5 motivi per cui le persone non leggono il tuo blog

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Hai un blog con i controcà, scrivi spesso e bene… eppure la gente non ti legge e non hai traffico “sufficiente” per essere gratificata.
Perché? Vieni che te lo dico…

Questo post è per te, che hai un blog con una grafica bellissima, curata, che ti studi tutti gli accostamenti cromatici migliori, che hai i plug in di condivisione sui social messi esattamente dove devono stare e che, soprattutto, scrivi bene.

Te lo dicono tutti da sempre e chiunque passi per caso dal tuo blog ti dice che “ehi, ma che bello, mi piace come scrivi/il tuo post mi ha fatta morire! ecc”, eppure non riesci a raggiungere quelle soglie di traffico che ti servono per essere soddisfatta e/o per essere cercata dalle agenzie di web marketing e guadagnare qualche soldino e/o diventare influencer.




Ci passano in molte e in molti finché un giorno, per una serie di fortunate circostanze, scopri o qualcuno ti educe su una concatenata serie di cose che servono per portare traffico organico e costante al tuo blog.
Cose che vanno ben oltre la semplice costanza e buona volontà ma che sono scientifiche, matematiche.

In fondo li mondo dei blog è come quello del cinema e dell’editoria. Il talento serve ma non basta (che poi… che minchia sarà mai sto talento?)

Allora adesso cerchiamo di capire perché non hai (ancora) il ritorno di traffico che meriti.

1 – Hai un buon plug in SEO? 

work blog computer

Saldiamo il debito che ogni blog post che parla di aumento del traffico ha con la parolina magica “SEO”, cioè Search Engine Oriented. Tre parole che devono diventare aggettivo per ogni articolo che scrivi. Come?

Scarica un buon plug in del SEO.
Vai nell’amministrazione del tuo blog, nell’area plug-in, e scarica YOAST. Di plug-in che ti aiutano nel posizionamento per i motori di ricerca ce ne sono tanti, ma questo è particolarmente utile per chi è alle prime armi non solo perché è facile da usare ma sopratutto perchè ti indica dove stai sbagliando nelle impostazioni SEO di tutto il tuo articolo.

Appena lo scarichi e attivi, scrivi un articolo.

In fondo alla pagina apparirà uno schema da riempire con titolo, parola chiave del pezzo e due righe di presentazione del post. In alto all’articolo, un semaforo indica se il tuo articolo ha un buon SEO (cioè se sarà facilmente reperibile sui motori di ricerca) con un pallino verde. Oppure se è così così (pallino giallo) o se è da rivedere perché il SEO non è impostato bene (pallino rosso).
In tutti e tre i casi un elenco puntato sotto all’articolo ti dirà punto per punto che cosa devi migliorare.

YOAST SEO come usarlo nei tuoi articoli

Ora che la cosa ovvia del SEO l’abbiamo detta, andiamo oltre… perché ci sono ben altri motivi se le persone non ti passano a trovare quanto vorresti.

Leggi anche: “Come far aumentare subito il traffico del tuo blog (a costo zero)”

2 – Dai ai lettori/lettrici quello che vogliono?

sabrina al computer in aeroporto al lavoro  

Seo o non seo, scrivere un articolo su quanto amo lavarmi i capelli sarà di certo gradevole ma meno utile alla società che scrivere i 10 modi per curare i capelli in modo semplice/efficiente/naturale no?
Riflettici, non è una cosa tanto da ridere…

Io ho un travel blog: Se invece di raccontare “la mia Sarajevo” (che interessa fino ad un certo punto solo a mia madre e a me), racconto “Le cose da fare e vedere a Sarajevo in due giorni“, forse sarò più di aiuto alla società del web, ai viaggiatori che acquistano un low cost all’ultimo minuto e non hanno (trovato) una guida, a chi è andato in viaggio a Mostar e ne approfitta per fare un salto a Sarajevo ecc.

In breve: cerca di scrivere articoli pensando all’utenza che potresti aiutare e alle frasi che con maggiore probabilità verranno googlate dall’utenza di riferimento.

Torniamo all’esempio del viaggio: se tu ti trovassi in Bosnia per un week end che cosa cercheresti su google?
Probabilmente frasi del tipo:
ristoranti a Sarajevo, dove mangiare un buon gelato in Bosnia, che cosa mangiare/bere in Bosnia, cibo tipico della Bosnia e via dicendo.
Quante di queste info scarseggiano sul web? Bene, quelle sono le info che devi dare tu.

3 – Non è semplice leggerti 

street art in Lecce via Novara - In my suitcase

Ogni blogger si scontra con il “bounce rate”, cioè il tasso di rimbalzo. In pratica un utente cerca una cosa e finisce per caso sul tuo blog, ma poi esce subito e questo non va bene e non ti aiuta nel posizionamento.
Perché gli utenti t’ariblazano?

