Come fanno i freelance e nomadi digitali a trovare nuovi clienti?

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Torniamo a parlare di nomadismo digitale e vita da freelance, because so che è un argomento che sta a cuore a molti e molte. E anche perché ultimamente più di un follower su Instagram mi ha chiesto dettagli proprio su questo punto neanche tanto secondario della vita di ogni lavoratore freelance.

Certo, la vita da nomade digitale sopratutto vista su Instagram appare particolarmente bella (e infatti lo è), ma molte difficoltà non traspaiono.

E soprattutto, è difficile raccontare con poche immagini alcune cose delicate come il trovare nuovi clienti, partnership a medio-lungo termine e, per farla breve, forme di guadagno.

Prima di dire come ho fatto io e come fanno molti altri, è bene specificare che ci sono delle differenze da lavoro a lavoro e che, non mi stancherò mai di ripetere l’ovvio, Freelance e Nomade Digitale sono aggettivi che devono seguire un sostantivo che indica una professione.
Cioè traduttore freelance, grafico freelance e ancora blogger/giornalista/fotografo/architetto di interni freelance.
Il nomadismo digitale è una ulteriore scelta logistica e di vita, ma non è il lavoro.

Ora vediamo come un po’ tutti i lavoratori autonomi da postazione remota e variabile possono trovare nuovi clienti, con alcuni consigli trasversali validi per tutte le tipologie di professione.




1 – Nella piazza, come gli antichi

Ora, diciamocelo, il fatto che una persona sia un freelance e che abbia il privilegio (chiamiamolo così) di lavorare da casa, non corrisponde al diritto di chiudersi in casa 12 ore al giorno, anche perché altrimenti la parola nomade non avrebbe senso.

I clienti si cercano e ti trovano (anche) on line, ma buona parte dei nuovi contatti nascono vis-à-vis, a volte anche solo prendendosi una birra con amici, dove sarà presente il cugino di un amico di un amico che ha bisogno del tuo lavoro.

Chi pensa che un freelance non sia mai in ufficio sbaglia!
In realtà è come se vivesse sempre in una teca vitrea che rappresenta la sua postazione di lavoro e tra una chiacchiera e l’altra il lavoro viene sempre fuori.
Decidi tu se è bello o brutto o se, semplicemente, è così e bisogna conviverci.

Sta di fato che, se diventi nomade digitale, chiunque ti incontra deve ricordare per sempre i tuoi occhi bellissimi, un tuo tic e il lavoro che fai.

Quindi, il primo modo per trovare clienti è uscire, incontrare persone nuove, parlare di te e del tuo lavoro… Senza lagnarti!
Positività ed energia sono un elemento imprescindibile!
Il mondo è già una valle di lacrime, facebook è il fulcro della polemica quotidiana e ognuno ha i suoi cavoli da risolvere. Non mettere sempre i tuoi sul banco!

Prima del lavoro o modo di lavorare, il tuo biglietto da visita è l’attitudine al lavoro.
(ah sì, il biglietto da visita. Anche quello portalo sempre con te, mi raccomando).

Leggi anche “Personal branding, come promuoversi nelle relazioni interpersonali”

 

2 – Spazi di co-working 

spazio Puzl a Sofia

Torniamo a parlare dell’esigenza di un posto di lavoro che, per quanto non sia fisso, esiste per tutti, anche per i nomadi digitali.
I co-working sono spazi nei quali questa esigenza può diventare una grande risorsa, aiutandoti a trovare nuovi contatti, che poi diventano clienti o ne portano di nuovi.

Si tratta di posti in cui le persone che non hanno un ufficio fisso affittano una postazione con internet e (in genere) una stampante e altri tool messi a disposizione.

Ormai i co-wo sono così gradevoli da essere scelti anche da dipendenti in trasferta. Sono spesso luoghi dal design curato, che promuovono iniziative interessanti, alcuni sono convenzionati con bar e ristoranti in cui ogni co-worker può avere sconti speciali.

Cerca lo spazio di co-working più vicino a te e se possibile frequentali anche quando sei in viaggio.

Piccola confessione: almeno due dei miei clienti fissi li ho trovati lavorando in spazi di co-working e partecipando ai loro eventi. Se è andata bene a me non vedo perché non debba andare benissimo anche a te.

3 – Convegni, eventi e web event

Tieni traccia degli eventi dedicati, anche in modo tangente e trasversale, al tuo lavoro.
Ci sono convegni di settore? Fiere e manifestazioni B2B? Seminari e anche web-event?
Partecipa ogni volta che ti è possibile.

Lo so, sono una spesa, perché 9 volte su 10 si entra con una quota di partecipazione, spesso nemmeno tanto irrisoria, ma si tratta di una spesa (anzi investimento) da preventivare il prima possibile.

C’è una fiera a Mantova dedicata al tuo settore di interesse? Approfittane per unire una visita alla città e partecipa alla fiera (e benvenuto nel mondo dei Nomadi Digitali, persone che non solo lavorano viaggiando ma viaggiano perché il lavoro lo richiede).
Per altro esistono anche metodi per entrare gratis, tramite inviti speciali, e per avere sconti, iscrivendosi molti mesi prima dell’evento.

