i nostri svariati io e nessuno più.
Ecco alcuni suggerimenti per sentirvi più a vostro agio (sperimentati tutti e funzionano).

1 – Telefonino sì, ma tablet meglio
Alla lunga anche il telefonino (sempre se connesso al wi-fi) annoia e stanca e dal momento che ormai è una nostra appendice anche quando non stiamo a tavola, non attutisce il senso di solitudine che a volte incorre davanti ad un piatto che non possiamo commentare con nessuno se non con chi ci segue su Instagram.
Prova con un tablet! La differenza non è che una sfumatura, ma questo oggetto dà più l’idea di impegno lavorativo e non solo di non sapere cosa guardare, cosa fare in assenza di commensali. Ed è persino più facile distrarsi guardando un documentario.

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2 – Libro
Sinché per un essere umano esisterà un attimo da dover trascorrere da solo (indipendentemente dall’altrui presenza) esisteranno i libri. Ogni momento da soli con un libro aperto si riempie di sacralità e niente meglio di un buon libro (o meglio, di un libro che ci piace) ci aiuta a non sentirci e quindi a non apparire sole e soli. (Anche variabile kindle va bene, ma non arriva alla presenza prossemica di un volume cartaceo)

3 – Taccuino per gli schizzi
Adatto ai grafomani che mentre parlano al telefono disegnano ‘cose’ come sotto ipnosi ma anche a chi in genere non scarica la tensione con foglio e penna. Trovo questo metodo particolarmente utile perché oltre a scaricare la tensione e liberare dal senso di immobilità, vi farà anche focalizzare l’attenzione sui particolari intorno a voi. Resterà come ricordo una fugace impressione di un momento del viaggio.

4 – Parlate con il personale
Che scegliate il metodo di cui al punto 1, 2, 3 o tutti e tre contemporaneamente (se lo fate davvero, please mandatemi una foto), chiedete consigli sul menu a chi lavora nel locale. Se siete vegetariane just like me, chiedete che cosa c’è in menu specificando esattamente che cosa mangiate e che cosa no, chiedete quali sono i migliori vini o bevande locali, chiedete che cosa sa fare lo chef di particolarmente buono. Con un sorriso migliorerete il vostro pranzo e la giornata di lavoro di chi vi sta di fronte.

5 – Dire di ‘sì’.
Per un’italiana abituata al triste atteggiamento machista di questo meraviglioso paese, è difficile credere che un ragazzo o signore più grande che ti invita al tavolo o che chiede di sedersi con te non ci voglia per forza provare. Eppure è così.
Se una coppia di irlandesi ti indica il posto al loro tavolo, non è perché vogliono fare cose strane ma solo perché potrebbero aver capito che sei da sola e potresti voler compagnia per un po’ e sarebbero assolutamente sereni di fronte ad un ‘no grazie, preferisco rilassarmi un po’ da sola’ senza restare offesi.
Non a caso cito l’Irlanda, in cui mi è capitato di essere invitata ad un tavolo di un pub sia da sola che in gruppo che in coppia.
Se un signore o un ragazzo di Manhattan ti racconta che cosa fa nella vita e ti chiede altrettanto mentre fai colazione da Starbucks, sappi che alla fine del suo caffè ti lascerà il biglietto da visita (per loro è un atto formale e comune come per noi la stretta di mano, ed è così anche in Giappone) e se ne andrà con cortesia senza proporti necessariamente di cenare insieme o di rivedervi ancora.

Ci sono luoghi e culture in cui ‘l’uomo o la donna di passaggio’, i raminghi e i viaggiatori fanno parte della quotidianità; la verità è che a poche persone sembrerai strana se mangerai da sola.
Con un po’ di esercizio, non sembrerai più bizzarra o sfigata neanche a te stessa.

 




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