Tra i motivi più diffusi:

  • non dai info chiare, ti perdi troppo nei tuoi pensieri e non vai dritta al punto (cioè non indichi al lettore in quale punto troverà le risposte alle sue domande);
  • non dividi i post per paragrafi con sottotitoli che consentano al lettore di non leggere tutto ma di leggere solo i sottotitoli o le parti che a loro interessano
    (non storcere il naso… lo dice anche Pennac che saltare pagine/paragrafi o fare una sinossi durante la lettura sono tra i diritti imprescindibili del lettore).
  • Non usi immagini (belle) che dividono i paragrafi. Anche qui, non storcere il naso. Le figure sono importanti, le belle foto rilassano e rendono la lettura più gradevole.
  • Usi font poco leggibili (sui blog, te lo dico, Times new roman è il male!!)

 

4 – Non studi i tuoi analytics e le tue statistiche

commentare blog post

Lo so, è noioso e può anche apparire patetico studiare continuamente le proprie statistiche, i propri livelli di traffico e la relativa provenienza.

But that’s part of the game, babe.
Prima di tutto, registrati su goole analytics, poi lascia che la cosa prenda il sopravvento e si trasformi in una forma di dipendenza.
Seguendo le statistiche in tempo reale puoi vedere quali sono gli articoli più letti che quindi assecondano le ricerche delle lettrici e dei lettori; quindi puoi scrivere altri articoli simili come:

  • variazioni al tema del post (da “Che cosa sapere prima di andare a Sofia” passi ai “Mercatini di Sofia” e poi al “Cibo veg da assaggiare (e dove) a Sofia”
  • post con struttura simile (i tuoi lettori amano i tuoi listicle? Bene, scrivine altri).

 

5 – Non ti fai trovare, dannazione, sei timida 

things to do while waiting for a new trip

Non basta aprire un negozio: bisogna mettere un’insegna, bisogna fare dei volantini, farsi trovare sui social, ricordare ogni giorno alle persone che, nella miriade di cose interessanti che tutti e tutte hanno da fare, si paventa anche la possibilità di entrare nel tuo negozio… o di leggere quello che hai scritto sul tuo blog.

Se un buon SEO è come mettere il tuo negozio sul navigatore satellitare affinché venga trovato, l’insegna corrisponde a quanto ti promuovi sui tuoi social.

Non essere timida, non temere di passare per la “blogger di turno”, non temere prese in giro (che verranno, sempre che non sia tu la prima ad essere ironica su quello che fai).
Esponiti, che tanto in un modo o nell’altro lo fan tutte e tutti.

your blog is your way.

 

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8 pensieri riguardo “5 motivi per cui le persone non leggono il tuo blog

  • aprile 4, 2017 in 5:01 pm
    Permalink

    Il genio. Bibbia digitale Barbante costantemente aggiornata. Mi ci rivedo molto, nonostante tutti gli sforzi (credimi, ho preso il mio blog come mio leggittimo sposo) non riesco ancora a ottenere i risultati che vorrei. E quindi stravolgiamo la mia strategia, seguiamo i tuoi consigli e tuffiamoci ancora una volta in queste acque agitate di Google!

    Risposta
    • aprile 5, 2017 in 6:23 am
      Permalink

      dopo tutto quello che mi hai insegnato in tre ore e tante chiacchiere allegre su instagram, mi sembra il minimo. secondo me tu massimo un anno è spacchi il culo a tutti!

      Risposta
  • aprile 4, 2017 in 9:33 pm
    Permalink

    Finalmente qualcuno ha scritto un post su questo argomento! Brava Sabrina!!! Io appena ieri ho scaricato Yoast e mi sembra un plugin molto utile e semplice da usare. Per ora ho letto come usare meta e come cambiarla manualmente 😉

    Risposta
  • aprile 10, 2017 in 2:39 pm
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    Mi hai svelato un segreto sul SEO e tutte le dritte per migliorarlo ed è da parecchio tempo che stavo cercando sul web qualcosa del genere che mi chiarisca le idee su questo argomento, ma tutto era sul vago. Grazie mille per avermi svelato yoast!

    Risposta
  • aprile 22, 2017 in 1:37 pm
    Permalink

    Questo post è una vera manna dal cielo! Il mio grandissimo dilemma a tema blogging è più che altro in ambito del tema, vorrei scrivere di diverse cose ma non sono dell’idea di avere più blog. Già uno è complicato se gestito in modo professionale.
    Secondo te è possibile avere un blog di successo che non parla solo ed unicamente di un tema solo?

    Complimenti per il post.
    Un abbraccio,

    Flavia
    La blogger confusa

    Risposta
    • aprile 22, 2017 in 3:07 pm
      Permalink

      Ciao Flavia,
      certo, i blog di maggior successo non parlano di un solo tema, ma hanno un piano editoriale ben preciso. Dai un’occhiata ad esempio a “A gipsy in the kitchen” (è in italiano) o a tutti i blog di lifestyle. c’è una linea grafica coerente e alcuni leitmotiv che tornano, ma i temi sono vari (cucina, moda, interior ecc.) Un piccolo consiglio, però. Per un blog lifestyle cerca di imparare bene i trucchi della fotografia. sono la discriminante per restare su un blog lifestyle. smak.

      Risposta

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