Fai una ricerca in internet degli eventi relativi al tuo settore o a settori affini e inizia già da ora a pianificare la tua partecipazione a queste manifestazioni.
Se tra i relatori o organizzatori c’è una tua conoscenza o contatto social, contattalo personalmente per chiedere un invito. Non sentirti invadente, è una prassi, spesso un relatore può invitare un tot di persone.

Agli eventi, più che alla fiere, oltre che potenziali nuovi clienti o collaborazioni, troverai anche entusiasmo e gente interessante che “parla la tua lingua”, interessata ai tuoi argomenti e questo è vitale per la motivazione (che per un nomade digitale è sempre da coltivare con costanza).

4 – Personal branding e social network

come ho fatto più di mille follower su twitter in un mese

Non è un caso se ho inserito solo alla fine questo punto. I social network sono successivi a tutto il resto, per quel che riguarda il trovare nuovi clienti.
Ci sarebbe da scrivere un post esclusivamente dedicato a questo argomento e prometto di farlo prestissimo. Ma adesso rispondo ad alcune semplici domande che possono aprirti la strada verso alcune riflessioni utili.

Serve davvero avere tutti i social?
La buona notizia del giorno: no, non serve averli tutti.

Anzi, essere ovunque a sproposito e senza cognizione di come ogni social vada gestito, è persino deleterio.

Prima di tutto devi essere dove si trovano i tuoi potenziali clienti e dove i tuoi potenziali clienti cercano la tua expertise.

Ti consiglio di essere presente su Linkedin, aggiornare il tuo CV su questo social e dedicarci almeno un’ora a settimana, tra interazioni e ricerca di nuovi contatti.

Qualcuno ti dirà che se hai un’attività non puoi non avere una pagina su facebook e un profilo aziendale su Instagram.
Io non sono del tutto d’accordo.
Perché, come dicevamo, non è detto che i tuoi clienti siano su questo social e lo usino per cose di lavoro.

Perché la pagina devi saperla gestire e renderla chiara. Non devi scrivere troppi contenuti ma neanche troppo pochi… insomma, se esiste una professione dedicata solo ai social (il social media strategist/manager) ci sarà un motivo. In alcuni casi è molto meglio gestire il proprio profilo privato orientandolo al lavoro, oltre che alla tua vita (a piccole dosi).

Metti tutti i tuoi dati, sito internet, recapiti nella descrizione o in bio se si tratta di Instagram.
Usa un’immagine di copertina che rimandi al tuo lavoro e contenga i tuoi dati.
Non pubblicare foto degne di un adolescente in piena crisi autolesionista. Usa sempre il filtro del buon senso.

5 – Infine, anzi, prima di tutto: lavora al meglio 

work harder - do you have to leave your full time job to be free?

Cerca di lavorare bene. Non nel senso di non fare mai errori, ma nel senso di avere e mantenere una alta etica del lavoro.
Chiediti sempre se lavorare con te è piacevole per i tuoi clienti e perché. Per la puntualità? Per la correttezza? Perché sai creare allegria e spirito di squadra? Perché ti piace imparare? Tutte queste cose assieme?

Un cliente soddisfatto è, anche per i Nomadi Digitali, il modo migliore per avere clienti nuovi.

E tu, come trovi nuovi partner e collaborazioni?

 

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9 pensieri riguardo “Come fanno i freelance e nomadi digitali a trovare nuovi clienti?

  • ottobre 16, 2017 in 7:25 pm
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    Stavo giusto pensando a un co-working! Ne ho trovato uno a due passi da casa che non costa nemmeno tanto. Sicuramente a casa in silenzio lavoro meglio e sono più concentrata… ma sul lungo termine mi imbruttisco, e secondo me rendo anche meno! Troppa solitudine 🙂

    Risposta
  • ottobre 16, 2017 in 8:22 pm
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    Questo sì che è un post davvero utile, da leggere e trarre ispirazione!
    Personalmente in un luogo di ritrovo come un bar o una piazza è uno dei modi più efficaci e da sempre in voga hahaha
    Però se si vuole andare sul sicuro convegni ed eventi sono il top!

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  • ottobre 17, 2017 in 8:18 am
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    Post utilissimo mia cara Barbante. In quanto nomade digitale e freelance non solo mi interessa, ma sono d’accordo con te su tutti i punti! Io ho clienti che vengono da contatti personali, personal branding, fiere e social media. Insomma, ce le ho un po’ tutte! Non e’ un lavoro facile, ma una volta che si prende lo iundolo viene tutto da se!

    Risposta
  • ottobre 17, 2017 in 8:59 am
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    Complimenti Sabrina ho trovato molto utile ed interessante questo post. Effettivamente le fiere o eventi di settore sono importanti. Dovrei credere un po più nel mio progetto (che per ora ho ancora tutto in testa) e buttarmi. Questo è uno dei post più utili che ho letto ultimamente. Complimenti!

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    • ottobre 17, 2017 in 9:43 am
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      Grazie Alessia! Allora dico solo a te in anteprima che è in arrivo nel mese di dicembre o fine novembre la mia guida su come lavorare e vivere (quindi guadagnare) da freelance e digital nomad. Al momento sto cercando alcuni sponsor perché vorrei poterla dare gratuitamente ai miei lettori e lettrici. Ti aggiorno, smak.

      Risposta
  • ottobre 18, 2017 in 8:50 am
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    è un post davvero utile e interessante e potrebbe essermi utile prossimamente

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